Il rumore eccessivo è causa di danni all’udito per i giovani

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Il rumore eccessivo è causa di danni all’udito per i giovani

giovani e problemi di udito

Sono giovani, eppure ci sentono peggio degli anziani di qualche generazione fa. È colpa dei comportamenti scorretti: musica a tutto volume sparata vicino al timpano con cuffie non adatte, concerti frequenti, oltre ai rumori che ormai caratterizzano le nostre città. La somma del tutto è causa di seri danni all’udito per i giovani. Occorre prevenzione ed educazione ad un ascolto responsabile. In caso contrario, è a rischio l’udito di un miliardo di giovani.

Sono di due tipi i danni all’udito per i giovani

Il calo delle capacità uditive: l’’ipoacusia, può essere di due tipi.

  • L’ipoacusia trasmissiva è dovuta ad allergie che provocano gonfiore dei tessuti interni dell’orecchio, infezioni come l’orecchio del nuotatore, perforazione del timpano per ripetute otiti. Queste situazioni causano una interruzione o un blocco alla trasmissione delle onde sonore dirette verso l’orecchio interno;
  •  L’ipoacusia neurosensoriale è causata da un danno dovuto a rumore, farmaci ototossici, dannosi per le strutture uditive, come alcuni antibiotici, infezioni virali o batteriche. Queste condizioni provocano una minore sensibilità delle cellule nervose del nervo acustico, che dall’orecchio interno raccoglie gli stimoli sonori inviandoli sotto forma di stimoli elettrici alla regione del cervello che regola la rielaborazione uditiva.

Musica troppo alta ascoltata dagli auricolari

Quasi tutti i giovanissimi hanno l’abitudine di ascoltare musica con gli auricolari, lo strumento veicola le onde sonore direttamente verso la membrana del timpano. Il problema è il volume eccessivo, che spesso arriva ai 100 decibel – dB – pari quasi all’intensità del rumore prodotto da un martello pneumatico. I ragazzi hanno l’abitudine di alzare il volume soprattutto quando all’esterno ci sono altri rumori, per esempio in metropolitana oppure in mezzo al traffico. E non ha importanza che si ascolti rap, musica pop o classica: quello che conta è l’intensità del suono. La stimolazione continua ed eccessiva delle cellule nervose provoca una infiammazione che con il tempo si traduce in un calo dell’udito. L’unico modo per rimediare sarebbe rendere i ragazzi più consapevoli del rischio. L’ideale è regolare l’intensità del suono sui 60 dB, ascoltare musica per un’ora di seguito, quindi interrompere per mettere le orecchie a riposo, permettendo alle cellule acustiche di rigenerarsi.

Esposizione a fonti sonore intense deve essere limitata

Un’altra causa frequente di danno acustico è l’esposizione a fonti rumorose durante eventi sportivi, concerti, serate in discoteca. In questi casi, l’intensità del rumore arriva fino a 120 db, pari a un jet in fase di decollo. Le cellule nervose del sistema uditivo vengono iperstimolate, si infiammano e producono sostanze di rifiuto che si accumulano all’interno dell’orecchio. Ecco perché dopo un evento con suono molto elevato si avvertono fischi, tintinnii e si ha l’impressione di avere l’udito ovattato.  È essenziale concedere all’apparato uditivo un tempo di almeno 24 ore per eliminare queste tossine: trascorso un giorno si torna a sentirci normalmente. Se però i ragazzi si espongono frequentemente a queste occasioni di rumore intenso, alle quali si somma l’abitudine di ascoltare musica altissima, le delicate strutture uditive non hanno mai la possibilità di auto-ripararsi e poco per volta un giovane inizia a sentirci meno.

Giorgia Andretti

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