Ossiuri, la vita all’aperto facilità l’incontro

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Ossiuri, la vita all’aperto facilità l’incontro

I bambini tornano finalmente a godere, con prudenza, di qualche ora all’aria aperta. Rotolarsi nell’erba e giocare con la terra è normale per i bambini, ma possono incappare con gli ossiuri

Anche se a macchia di leopardo stiamo tornando alla vita normale e, finalmente i nostri bambini possono ricominciare a frequentare parchi e giardini pubblici. Per due mesi tutti i bambini, oltre noi adulti, hanno vissuto la mancanza della natura, dell’erba, della terra, degli alberi. Il non poter vivere con i coetanei li ha spinti a dedicarsi ad antichi giochi in solitudine, come pasticciare con sassi, terriccio e foglie. È importante, quando i bambini giocano con questi elementi, che i genitori prestino attenzione, per evitare che i bambini portino le mani alla bocca dopo aver manipolato questi oggetti. Infatti, nella terra e sull’erba, irrorate da acque contaminate, possono trovarsi le uova degli ossiuri. Ecco perché è importante che dopo aver giocato all’aperto i piccoli lavino accuratamente le mani insistendo anche sotto le unghie e tra le pieghe della pelle, dove si possono annidare le uova.

Prurito e fastidio nella zona del sederino

Le uova degli ossiuri si trovano disseminate nell’erba e nella terra, quindi giocare con questi elementi e immediatamente portare le mani alla bocca, significa traghettare le uova direttamente nel sistema gastrointestinale. Una volta arrivate nell’intestino le uova degli ossiuri si schiudono e fuoriescono parassiti a forma di piccoli vermi, molto piccoli. Gli ossiuri diventati vitali, possono raggiungere il retto e l’ano. Fuoriuscendo gli ossiuri possono provocare con il loro movimento un intenso prurito e fastidio. Queste sensazioni spiacevoli compaiono soprattutto nelle ore notturne, quando il tepore delle coltri spinge i parassiti ad essere più attivi. Per questo il bambino si sveglia spesso, chiama i genitori, lamenta fastidio nella zona anale e genitale. Possono anche comparire dolori addominali e forme di diarrea.

Il rischio di contaminazione

La presenza di ossiuri non causa veri e propri problemi di salute al piccolo, a parte il nervosismo dovuto al prurito e a volte forme di inappetenza. I sintomi dovuti agli ossiuri non vanno però trascurati perché è molto facile che gli altri componenti della famiglia vengano contaminati dagli ossiuri. Infatti le uova e i parassiti adulti possono raggiungere lenzuola, sedie, asciugamani per il bagno di uso comune. Inoltre i bambini che frequentano comunità e centri estivi possono involontariamente trasmetterli ai coetanei. I sintomi che abbiamo descritto sopra non devono insomma essere sottovalutati. L’ispezione anale da parte dei genitori purtroppo non è utile, come succede invece nel caso di altri vermi, come gli ascaridi, perché gli ossiuri non sempre riescono ad essere individuati a occhio nudo.

Ossiuri: occorre un test specifico

Il modo migliore per scoprirli è lo scotch test: si applica un frammento di nastro adesivo sull’orifizio anale e poi lo si esamina al microscopio. In questo modo si possono individuare le uova. La terapia, in caso di positività, è semplice e sicura: è a base di sostanze in grado di eliminare i parassiti, per esempio pirantel pamoato. Solitamente questi ritrovati sono in forma di sospensione, quindi facili da assumere anche per i più piccoli, si somministrano per via orale e arrivano nell’intestino, dove paralizzano i vermi che vengono poi eliminati con le feci. Circa due – tre settimane dopo è essenziale procedere a una seconda somministrazione del farmaco, per essere sicuri di eliminare anche eventuali uova che sono scampate alla prima assunzione. Nel frattempo, gli oggetti e la biancheria del bambino dovrebbero essere lavati a temperature elevate: 60° almeno, per uccidere i parassiti. La cameretta, per qualche tempo, deve essere pulita con detergenti disinfettanti e con maggiore accuratezza del solito.

Giorgia Andretti

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