

Sono giovani, eppure ci sentono peggio degli anziani di qualche generazione fa. È colpa dei comportamenti scorretti: musica a tutto volume sparata vicino al timpano con cuffie non adatte, concerti frequenti, oltre ai rumori che ormai caratterizzano le nostre città. La somma del tutto è causa di seri danni all’udito per i giovani. Occorre prevenzione ed educazione ad un ascolto responsabile. In caso contrario, è a rischio l’udito di un miliardo di giovani.
Il calo delle capacità uditive: l’’ipoacusia, può essere di due tipi.
Quasi tutti i giovanissimi hanno l’abitudine di ascoltare musica con gli auricolari, lo strumento veicola le onde sonore direttamente verso la membrana del timpano. Il problema è il volume eccessivo, che spesso arriva ai 100 decibel – dB – pari quasi all’intensità del rumore prodotto da un martello pneumatico. I ragazzi hanno l’abitudine di alzare il volume soprattutto quando all’esterno ci sono altri rumori, per esempio in metropolitana oppure in mezzo al traffico. E non ha importanza che si ascolti rap, musica pop o classica: quello che conta è l’intensità del suono. La stimolazione continua ed eccessiva delle cellule nervose provoca una infiammazione che con il tempo si traduce in un calo dell’udito. L’unico modo per rimediare sarebbe rendere i ragazzi più consapevoli del rischio. L’ideale è regolare l’intensità del suono sui 60 dB, ascoltare musica per un’ora di seguito, quindi interrompere per mettere le orecchie a riposo, permettendo alle cellule acustiche di rigenerarsi.
Un’altra causa frequente di danno acustico è l’esposizione a fonti rumorose durante eventi sportivi, concerti, serate in discoteca. In questi casi, l’intensità del rumore arriva fino a 120 db, pari a un jet in fase di decollo. Le cellule nervose del sistema uditivo vengono iperstimolate, si infiammano e producono sostanze di rifiuto che si accumulano all’interno dell’orecchio. Ecco perché dopo un evento con suono molto elevato si avvertono fischi, tintinnii e si ha l’impressione di avere l’udito ovattato. È essenziale concedere all’apparato uditivo un tempo di almeno 24 ore per eliminare queste tossine: trascorso un giorno si torna a sentirci normalmente. Se però i ragazzi si espongono frequentemente a queste occasioni di rumore intenso, alle quali si somma l’abitudine di ascoltare musica altissima, le delicate strutture uditive non hanno mai la possibilità di auto-ripararsi e poco per volta un giovane inizia a sentirci meno.
Giorgia Andretti
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