

Le oltre 200mila persone con malattia celiaca potranno contare sull’erogazione gratuita degli alimenti senza glutine, sebbene con una riduzione media dei tetti di spesa del 19%. Lo prevede il nuovo decreto sull’assistenza ai celiaci la cui approvazione è attesa in Conferenza Stato-Regioni. Revisionato anche il Registro Nazionale degli alimenti senza glutine erogabili, che garantisce ancora gli alimenti definiti ad alto contenuto di servizio, come piatti pronti e preparati, che consentono anche ai celiaci di adottare i prevalenti stili di vita. Una notizia positiva, a fronte della possibilità, ventilata tempo addietro sui tagli in sanità, ovvero, i malati dovessero pagare questi alimenti, costosi ed indispensabili, di tasca propria.
Secondo l’Associazione italiana celiachia – Aic sono stati evitati forti tagli assicurando così ai celiaci una corretta terapia. Si è trattato insomma di una revisione razionale, che tiene conto della riduzione dei costi degli alimenti senza glutine e dei fabbisogni energetici della popolazione definiti dalle più recenti evidenze scientifiche. I malati avranno diritto a buoni digitali spendibili ovunque in Italia, anche al di fuori della propria Regione di residenza, per l’acquisto degli alimenti senza glutine. E’ questo il prossimo obiettivo da raggiungere a favore delle persone con celiachia. La revisione dei tetti di spesa è solo una parte dei cambiamenti dell’assistenza ai celiaci. Il nuovo modello organizzativo voluto da Aic prevede un’assistenza più razionale, trasparente e semplice, infatti, attraverso questi buoni digitali è facilitata la gestione del disturbo anche al di fuori della propria zona di residenza. I buoni digitali sono già disponibili in quattro regioni italiane ed in mezza Italia l’accesso alla terapia senza glutine è possibile nelle farmacie ma anche al supermercato e nei negozi specializzati.
L’erogazione gratuita degli alimenti senza glutine resta una ‘eccellenza tra le forme di assistenza del panorama internazionale, afferma l’Associazione italiana celiachia Aic. In Europa ci sono Paesi che non prevedono alcun sostegno alla terapia come la Spagna e Irlanda, altri garantiscono pochi alimenti essenziali 10Kg/mese di farina in Croazia, 5kg/mese di farina in Serbia, altri ancora riconoscono un sostegno economico 23euro/mese in Finlandia, 46euro in Francia, 38euro in Belgio, più elevato in Danimarca e Norvegia, oppure, consentono di detrarre dalle imposte parte dei costi sostenuti. Fanno così la Russia, Germania, Olanda e Portogallo, oppure prevedono il pagamento di un ticket per la terapia dei celiaci come la Gran Bretagna. L’Italia dunque si distingue in positivo, a fronte di un numero di diagnosi di celiachia che cresce del 10% l’anno. Attualmente si stimano nel nostro Paese 198mila celiaci, circa 16.000 in più rispetto all’anno precedente. Ma a preoccupare è anche l’enorme sommerso della malattia, tanto che si stima siano 408.000 i celiaci non ancora diagnosticati in Italia, come emerge dalla Relazione sulla celiachia 2016 del ministero della Salute al Parlamento. È essenziale garantire alle persone con malattia celiaca la possibilità di procurarsi i cibi che li aiutano a tenere sotto controllo la malattia: se infatti i celiaci non eliminano il glutine, possono andare incontro a una infinità di disturbi, dall’anemia alla dissenteria, all’infertilità fino a forme di linfomi addominali.
Giorgia Andretti