La pertosse, malattia infettiva sempre attuale

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La pertosse, malattia infettiva sempre attuale

pertosse
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La pertosse, conosciuta anche come tosse convulsa o tosse canina, è una malattia infettiva altamente contagiosa causata da batteri chiamati Bordetella pertussis. Si caratterizza da attacchi di tosse violenti e persistenti, spesso accompagnati da un suono simile a un grido alla fine della tosse. È particolarmente pericolosa nei neonati e nei bambini piccoli. La vaccinazione è essenziale per prevenire la diffusione della malattia.

L’importanza del vaccino per la prevenzione della pertosse

Torniamo nuovamente a parlare dell’importanza dei vaccini. Il loro lavoro prioritario è quello di stimolare il sistema immunitario a riconoscere e combattere specifici agenti patogeni, senza provocarne la malattia stessa. Il vaccino per la pertosse o tosse convulsa, è attivo sulla malattia esattamente come avviene per le altre malattie come il morbillo, la poliomielite e la difterite. Inoltre, è ormai tempo di mettere da parte le false credenze sul fatto che i vaccini possono provocare altri disagi come molti sostengono erroneamente ad esempio: l’autismo, i vaccini autorizzati sono rigorosamente testati per la sicurezza e l’efficacia.  Per coloro ancora in dubbio sulla sicurezza vaccinale nel nostro Forum dedicato siamo aperti a rispondere, da medici, a tutte le domande alfine di creare un dialogo costruttivo.

I sintomi e il decorso della Pertosse

La pertosse è una malattia infettiva causata dal batterio: Bordetella Pertussis, e colpisce l’apparato respiratorio. Può essere trasmessa a persone di qualsiasi età ed è piuttosto contagiosa. Può colpire tutto l’anno, ma presenta riaccensioni epidemiche inverno-primaverili ogni 4-5 anni ed ha un’incubazione di 15 giorni ed una contagiosità di un mese dall’esordio.

La tosse è il sintomo principale, tanto che è conosciuta anche come tosse canina o tosse convulsa. Nella prima fase, detta catarrale, è presente sia di giorno che di notte. Dopo circa uno o due settimane, inizia la fase acuta della malattia, detta spasmodica o accessuale, della durata di circa due – quattro settimane. Caratteristica di questa fase sono gli attacchi di tosse convulsa: si tratta di sequenze di colpi di tosse ravvicinati e sempre più intensi impedendo al bimbo di riprendere fiato, seguite da una profonda inspirazione di aria accompagnata dal tipico urlo. La frequenza degli attacchi è variabile, può andare da quattro a cinquanta al giorno. Questi attacchi sono accompagnati da cianosi a causa dell’insufficiente ossigenazione dei tessuti e da vomito. Dopo altre 2-4 settimane gli attacchi diminuiscono d’intensità e frequenza e comincia la lunga fase della convalescenza, che può durare anche quattro mesi. Trattandosi di una malattia di origine batterica, la pertosse si cura con antibiotici specifici della famiglia dei macrolidi, ma l’efficacia è solo se presi nella fase catarrale, mentre sono inefficaci nella fase spasmodica quando ormai è stata prodotta la tossina che provoca gli attacchi di tosse. La malattia è particolarmente pericolosa per i neonati, non sono protetti dagli anticorpi materni, possono quindi andare incontro a complicanze serie come la comparsa della broncopolmonite e, più di rado, dell’encefalite ed emorragie cerebrali.

L’importanza del richiamo vaccinale della pertosse

Anche se l’immunità vaccinale per la pertosse non dura per sempre, il vaccino offre una protezione essenziale, specialmente per i più vulnerabili. La necessità di richiami vaccinali non è un segnale di inefficacia del vaccino, ma una caratteristica comune a molte vaccinazioni. Questi richiami aiutano a mantenere un alto livello di immunità nella popolazione. Il vaccino contro la pertosse è uno strumento efficace per prevenire la malattia e ridurre la sua diffusione e deve essere somministrato a 3, 5 e 11 mesi, con un richiamo verso i 6 anni. Proteggere i propri figli vaccinandoli significa anche contribuire alla salute della comunità nel suo insieme.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Responsabile scientifico Guidagenitori.it

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