Carie, tartaro e gengiviti, come curare in Fase 2

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Carie, tartaro e gengiviti, come curare in Fase 2

Secondo gli esperti, il lockdown ha portato problemi ai denti per otto milioni di italiani. La colpa non è solo la mancanza di visite, ma della scarsa igiene e dei troppi snack carichi di zucchero

Si è appena celebrata la giornata europea gengive sane e gli esperti fanno notare che, quando si tornerà dal dentista, si troveranno un bel po’ di problemi in più. La colpa è certamente del lockdown, che per quasi tre mesi ha fatto rimandare pulizie dentali, controlli e cura di piccole carie. In realtà, la situazione di denti e gengive degli italiani di tutte le età sono sicuramente legate alle abitudini alimentari e igieniche scorrette che in molti hanno acquisito durante l’isolamento in casa.

Attenzione alle gengive sanguinanti e arrossate

Per settimane è stata rispettata la regola di rivolgersi al dentista solo in casi di necessità, per evitare una diffusione dei contagi. Ora, con la Fase 2, è il momento di tornare a pensare anche alla salute dei denti con l’aiuto del medico, soprattutto facciamo parte degli 8 milioni di italiani che hanno già disturbi gengivali. Senza le visite di controllo regolari e le sedute di igiene professionale, infatti, il rischio di problemi alle gengive può aumentare. Lo raccomanda la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia – SidP –  che in occasione della Giornata Europea delle Gengive Sane dello scorso 12 maggio ha invitato a non trascurare i sintomi che indicano un’irritazione delle gengive. In caso di rossore, sanguinamento, gonfiore gengivale gli esperti invitano a contattare con tranquillità, appena possibile, al dentista. Infatti l’impatto delle malattie gengivali sulla salute generale è consistente e può diventare ancora di più in tempi di pandemia Covid-19: gengivite, parodontite e perimplantite sono malattie infiammatorie croniche che minacciano la salute complessiva, già messa a dura prova in questo periodo.

Troppi zuccheri e troppo poco spazzolino

Infatti durante il lockdown tutti quanti, anche i bambini, hanno un po’ esagerato con i cibi ricchi di zucchero. Gli snack dolci sono stati una bella consolazione dello stare così a lungo e magari qualche ragazzino, dopo colazione, ha fatto finta di lavarsi i denti: non si va a scuola, che bisogno c’è di lavarsi tanto i denti? Può darsi che qualche adulto si sia comportato nello stesso modo. Così tra zuccheri di troppo e meno manovre di pulizie è facile trovarsi con carie sbucate improvvisamente, più placca rapidamente trasformata in tartaro e gengive infiammate sanguinanti. Per questo SIdP e la Federazione Europea di Parodontologia – EFP,  in occasione della Giornata Europea delle Gengive Sane rinnovano l’invito a una corretta pulizia domiciliare, ma anche a una maggiore attenzione ai sintomi di disturbi gengivali: il sanguinamento, per esempio, indica di solito una malattia gengivale che ha bisogno di cure. Non si deve avere paura a prenotare una visita dal proprio dentista. Gli studi odontoiatrici sono infatti in grado di operare nella massima sicurezza mettendo in atto un triage personalizzato a distanza così da valutare da remoto se l’accesso in studio sia differibile o meno. Infatti, ciascun paziente viene fatto entrare in condizioni di sicurezza, viene chiesto di procedere all’igienizzazione delle mani e di compilare un documento in cui dichiara di non avere contratto il virus. Gli operatori lavorano con mascherine, guanti e protezioni per mantenere le più elevate condizioni di sicurezza sanitaria.

Giorgia Andretti

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