Bambini e fegato grasso: obesità, zuccheri aumentano il rischio

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Bambini e fegato grasso: obesità, zuccheri aumentano il rischio

fegato grasso nei bambini
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Quando si parla di fegato grasso si pensa quasi sempre agli adulti, spesso in sovrappeso o con problemi metabolici. Oggi, però, la steatosi epatica è sempre più frequente anche tra bambini e adolescenti. Gli specialisti sottolineano che il fenomeno è in crescita soprattutto nei Paesi occidentali, parallelamente all’aumento di obesità infantile, sedentarietà e consumo di alimenti ultraprocessati.

La steatosi epatica pediatrica

Il disturbo, oggi definito più correttamente MASLD – Malattia Epatica Steatosica Associata a Disfunzione Metabolica – consiste nell’accumulo di grasso all’interno delle cellule del fegato. Nella maggior parte dei casi non provoca sintomi evidenti nelle fasi iniziali, ma nel tempo può evolvere verso infiammazione cronica, fibrosi e, nei casi più seri, danno epatico avanzato. Le ricerche degli ultimi anni hanno confermato che la predisposizione genetica ha un peso importante. Tra i geni maggiormente studiati vi è il PNPLA3, associato a una maggiore tendenza ad accumulare grasso nel fegato già in età pediatrica. Alcuni studi italiani coordinati anche da specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno evidenziato come molti bambini con steatosi epatica presentino alterazioni genetiche che aumentano la vulnerabilità alla malattia. Tuttavia gli esperti precisano che la genetica da sola non basta: stile di vita e alimentazione restano determinanti. Un bambino geneticamente predisposto può infatti ridurre notevolmente il rischio di evoluzione della malattia attraverso una corretta alimentazione e una regolare attività fisica.

I principali nemici della steatosi epatica: zuccheri e bevande

Oggi gli specialisti considerano particolarmente dannoso l’eccesso di zuccheri semplici, soprattutto quelli contenuti nelle bevande zuccherate, snack industriali e prodotti ultraprocessati. Il fruttosio assunto in grandi quantità favorisce infatti la trasformazione degli zuccheri in grassi che tendono ad accumularsi nel fegato. Anche sovrappeso, obesità, diabete e alterazioni del metabolismo rappresentano fattori di rischio importanti. Per questo motivo il pediatra può consigliare controlli specifici nei bambini con eccesso di peso o familiarità per malattie metaboliche.

Spesso il fegato grasso non dà sintomi

Uno degli aspetti più insidiosi della steatosi epatica è proprio l’assenza di sintomi nelle fasi iniziali. Talvolta il bambino può lamentare stanchezza, senso di pesantezza o fastidio nella parte destra dell’addome, ma spesso il problema viene scoperto casualmente durante esami del sangue o ecografie effettuate per altri motivi. L’ecografia addominale rappresenta uno degli strumenti più utilizzati per individuare il fegato grasso. Si tratta di un esame semplice, non invasivo e indolore anche per i bambini. Negli ultimi anni le società scientifiche pediatriche invitano a monitorare con maggiore attenzione i bambini in sovrappeso, soprattutto se presentano altri fattori di rischio metabolico.

Quale prevenzione? Movimento e alimentazione corretta

Attualmente non esiste una terapia farmacologica specifica universalmente approvata per la steatosi epatica pediatrica. La strategia più efficace resta quindi la prevenzione attraverso lo stile di vita. Gli specialisti consigliano di limitare bevande zuccherate, fast food e alimenti ricchi di grassi e zuccheri semplici, privilegiando invece frutta, verdura, cereali integrali, pesce e proteine magre. Fondamentale anche aumentare il movimento quotidiano. Non serve necessariamente uno sport agonistico: camminare, andare in bicicletta, giocare all’aperto e ridurre il tempo davanti agli schermi possono già migliorare significativamente il metabolismo e ridurre il grasso epatico. Intervenire precocemente durante l’infanzia permette spesso di evitare complicanze future e di proteggere la salute del fegato anche nell’età adulta.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile scientifico Guidagenitori.it

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