Bronchiolite: come proteggere i neonati prima dell’inverno

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27 Ottobre 2026

Bronchiolite: come proteggere i neonati prima dell’inverno

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Con l’arrivo della stagione fredda, un raffreddore in famiglia richiede qualche attenzione in più quando in casa c’è un neonato. Il virus respiratorio sinciziale, indicato con la sigla VRS o RSV, virus respiratorio sinciziale: la prevenzione è essenziale, negli adulti e nei bambini più grandi può provocare sintomi lievi, mentre nei lattanti può raggiungere le basse vie respiratorie. Non ogni raffreddore diventa una bronchiolite, ma conoscere le possibilità di prevenzione permette ai genitori di affrontare l’inverno con maggiore consapevolezza.

Che cos’è la bronchiolite

La bronchiolite è un’infezione che interessa i bronchioli, le piccole diramazioni dei bronchi: l’infiammazione e le secrezioni possono ostacolare il passaggio dell’aria. Può essere provocata da diversi virus, tra i quali il respiratorio sinciziale ha un ruolo importante. I bambini nei primi mesi di vita, quelli nati prematuri e quelli con determinate patologie sono più vulnerabili alle forme gravi. Tuttavia, anche un lattante nato a termine e sano può ammalarsi e avere bisogno di assistenza ospedaliera. Tra gli strumenti di prevenzione è disponibile nirsevimab, un anticorpo monoclonale diretto contro il VRS. Non è un vaccino: mentre il vaccino stimola l’organismo a costruire una propria risposta immunitaria, l’anticorpo fornisce una difesa già pronta, capace di ostacolare l’ingresso del virus nelle cellule. Si parla, per questo, di immunizzazione passiva. Nirsevimab viene somministrato con un’iniezione nel muscolo della coscia, generalmente una sola volta per la stagione, e offre protezione per circa cinque mesi. Serve a prevenire la malattia delle basse vie respiratorie da VRS; non cura una bronchiolite già iniziata e non protegge da tutti i virus respiratori. Anche dopo la somministrazione rimangono quindi importanti le precauzioni quotidiane. Tra le possibili reazioni sono descritte eruzioni cutanee, febbre e reazioni nella sede dell’iniezione: il personale sanitario spiega cosa osservare e quando chiedere assistenza.

Quando e dove informarsi

È utile parlarne al pediatra prima che la circolazione stagionale del virus aumenti. Per i bambini nati durante la stagione epidemica la somministrazione può essere proposta direttamente nel punto nascita; per quelli nati nei mesi precedenti può essere organizzata attraverso pediatri o servizi vaccinali. Le campagne regionali prevedono percorsi e criteri di accesso da verificare presso la propria ASL. Non bisogna quindi presumere che le indicazioni lette per un’altra regione valgano automaticamente anche nel proprio territorio. Durante il colloquio chiediamo se il bambino rientra nell’offerta, quale sia il momento opportuno, dove prenotare e quali documenti portare. Segnaliamo eventuali patologie, precedenti reazioni a medicinali e trattamenti già ricevuti. Anche l’eventuale vaccinazione materna contro il VRS in gravidanza immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale deve essere comunicata, affinché il medico valuti il percorso preventivo appropriato.

I gesti quotidiani che aiutano

Lavarsi accuratamente le mani prima di accudire il piccolo e rimandare le visite di persone raffreddate sono precauzioni concrete. Anche fratelli e sorelle possono imparare a lavare le mani quando rientrano a casa e a evitare baci sul viso del neonato se hanno tosse o raffreddore. Non si deve fumare negli ambienti domestici, neppure in stanze diverse da quella del bambino. L’allattamento al seno, quando possibile, rappresenta un ulteriore sostegno alla salute, senza sostituire le altre misure preventive. I segnali da non trascurare se il piccolo respira con fatica, mangia molto meno o bagna meno pannolini. Pause respiratorie, labbra bluastre, marcata difficoltà a respirare o scarsa reattività richiedono assistenza immediata: chiamare il 112. Nei neonati è importante non aspettare la comparsa della febbre per chiedere una valutazione. Osservare respiro, alimentazione e comportamento aiuta a riconoscere tempestivamente un peggioramento.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile scientifico Guidagenitoir.it

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