

Le prime vie aeree e i polmoni sono fortemente esposti all’azione dei germi patogeni liberi nell’ambiente in cui si è calati. Ad infezione innescata arrivano i primi sintomi: febbre, tosse , dispnea – respirazione difficoltosa, tachipnea – aumento della frequenza respiratoria di norma sono tra i 16 e 20 respiri al minuto e tachicardia – battito cardiaco accelerato, di solito sopra a 100. Oggi nei paesi sviluppati la malattia è tenuta efficacemente sotto controllo con i farmaci o il ricovero in ospedale e alcune forme possono essere prevenute con il vaccino, resta il fatto che è una malattia seria da non sottovalutare.
La polmonite può essere causata da virus, batteri e funghi. I virus sono responsabili delle forme soprattutto entro i due anni di vita, gli agenti coinvolti sono il virus respiratorio sinciziale, il rhinovirus, virus influenzali A e B e i virus parainfluenzali. Le forme più serie sono dovute a batteri come lo Streptococco pneumoniae, il Mycoplasmapneumoniae e la Chlamydia pneumoniae che colpiscono soprattutto i bambini più grandi e gli adolescenti. I sintomi tipici della polmonite sono febbre alta, tosse, difficoltà di respiro, aumento degli atti respiratori, colorito pallido per la mancanza di ossigeno, dolore al collo e all’addome. La diagnosi si basa sulla valutazione dei sintomi quali la febbre, la tosse, la difficoltà respiratoria e strumentali, ad esempio una RX polmonare. È molto importante, poi, valutare con attenzione la frequenza respiratorie: se gli atti sono frequenti e ravvicinati è possibile che si tratti di polmonite. Gli esperti oggi sono propensi a non prescrivere una radiografia del torace ogni volta che il bambino ha una affezione respiratoria, perché sarebbe sottoposto a un numero eccessivo di radiazioni.
La quasi totalità dei bambini con polmonite può essere curata a casa propria. Necessitano di ricovero in ospedale soprattutto i più piccoli, al di sotto di un anno di età e quelli con problemi concomitanti, per esempi asma, disturbi cardiaci o neurologici. Il trattamento terapeutico si avvale della somministrazione di un antibiotico, l’amoxicillina, per una settimana-dieci giorni. Molto importante è la prevenzione: è essenziale non esporre i bambini al fumo passivo e guidarli affinché seguano una vita il più sana possibile sana e con un’alimentazione corretta a base di frutta e vegetali. L’allattamento al seno riduce di quasi un terzo l’incidenza di polmonite nei lattanti. È anche opportuno avvalersi del vaccino anti-pneumococco, può ridurre in modo significativo la percentuale di polmoniti. Anche l’antinfluenzale è utile perché riduce le complicanze dell’influenza e una di queste è proprio la polmonite.
Giorgia Andretti