Miopia e astigmatismo, attenzione al cheratocono

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Miopia e astigmatismo, attenzione al cheratocono

cheratocono

Il cheratocono è una malattia degenerativa della cornea, la membrana trasparente che si trova nella parte anteriore del bulbo oculare. Si tratta di una parte importante del sistema visivo, perché gli impulsi luminosi passano attraverso essa per essere poi messi a fuoco sulla retina. La sua curvatura normale permette una visione nitida, poiché i raggi luminosi attraversano la cornea in modo corretto. Se, invece, la cornea acquisisce una forma conica, gli impulsi visivi passano attraverso la cornea stessa e vengono sulla retina. La persona ha quindi una visuale sfocata e distorta. Nei casi più seri, la capacità visiva è compromessa in modo tale che l’unica soluzione è rappresentata dal trapianto di cornea.

Diagnosi precoce del cheratocono e prevenzione

Grazie a uno studio dell’Università di Ferrara, finanziato con il 5×1000, si stanno individuando nuove terapie non invasive per contrastare la malattia. Il cheratocono si sviluppa quando le fibre di collagene, che formano l’architettura della cornea, perdono i legami che le tengono unite tendendo progressivamente a scivolare le une sulle altre, aumentando la curvatura e contemporaneamente riducendo lo spessore del tessuto corneale. La struttura della cornea assume così la forma di un cono, le conseguenze sono una difficoltà visiva sia da lontano sia di vicino. Si tratta di una vera e propria degenerazione visiva e si aggrava nel corso del tempo.  Non c’è ancora una terapia farmacologica efficace contro il cheratocono e la principale ragione è dovuta alla scarsità di informazioni raccolte sui i meccanismi biologici responsabili del disturbo. Per questo, è fondamentale studiare un approccio preventivo alla malattia, per mezzo di una diagnosi precoce, che prevenga stadi di sviluppo preoccupanti.

Vediamo come si diagnostica il cheratocono

Il cheratocono si diagnostica attraverso un esame definito topografia corneale, in pratica si studia la superficie della cornea, per scoprirne l’eventuale irregolarità e la forma conica. La persona viene invitata a fissare un punto luminoso all’interno di uno strumento, sullo schermo compaiono una serie di anelli luminosi, creando un’immagine con diversi colori per identificare le varie curvature analizzate. Se la persona soggetta a cheratocono porta le lenti a contatto per correggere il difetto visivo che ne deriva, l’astigmatismo, è necessario effettuare la visita con la topografia corneale due volte l’anno. Infatti, se la cornea dovesse modificarsi ulteriormente la forma delle lenti non corrisponde alla perfezione e quindi si possono verificare lesioni sulla cornea dovuta alle lenti stesse.

Tecniche meno invasive per la terapia del cheratocono

I ricercatori dell’Università di Ferrara stanno puntando soprattutto su tecniche che impediscano la comparsa della malattia. L’obiettivo è individuare trattamenti che prevengano la formazione del cheratocono stesso studiando i microRNA come sorta di marcatore che va a segnalare se, e come, la patologia si sta sviluppando. Attualmente, esistono tecniche para chirurgiche meno invasive, come il Cross-Linking o Riboflavina Cross-Linking, una metodica molto recente, in grado di migliorare l’acutezza visiva nel 65% delle persone trattate. In seguito all’applicazione di un collirio anestetico, sulla cornea viene utilizzata una soluzione a base di riboflavina, attivata da luce ultravioletta rilasciata da una strumentazione speciale. La riboflavina è una sostanza derivata dalla vitamina B con la funzione di favorire la crescita delle cellule dei tessuti. La riboflavina agisce sulle fibre di collagene  che costituiscono la cornea, rendendole più robuste.

Giorgia Andretti

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