Epilessia, l’importanza di gestire le crisi a scuola

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Epilessia, l’importanza di gestire le crisi a scuola

formazione per gestire l'epilessia
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L’epilessia è una malattia neurologica dovuta a pregresse lesioni cerebrali; interessa circa l’1% della popolazione, ma i più colpiti sono i bambini: nel 60% dei casi la malattia insorge prima della pubertà, entro i 13-14 anni. Un altro picco, sempre più elevato, compare in età avanzata. Attualmente si calcola che in Italia ogni anno si verifichino 86 nuovi casi di epilessia nel primo anno di vita, 20-30 nell’età giovanile e adulta e 180 dopo i 75 anni. Alla base dell’alto tasso di incidenza nel primo anno di vita ci sono soprattutto i rischi connessi a varie cause di sofferenza perinatale, mentre per gli over 75 la causa risiede nel concomitante aumento delle patologie potenzialmente epilettogene legate all’età: ictus cerebrale, malattie neurodegenerative, tumori e traumi cranici. 

Come si manifestano le crisi epilettiche

Le manifestazioni dell’epilessia consistono in crisi di vario tipo con conseguenze negative sullo sviluppo psicomotorio e ricadute sul piano sociale. Il 30% di tutte le epilessie è resistente ai farmaci e di queste solo il 10-15% può̀ essere trattata con la chirurgia. L’intervento chirurgico è indicato solo quando l’area epilettogena, zona del cervello responsabile delle crisi, è circoscritta e la sua asportazione non causa deficit neurologici. In questi casi, prima si interviene più alta è la possibilità di guarigione.

Spesso le crisi avvengono in classe

Circa il 30% delle crisi epilettiche nei bambini con epilessia non del tutto controllata si manifesta in ambiente scolastico. Il 40% delle chiamate al numero di emergenza 112 che partono dalle scuole è proprio per una crisi epilettica. Il 90% degli attacchi convulsivi dura meno di 2 minuti e richiede solo assistenza fisica, ma non interventi medici. Quando la crisi dura più a lungo può essere necessaria l’assistenza in urgenza, che può comportare anche un ricovero in centri di terapia intensiva. In queste situazioni una somministrazione corretta e tempestiva di farmaci specifici può interrompere la crisi, evitare il ricovero e, soprattutto, impedire gravi conseguenze per il malato. Da qualche anno sono attivi progetti importanti, come – La scuola non ha paura delle crisi – progetto di formazione avviato nel 2016 dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con la Lega Italiana Contro l’Epilessia. Il progetto ha l’obiettivo di educare docenti, operatori scolastici e studenti alla conoscenza dell’epilessia, al riconoscimento delle crisi e alla gestione degli attacchi in sicurezza. Attraverso Open Day, lezioni in presenza o via web, il personale specializzato dell’Ospedale: medici, psicologi e infermieri con l’ausilio di esercitazioni pratiche e video tutorial prepara i partecipanti ad affrontare gli attacchi epilettici e a somministrare correttamente, quando è necessario, i farmaci in grado di interrompere la crisi.

I risultati del progetto La scuola non ha paura delle crisi

Dall’ultimo monitoraggio effettuato negli istituti coinvolti nel progetto risulta che nei 12 mesi successivi alla formazione, anno di riferimento 2019, sono state gestite in classe 170 crisi epilettiche applicando le corrette manovre di assistenza. Di queste, 25 sono durate oltre i 2 minuti e gli operatori scolastici hanno somministrato il farmaco come da procedura. In 22 casi è stato opportunamente chiamato il numero di emergenza 112; solo 17 pazienti sono stati portati al Pronto Soccorso. Grazie alle competenze acquisite con la formazione, le chiamate al 112 sono nettamente diminuite e il numero di accessi impropri al Pronto Soccorso è stato pressoché́ azzerato. I dati del monitoraggio sono in fase di pubblicazione sulla rivista scientifica Epilepsy & Behavior. Sono stati formati quasi 4.000 insegnanti, operatori scolastici e studenti. Circa 100 istituti di Roma e provincia sono oggi in grado di gestire le crisi convulsive in classe, riducendo drasticamente le chiamate d’emergenza al 112 e gli accessi non necessari al Pronto Soccorso. Educare la scuola alla gestione dei bambini e dei ragazzi affetti da epilessia ne favorisce l’inclusione, l’inserimento in classe, migliora la loro qualità di vita con ricadute positive anche sui livelli di ansia dei genitori e riduce sensibilmente gli accessi non necessari al pronto soccorso. Questo programma educazionale ha per i compagni di classe un alto valore culturale e nel tempo migliorerà sempre più l’accettazione della malattia da parte della società.

Giorgia Andretti

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