Allarme polio, perché la vaccinazione è necessaria

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Allarme polio, perché la vaccinazione è necessaria

vaccino antipolio

Negli ultimi mesi nel mondo si sono verificati diversi casi di poliomielite, una grave malattia virale che, fino agli anni sessanta, ha causato decessi e disabilità tra i più piccoli. L’introduzione del vaccino ha ridotto drasticamente quei tristi eventi, fino ad annullarli quasi del tutto nel mondo, solo in Afghanistan e Pakistan è ancora endemica. Questo risultato importante della eradicazione della polio nel mondo è dovuto all’impegno a livello mondiale del Rotary International. La malattia quindi non è del tutto scomparsa e i movimenti di persone tra nazioni possono far viaggiare anche il virus della polio e, con il drastico calo dei vaccini, il virus è tornato a circolare.

L’importanza della vaccinazione per combattere i virus

L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha lanciato un allarme polio, invitando a vaccinarsi e a vaccinare i bambini se non è stato fatto. I recenti casi di poliomielite diffusi in diverse aree del mondo rappresentano un campanello d’allarme per tutti. Gli esperti della salute avvertono quindi la responsabilità di eradicare la malattia a livello globale. Per questo, tutti coloro che non sono vaccinati, o i cui figli hanno saltato le vaccinazioni programmate, dovrebbero effettuare la vaccinazione il prima possibile. I vaccini contro la poliomielite si sono dimostrati efficaci e sicuri.

Una delle malattie infettive più temute: la poliomielite

La poliomielite è una malattia infettiva virale: coinvolge il sistema nervoso centrale e attacca soprattutto i neuroni del midollo spinale registi del movimento, provocando perdita del tono muscolare e paralisi. È causata da virus detti poliovirus, si introducono nell’organismo e da qui possono raggiungere il cervello provocando paralisi alle gambe o braccia o comunque i muscoli responsabili del movimento. La vaccinazione ha permesso di debellare questa malattia che fino agli anni sessanta colpiva migliaia di bambini. Grazie alla vaccinazione di massa, la poliomielite era stata quasi eradicata a livello mondiale. L’Italia è considerata ad oggi un Paese libero dalla polio, ma i focolai e movimento delle persone possono averla riattivata. Per questo il primo obiettivo anche del piano nazionale per la prevenzione vaccinale è effettuare la vaccinazione per la polio nelle fasce di età indicate.

Tempi e modi per effettuare la vaccinazione antipolio

L’antipolio è una vaccinazione obbligatoria e deve essere somministrata nel terzo mese di vita, nel quinto, successivamente nell’undicesimo e infine all’età di due-tre anni. Il vaccino viene somministrato per bocca. In dieci bambini su cento l’antipolio provoca perdita di appetito nei primi dieci giorni seguenti alla vaccinazione. Se dovesse apparire l’inappetenza è bene non insistere affinché il bambino si alimenti: l’inappetenza è un tentativo da parte dell’organismo di difendersi quando è già sovraffaticato dalla presenza del vaccino. In casi rarissimi può comparire diarrea. Gli effetti collaterali della vaccinazione sono scarsi e transitori: la malattia, al contrario, è potenzialmente mortale.

Lina Rossi

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