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Il social più seguito dai ragazzi insegna a mangiare male

social e cibo spazzatura

Il mezzo più efficace per raggiungere i nostri figli e convincerli a fare qualcosa sono i social, il più seguito in assoluto dagli adolescenti è il network TikTok. Alcune compagnie internazionali produttrici di cibo spazzatura conoscono bene questo canale e ne approfittano, come ha dimostrato uno studio condotto in Australia, studio ben valido per tutto il mondo occidentale.

Sono davvero tanti i messaggi pericolosi ai giovanissimi

La ricerca australiana ha esaminato la presenza su TikTok di 16 marchi alimentari e i risultati suggeriscono che questi puntano sui giovanissimi, usando tattiche pubblicitarie ‘insidiose’. Attraverso l’analisi di più di 500 video, i ricercatori della Deakin University di Canberra hanno constatato che le compagnie cercano di influenzare gli utenti, attraverso ‘sfide’, che mettano in mostra i loro prodotti. Un esempio è la campagna globale condivisa miliardi di volte, in cui alcune star del calcio palleggiano passandosi al volo barattoli di Pepsi, incoraggiano i follower a creare e a diffondere video simili. Sul suo sito web, il social media ha sottolineato che ha attratto centinaia di migliaia di giovani. Una situazione analoga si verifica negli Usa, dove gli utenti di TikTok erano invitati a imparare una danza per poi eseguirla dentro un ristorante di una catena di burger e condividerla online, in cambio si ottiene un hamburger al costo di un dollaro.

Strategie di marketing, che purtroppo, aumentano il rischio obesità

Gli esperti che hanno condotto lo studio spiegano come queste campagne siano una strategia incredibilmente insidiosa, con conseguenze molto serie per la crescente obesità tra i giovanissimi. Le cifre dell’Australian Bureau of Statistics indicano che il 67% degli adulti sono già o quasi in sovrappeso. Se la tendenza continuerà, entro il 2030 potrà essere in sovrappeso la gran maggioranza degli adulti. I sostenitori della salute pubblica chiedono da tempo che la pubblicità del cibo spazzatura sia proibita in Tv durante le ore di visione dei bambini, una misura promossa dai Verdi da almeno 15 anni, finora senza successo. La National Obesity Strategy, sostenuta dal governo federale, indica l’imposizione di un giro di vite sulla pubblicità del junk food, come un importante passo avanti per ridurre l’obesità infantile. In Italia la situazione non è molto diversa, visto che un bambino su quattro è sovrappeso e probabilmente lo resterà anche in età adulta. Invertire questa tendenza sarebbe possibile se i social preferiti dai ragazzi sapessero far diventare virali messaggi positivi per la salute e per la crescita.

Giorgia Andretti

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