Nicotina e disagio mentale: le ragazze sono più vulnerabili

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Nicotina e disagio mentale: le ragazze sono più vulnerabili

nicotina e sindrome depressiva
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La nicotina non è soltanto la sostanza che crea dipendenza dal fumo. Nell’adolescenza agisce su un cervello ancora in costruzione e il suo consumo si accompagna più spesso a sintomi di ansia, depressione e disagio mentale. È quanto emerge da tre studi condotti dall’Università di Göteborg, in Svezia, che hanno osservato adolescenti alle prese con sigarette tradizionali, sigarette elettroniche e prodotti senza tabacco, come le bustine di nicotina. Il dato più netto riguarda le ragazze. In uno studio su 3.730 studenti svedesi tra i 17 e i 19 anni, quasi l’80% delle consumatrici di nicotina riferiva sintomi di ansia, depressione o altre difficoltà psicologiche. Una percentuale decisamente superiore rispetto a quella riscontrata tra le coetanee che non utilizzavano questi prodotti. L’associazione tra nicotina e sofferenza mentale è emersa anche tra i ragazzi, ma con valori meno elevati. Le adolescenti sembrano quindi rappresentare il gruppo maggiormente vulnerabile, tanto da richiedere interventi preventivi pensati anche in base alle differenze di genere.

Non soltanto sigarette tradizionali

Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda la diffusione di prodotti presentati come più moderni, discreti o meno dannosi del tabacco. Le bustine di nicotina, per esempio, non contengono tabacco e possono essere tenute tra il labbro e la gengiva senza produrre fumo né odori. Proprio queste caratteristiche possono renderle particolarmente attraenti per i giovanissimi e più facili da utilizzare senza essere scoperti dagli adulti. Anche le sigarette elettroniche vengono spesso considerate meno pericolose. Tuttavia, quando contengono nicotina, possono determinare dipendenza e favorire un consumo sempre più frequente. Il problema, dunque, non riguarda esclusivamente la combustione del tabacco, ma anche gli effetti della nicotina sul sistema nervoso e sui meccanismi cerebrali della gratificazione. Gli studi svedesi hanno inoltre evidenziato una relazione tra uso di nicotina e consumo più frequente di alcol, episodi di ubriachezza e minore benessere psicologico. In alcuni casi si osserva anche il policonsumo, cioè l’utilizzo contemporaneo di più prodotti: sigarette, e-cig, snus o bustine orali.

Un rapporto complesso tra causa ed effetto

I risultati non dimostrano automaticamente che sia la nicotina a provocare da sola ansia o depressione. Il rapporto può procedere in entrambe le direzioni. Alcuni adolescenti possono iniziare a fumare o utilizzare altri prodotti nel tentativo di ridurre tensione, tristezza, solitudine oppure difficoltà nelle relazioni. La sensazione di sollievo, però, è generalmente breve. Quando la concentrazione di nicotina diminuisce possono comparire irritabilità, irrequietezza, difficoltà di concentrazione e bisogno di assumere nuovamente la sostanza. Si crea così un circolo vizioso nel quale il giovane interpreta l’attenuazione dei sintomi dell’astinenza come un beneficio psicologico prodotto dalla nicotina. D’altra parte, ansia, depressione, vulnerabilità individuale, pressioni del gruppo, problemi familiari e consumo di sostanze possono influenzarsi reciprocamente. Per questo la scoperta dell’uso di nicotina dovrebbe essere considerata anche un’occasione per esplorare lo stato emotivo del ragazzo.

Cosa possono fare i genitori

Punizioni, minacce e interrogatori rischiano di chiudere il dialogo. È preferibile chiedere con calma quale prodotto venga utilizzato, con quale frequenza e in quali situazioni. È importante capire se il consumo compare soprattutto nei momenti di ansia, tristezza, rabbia o bisogno di sentirsi accettati dal gruppo. Vanno osservati anche eventuali cambiamenti persistenti: isolamento, perdita di interesse, irritabilità, disturbi del sonno, calo nel rendimento scolastico o frasi di autosvalutazione. In presenza di questi segnali è opportuno rivolgersi al pediatra, al medico di famiglia o a un professionista della salute mentale: lo psichiatra. La prevenzione deve comprendere tutti i prodotti contenenti nicotina, senza lasciarsi ingannare dall’assenza di tabacco, fumo o cattivo odore. Proteggere gli adolescenti significa parlare precocemente dei rischi, riconoscere il disagio psicologico e offrire un aiuto concreto prima che il consumo diventi dipendenza.

Sahalima Giovannini

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