

In inverno e verso la primavera, è facile sia necessario somministrare farmaci ai bambini per forme influenzali, raffreddori o altri malesseri. I genitori sanno che non sempre i più piccoli collaborano: spesso fanno i capricci, piangono, serrano ostinatamente le labbra. Ecco come è possibile dare le medicine ai bambini senza traumi e nella certezza che funzionino.
La somministrazione per bocca è la formulazione migliore perché l’assorbimento attraverso la parete gastrica è veloce e completo. Se però il piccolo rifiuta di collaborare, è inutile pregarlo, minacciarlo o sgridarlo. Meglio parlargli con calma, sorridendo e spiegandogli che il farmaco va preso per guarire. Lo sciroppo risulta più gradito se somministrato freddo, utilizzando al posto della siringa dosatrice senz’ago, potrebbe impaurire il piccolo, un cucchiaino colorato. Le gocce, dosate con l’apposita pompetta, saranno meglio accette se somministrate su mezza zolletta di zucchero o, ancora, un cucchiaio di succo di frutta o di tè deteinato. Se il piccolo vomita il farmaco entro la prima mezz’ora, è meglio somministrarlo nuovamente perché non c’è stato il tempo per assorbirlo.
Le supposte rappresentano una valida alternativa se il bambino è così piccolo da non poter assumere gocce o sciroppo, oppure se ha problemi di vomito tale da render inutile la somministrazione per bocca. I più piccoli spesso non si rendono nemmeno conto della supposta nel sederino, mentre i più grandicelli non la amano proprio perché iniziano ad avvertire senso del pudore. Quindi è bene cercare di farli ragionare, spiegando che la manovra è fastidiosa solo per pochi istanti. Il bambino si posiziona a pancia in giù, oppure a pancia in su con le gambe sollevate e piegate verso l’addome. Con le dita di una mano è necessario allargare con delicatezza le natiche del bimbo, in modo da vedere bene l’apertura anale. Per favorire l’introduzione della supposta, la si può lubrificare con una goccia di olio di oliva o di mandorle. Le natiche del piccolo vanno tenute strette per qualche istante, per evitare che la supposta venga espulsa. Se il bambino espelle la supposta entro la prima mezz’ora, gli si può somministrare metà dose.
Le gocce di soluzione fisiologica nelle narici servono a umidificare le mucose aiutando a respirare meglio. Se risulta impossibile convincere il bambino, si può provare a tenerlo fermo, in posizione distesa, a pancia in su e con il capo più in basso rispetto al resto del corpo, avvolgendolo in uno scialle o in una coperta in modo che non possa muovere le braccia. È un sistema poco piacevole, ma necessario per instillargli le goccine e soprattutto per fargli capire che non corre alcun rischio. In ciascuna narice va inserita la giusta dose di gocce, senza esagerare. Le gocce per le orecchie occorrono quando c’è un problema di otite esterna, dovuta a un colpo di freddo o all’umidità. Per somministrarle nel modo corretto, è opportuno far sdraiare il piccolo, se è più grande, metterlo seduto con la testa piegata a sinistra, per introdurre le gocce a destra e poi, viceversa, a destra per instillare le gocce a sinistra.
La nebulizzazione con l’aerosol è necessaria per la somministrazione di un trattamento antibiotico o mucolitico. Molti bimbi non la amano perché sono intimoriti dalla mascherina che devono tenere sul viso oltre che per il rumore prodotto dall’apparecchio, oppure semplicemente perché si annoiano. Il rumore può essere limitato sistemando l’apparecchio su un piano morbido, su un tavolo, sopra un telo di spugna ripiegato. La mamma potrà mostrare al piccolo, appoggiando la mascherina sul proprio viso e sorridere mostrando che non c’è proprio nulla da temere. È consigliabile distrarre il piccolo raccontandogli una favola, facendogli ascoltare una canzoncina o permettendogli di vedere la televisione. Al termine del trattamento è bene lavare il viso e la bocca del bimbo e risciacquare accuratamente l’ampolla e la mascherina.
Giorgia Andretti
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