

Il Ministero della Salute ha lanciato un alert con cui raccomanda di non consumare del formaggio – tomino – acquistato presso le catene dei negozi: Penny Market, Esselunga, Bennet, Il Gigante, Carrefour, Prix, Coop e Tigros, I prodotti devono essere restituirli al punto d’acquisto e ovviamente di non consumarli, questo a scopo precauzionale. Sembra infatti che siano stati contaminati dal batterio della salmonella.
Gli specialisti dell’igiene alimentare fanno notare che la Salmonella non si riposa mai, quindi è bene essere sempre super vigili e prestare tutte le attenzioni possibili per evitare una contaminazione del batterio. Il batterio della Salmonella è il responsabile della gastroenterite e come tale, se a colpire sono i bambini o le persone anziane il problema reale è quello della disidratazione con conseguenze importanti. Il nostro Paese rimane nella fascia con meno segnalazioni, sotto le 6,8 ogni 100mila abitanti. Si tratta, in entrambi i casi, di intossicazioni alimentari o tossinfezioni alimentari, che si verificano quando una persona ingerisce un cibo o una bevanda contaminata da un germe nocivo. I cibi possono contenere germi e batteri, per la maggior parte innocui soprattutto se gli ingredienti utilizzati vengono lavati con acqua potabile, cotti e consumati ben caldi. Se, però, nella preparazione dei cibi non vengono adoperate regole igieniche rigorose, anche ben lavandosi le mani prima della lavorazione, il cibo può risultare contaminato e creare problemi di salute alla persona che lo ha ingerito.
La Salmonella si trova nell’intestino di molto animali, anche mammiferi, e può raggiungere l’uomo attraverso l’ingestione di carni, pollame, uova, soprattutto quando sono consumate poco cotte. L’altro batterio diffuso, il Campylobacter, vive nell’intestino dei volatili e si può trasmettere con l’ingestione di carne di pollame cruda o non ben cotta. I cibi più a rischio sono quelli che impiegano materie prime da usare crude, come la crema all’uovo o la maionese preparate in casa, quindi con uova crude, i gelati artigianali e le salse. Il rischio si corre soprattutto fuori casa, per la preparazione dei cibi per le comunità, per esempio mense o strutture sanitarie. In questi casi la quantità manipolata di cibo è molta e gli alimenti non sono serviti e consumati subito. Se la conservazione non avviene secondo le procedure ottimali, possono formarsi tossine, che rendono nocivi cibi dal sapore e dall’aroma perfettamente normale. I sintomi sono tipici: dolore addominale, vomito e dissenteria, a volte febbre. In questi casi è essenziale bere molti liquidi, per compensare la perdita di acqua che si verifica con la dissenteria e il vomito. Poi, nel caso di bambini, anziani o persone deboli, si dovrebbe contattare il medico, anche per distinguere una possibile tossinfezione da una forma di tipo influenzale.
Lina Rossi
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