

Ci sono sempre più casi di Covid-19 nei bambini. L’avvertimento arriva dagli specialisti, spiegano infatti come nell’ultima settimana siano aumentati i contagi da SarsCoV2 tra i bambini ed i sanitari. Anche le reinfezioni sono in aumento ma, per fortuna, nel complesso l’epidemia di Covid-19 in Italia sta arretrando e sono in calo i maggiori indicatori, dall’incidenza all’Rt ai ricoveri ospedalieri. Quello che invece desta più preoccupazione è il Long Covid, la sindrome post-infezione che colpisce una persona su tre.
Negli ultimi sette giorni, rileva l’Istituto Superiore di Sanità nel report dedicato, è aumentata la percentuale dei casi segnalati nella popolazione in età scolare rispetto al resto della popolazione: 10,8% rispetto a 6,8% della settimana precedente. In leggero aumento rispetto alla settimana scorsa anche il tasso di incidenza tra i 5 e gli 11 anni e tra i 12 e i 15 anni, mentre è in diminuzione nelle altre fasce d’età. Il report segnala un leggero aumento dei casi anche tra gli operatori sanitari: 3,4% rispetto a 3,2% di sette giorni fa. La percentuale di reinfezioni è pari al 27,8% e risulta anch’essa in aumento rispetto alla settimana precedente 24,9%. Sono segnali da monitorare, anche se la situazione al momento appare sotto controllo. Tuttavia non è ancora chiaro come stia procedendo l’epidemia. A livello mondiale, la Cina afferma di aver registrato un forte calo dei decessi correlati al Covid durante il Capodanno lunare, malgrado il picco di viaggi atteso. Il Centro per il controllo delle malattie cinese ha riferito che 6.364 decessi negli ospedali sono stati collegati al virus tra il 20 e 26 gennaio, la metà della settimana prima.
Una buona notizia arriva intanto in merito alla sindrome da Long Covid, il disturbo colpisce 1 persona su 3 tra quelle che hanno contratto l’infezione. E’ stato scoperto il meccanismo d’azione che porta alla ‘fatigue’, ossia la spossatezza invalidante, legata al Long Covid. Secondo gli esperti della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – Università Cattolica Campus di Roma, sarebbe innescata da un deficit di arginina, un aminoacido prodotto naturalmente dall’organismo. Al momento, in assenza di trattamenti disponibili contro una sindrome di cui ancora si hanno poche conoscenze, ripristinare i valori di arginina potrebbe rappresentare una nuova strategia integrativa efficace contro la fatigue. Questo sintomo può essere associato a disfunzioni immunitarie e vascolari che a loro volta aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.
Giorgia Andretti
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