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Perché la gelosia può provocare un omicidio

gelosia e violenza
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La gelosia è un’emozione complessa, spesso scaturisce dalla percezione di una minaccia alla propria relazione e si nutre della paura di perdere l’affetto, dall’insicurezza e bassa autostima. Nei contesti romantici, la gelosia patologica emerge quando una persona ritiene, correttamente o meno, che il proprio partner possa essere coinvolto con un’altra persona. Quando l’insieme di queste emozioni non vengono gestite adeguatamente, possono progressivamente trasformarsi in pensieri ossessivi incontrollati. A tutto ciò si accompagna sempre un’intensa rabbia, sentimento capace di offuscare il giudizio e innescare reazioni impulsive.

La gelosia, concime altamente efficace per l’ampliamento della rabbia

La rabbia è insita nel nostro codice genetico e come tale appartiene ad ogni individuo. Ciò che fa la differenza nella sua rivelazione è il ruolo dell’epigenetica e di alcune disfunzioni biochimiche attive a livello dei neuromodulatori come la Dopamina e degli ormoni tra cui il testosterone. La rabbia è spesso alimentata da un senso di perdita dell’affetto per tradimento o non accettazione, tanto da  condurre a una risposta violenta per ristabilire il controllo o per vendetta. Questo tema è stato sviluppato in modo approfondito nel libro – La rabbia, Analisi di cinque casi di violenza in cui parlo di omicidi di cui mi sono occupata come CTU psichiatra per i Tribunali. La rabbia, quando non controllata, può portare a decisioni estreme in un momento di disagio emotivo.

Biochimica e gelosia: una realtà distorta

L’equilibrio biochimico gioca un ruolo fondamentale nella costruzione della realtà personale. Quando questo equilibrio si altera, la percezione della realtà può essere distorta a tal punto da attivare comportamenti estremi, inclusa la violenza. Quando la realtà viene compresa in modo anomalo, si generano convinzioni che possono diventare così radicate da spingere una persona a usare la violenza come risposta definitiva. In genere le tematiche alterate possono sconfinare in campi specifici tra cui:

  • gelosia – convincimento basato su illazioni sostenute da prove di dubbia evidenza.
  • erotomania – credere di essere amati da una persona anche non conosciuta. Sono comuni i tentativi di contatto con telefonate o appostamenti.
  • megalomania – la convinzione di avere un grande talento in vari campi: spirituale politico, scientifico.
  • persecutorio – la credenza basilare è di pensare che si stia complottando contro di loro, che si sparli di loro o che vengano perseguitati, possono ricorrere alla violenza per vendicarsi della persecuzione immaginaria.
  • somatico – la convinzione può essere a proposito del corpo come avere una deformità fisica o emanare cattivi odori.

Fattori culturali e sociali possono amplificare la risposta alla gelosia

In molte culture, la possessività è inconsciamente tollerata o addirittura incoraggiata, portando l’individuo a vedere il partner come una proprietà personale. Questo può intensificare il sentimento di gelosia fino al punto di rottura, dove la violenza è vista come l’unico mezzo per ristabilire l’ordine percepito. La gestione inappropriata delle emozioni, associata a un’incapacità a comunicare efficacemente, contribuisce a stimolare reazioni violente. Le persone che non sanno come esprimere la propria gelosia e le paure ad essa connesse, possono ricorrere a comportamenti auto-distruttivi o etero-distruttivi. La gelosia patologica deve essere vista come un segnale di allarme per potenziali problemi di salute mentale e come tali necessitano di intervento terapeutico.Nel testoSussurri nell’oscurità. Il dolore silenzioso degli adolescenti ben illustro questa realtà.

Una sola arma per neutralizzare la violenza: la prevenzione.

La prevenzione è l’arma più potente contro la violenza generata dalla gelosia patologica. Dovrebbe essere implementato un piano di prevenzione della salute psichica, simile agli screening per le malattie fisiche, con colloqui psico-diagnostici regolari durante l’adolescenza.

Questi incontri potrebbero identificare precocemente eventuali disagi psichici, consentendo interventi tempestivi anziché affrontare le conseguenze più drammatiche negli anni successivi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea che nel mondo il 10% degli adolescenti soffre di disturbi mentali, con segnali che spesso emergono già all’età di quattordici anni. Per questo dovrebbero essere previsti tre colloqui psico-diagnostici con il medico specialista della psiche, a dodiciquattordici sedici anni – uno ogni due anni – al fine di intercettare un eventuale disagio psichico da poter intervenire precocemente se dovesse esserne ravvisata la necessità, piuttosto che intervenire nelle fasi successive della crescita. L’obiettivo è quello di evitare che la gelosia si trasformi in un impulso distruttivo.

Dott.sa Rosalba Trabalzini

Medico psichiatra, Laurea in Psicologia clinica

C.T.U. Psichiatra nei Tribunali penali

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