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Diarrea estiva nei bambini, cosa fare

diarrea estiva
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Caldo, aria condizionata, cibi non sempre sicuri contaminati da germi e batteri. In estate la dissenteria, comunemente chiamata diarrea, è un problema piuttosto comune tra i bambini. Se è possibile evitarla con qualche accorgimento, ancora più importante è affrontarla nel modo  corretto, proponendo al bambino liquidi per ricostituire le perdite che avvengono con le frequenti evacuazioni ed alle volte con il vomito.

Le cause  principali della diarrea

La diarrea è scatenata quasi sempre da un’infezione dovuta a virus, più di rado a  batteri o protozoi che riescono a raggiungere l’intestino dei bambini così da attivare una gastroenterite, tra i cui sintomi, ha proprio le scariche frequenti e ricche di acqua. Spesso il responsabile della diarrea è il Rotavirus, il quale, stando a recenti stime, è responsabile di molte forme di diarrea acuta nei bambini al di sotto dei cinque anni. Sono a rischio anche i bambini piccoli, al di sotto dei sei mesi, possono infatti venire ugualmente colpiti dal disturbo nonostante le protezione dell’allattamento al seno. In questi casi, la malattia ha sintomi più seri rispetto a quelli che compaiono nei bambini più grandi. Alle nostre latitudini è relativamente difficile contrarre diarrea dovuta a batteri. Se, però, un bimbo anche piccolo viene portato in viaggio in paesi a rischio, come nell’Africa del nord o in Oriente, è possibile che entri in contatto con batteri come la Salmonella o l’Escherichia coli, che, in quelle zone, colonizzano l’acqua e gli alimenti crudi come il latte fresco, la frutta, la verdura e la carne cruda. Nei bambini più grandicelli, una lieve forma di diarrea può essere dovuta a una congestione dovuta all’ingestione di cibi o bevande fredde, o ancora, a un colpo di freddo dopo l’esposizione al caldo eccessivo. In questo caso la diarrea  in genere si limita a una sola scarica, magari accompagnata da vomito e malessere generale. Osservare un giorno o due di dieta leggera, con pochi grassi, è il miglior sistema per far tornare il bambino in forma. Sintomi: feci molli e frequenti evacuazioni

Nella diarrea aumenta la quantità d’acqua nelle feci diventando molli o addirittura liquide. Il bambino per questo motivo evacua spesso. La presenza di acqua cambia anche l’aspetto delle feci: da giallastro-marroncino possono assumere una colorazione verdastra o bruno-verdastra, con odore sgradevole. La mamma può anche notare piccole parti intere di sostanze non digerite. Qualche volta, nelle feci è possibile notare tracce di muco o di sangue. Questa presenza è dovuta all’irritazione della mucosa che riveste il tratto intestinale. Il muco e il sangue sono il segno di una forma di diarrea abbastanza seria tale da richiedere l’intervento del pediatra per le cure appropriate. Il rischio, soprattutto nei bambini più piccoli, è la disidratazione: il viso diviene pallido e scavato, il pannolino tende a restare asciutto, il bimbo è sonnolento e nervoso. Se non si riesce a fargli assumere liquidi, può essere necessario un giorno di ricovero per la somministrazione di acqua attraverso flebo.

Come aiutare il bambino in caso di diarrea

Nei viaggi in  paesi a rischio, è necessario offrire al bambino solo acqua minerale in bottiglia sigillata per una efficace idratazione.

Non vanno offerti alimenti crudi o lavati con acqua corrente. Biberon e tettarelle vanno sterilizzati con apposite soluzioni o con acqua bollente anche se a casa questa precauzione è stata già sospesa. Contro la diarrea da batteri è possibile vaccinarsi, a partire dai due anni in poi. Il vaccino è in vendita in farmacia dietro prescrizione del pediatra. Si tratta di una soluzione da diluire in appropriata quantità d’acqua, da assumere in due dosi alcuni giorni prima della partenza. È importante cercare di fare bere il più possibile il bambino così da evitare le scariche liquide e il vomito alla base della disidratazione. Oltre a semplice acqua, devono esser offerte al piccolo paziente: tisane e soluzioni elettrolitiche per sostituire liquidi e si sali minerali persi. L’alimentazione deve essere leggera, con alimenti leggermente astringenti: riso, patate, carote bollite, mele crude e banane. Il latte deve essere eliminato per due giorni, e reintrodotto gradualmente dietro indicazione del pediatra. Il piccolo può invece continuare ad assumere il latte materno.

Lina Rossi

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