

L’estate è sinonimo di vacanze, giochi all’aria aperta, mare e lunghe giornate sotto il sole. Tuttavia, proprio durante la stagione più attesa dai bambini, gli occhi possono essere esposti a numerosi fattori irritanti. Raggi ultravioletti, acqua salata, cloro delle piscine, sabbia, vento e pollini possono provocare fastidi anche importanti, soprattutto nei più piccoli, i cui occhi risultano più delicati rispetto a quelli degli adulti. Negli ultimi anni gli specialisti hanno richiamato l’attenzione sull’importanza della prevenzione oculare in età pediatrica. L’occhio del bambino, infatti, lascia filtrare una quantità maggiore di raggi ultravioletti rispetto a quello dell’adulto, rendendo le strutture oculari più vulnerabili agli effetti della radiazione solare. Una protezione adeguata non serve soltanto a evitare irritazioni immediate, ma contribuisce anche a tutelare la salute visiva futura.
Quando trascorriamo molte ore all’aperto, i raggi UV colpiscono continuamente la superficie dell’occhio. L’esposizione intensa può provocare arrossamento, lacrimazione, sensazione di bruciore e fastidio alla luce. Nei casi più severi può comparire una vera e propria infiammazione della cornea e della congiuntiva. I bambini sono particolarmente esposti perché trascorrono molto tempo all’aria aperta e spesso non percepiscono immediatamente il disagio. Inoltre, la riflessione dei raggi solari sull’acqua e sulla sabbia aumenta ulteriormente l’esposizione. Per questo motivo è consigliabile evitare le ore centrali della giornata, generalmente comprese tra le 11 e le 16, e utilizzare sempre adeguate protezioni.
Molti genitori notano che, dopo una giornata trascorsa in spiaggia, i figli presentano occhi arrossati o lamentano bruciore. La causa più frequente è l’evaporazione dell’acqua salata rimasta sulla superficie oculare. Quando l’acqua evapora, il sale si concentra e può irritare la congiuntiva, la sottile membrana che riveste la parte bianca dell’occhio e l’interno delle palpebre. Anche l’acqua della piscina può provocare fastidi. Contrariamente a quanto si pensa, spesso il problema non è il cloro in sé, ma le sostanze che si formano quando il cloro si combina con sudore, creme solari e altre impurità presenti nell’acqua. Dopo il bagno è sempre utile risciacquare accuratamente il viso e gli occhi con acqua dolce. Nei bambini che nuotano a lungo, gli occhialini rappresentano una protezione semplice ed efficace.
In spiaggia basta una folata di vento perché minuscoli granelli di sabbia raggiungano gli occhi. La prima reazione del bambino è quasi sempre quella di strofinarsi energicamente, ma proprio questo comportamento può aggravare il problema. Lo sfregamento può infatti provocare piccole abrasioni della cornea, la struttura trasparente posta davanti all’iride. Se entra della sabbia, è preferibile lavare immediatamente l’occhio con abbondante acqua dolce o soluzione fisiologica. Se il fastidio persiste, se compare dolore intenso, lacrimazione continua oppure il bambino tiene l’occhio chiuso, è opportuno rivolgersi al pediatra o all’oculista per escludere eventuali lesioni corneali.
La prevenzione rimane la strategia più efficace. I neonati e i bambini piccoli dovrebbero essere protetti dal sole diretto mediante cappottine, ombrellini e zone ombreggiate. Per i bambini più grandi sono raccomandati occhiali da sole certificati con protezione UV al 100%. Non si tratta di un accessorio estetico, ma di un vero dispositivo di protezione. Occhiali di scarsa qualità possono addirittura risultare controproducenti, poiché la lente scura induce la pupilla a dilatarsi senza bloccare adeguatamente i raggi ultravioletti. Anche cappelli con visiera o a tesa larga aiutano a ridurre significativamente l’esposizione diretta al sole. Particolare attenzione va riservata alle palpebre, la cui pelle è estremamente sottile e delicata. È consigliabile applicare una crema solare ad alta protezione specifica per bambini, evitando accuratamente il contatto diretto con gli occhi.
Un lieve arrossamento dopo una giornata al mare è generalmente innocuo e tende a risolversi spontaneamente. È invece opportuno richiedere una valutazione specialistica quando compaiono dolore persistente, secrezioni abbondanti, gonfiore importante delle palpebre, sensibilità marcata alla luce o riduzione della vista. La salute degli occhi si costruisce fin dall’infanzia. Insegnare ai bambini a proteggerli dal sole, utilizzare occhiali adeguati e intervenire tempestivamente in caso di irritazione significa investire nel loro benessere visivo futuro. Anche durante le vacanze, la prevenzione rimane il miglior alleato della vista.
Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile scientifico Guidagenitori.it