Sono tanti i bambini italiani obesi, le porzioni di cibo ai pasti vanno ridotte

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Sono tanti i bambini italiani obesi, le porzioni di cibo ai pasti vanno ridotte

Piccoli grassottelli crescono, anche se fino a qualche tempo gli italiani erano considerati normopeso. Un bimbo su tre è sovrappeso e uno su dieci è francamente obeso. Molti di questi ragazzini sono destinati a portarsi dietro, in eredità dall’infanzia, la ciccia di troppo: solo alcuni di loro riescono a tornare in peso forma. La maggior parte resta “in carne” anche da grande, questo perché gli adipociti, ovvero le cellule di grasso che si formano nell’infanzia, non vengono mai eliminate: nel dimagrimento si sgonfiano ma restano nella stessa quantità.

È colpa delle porzioni abbondanti
Secondo i dietisti italiani dell’ANDID, la colpa di questo continuo aumento di peso è dovuto alle mamme che, inconsciamente, servono ai propri bambini porzioni troppo abbondanti. Tutto questo avviene nell’età in cui si impalca la struttura cellulare dell’intero organismo: dalla nascita fino ai nove anni. Nonostante da anni si viva in un’epoca di pieno benessere, secondo gli esperti le mamme sono ancora preda dell’ansia che il proprio figlio mangi troppo poco e questo timore supera quello, oggi sicuramente più motivato, del sovrappeso. L’errore più comune è l’eccesso di zuccheri in merendine e bibite gassate, ma anche di proteine sotto forma di carne, uova e latticini. Sembra che già dallo svezzamento, quando i piccoli assaggiano i primi omogeneizzati, assumano troppe sostanze proteiche. Le pappe vengono infatti preparate con un barattolino intero di prodotto, quando la metà sarebbe già sufficiente a soddisfare le esigenze nutrizionali, in fatto di proteine, di un bimbo di pochi mesi.

Le proteine responsabili dei chili di troppo?
L’errore continua con il passare del tempo. I nutrizionisti del Servizio Educazione all’appropriatezza alla Asl di Milano hanno notato che la porzione di carne proposta mediamente a un bambino di quattro anni sarebbe più che sufficiente per un ragazzino di otto. Lo stesso discorso vale un po’ per tutti gli alimenti proteici, come il formaggio, sciolto con eccessiva generosità nelle pappe, il prosciutto e gli altri latticini. Il rischio è quello di accumulare chili di troppo: secondo recenti acquisizioni scientifiche, infatti, una dieta eccessivamente ricca di proteine può predisporre al peso in eccesso, esattamente come un regime alimentare che comprenda molti zuccheri e grassi. I genitori, però, non si rendono conto di questo errore perché sono culturalmente portati a credere che i cibi proteici, anche se in quantità abbondante, siano indispensabili per la crescita corretta. In effetti è così: carne e uova contengono amminoacidi essenziali per la costruzione dei tessuti e i latticini sono ricchi di calcio, fondamentale per lo sviluppo osseo. Questo, però, vale se si propongono le giuste dosi: porzioni troppo abbondanti sortiscono l’effetto contrario.

I bambini mangiano poca frutta e verdura
Lo studio degli esperti dimostra anche l’altra faccia della medaglia: mentre si abbonda con carne, formaggio, prosciutto, pasta, sono troppo scarse le porzioni di frutta e verdura fresca, che dovrebbero essere, secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, cinque al giorno in tutta la gamma dei colori: bianco, verde, giallo-arancio, rosso e blu-viola, per garantire il giusto apporto di minerali e vitamine. E se anche le abitudini famigliari non sono tutte da bocciare, la scuola non aiuta: secondo dati dell’Istituto Superiore di Sanità, su oltre 2.200 plessi di scuole primarie, solo il 38% distribuisce frutta o yogurt per merenda. E anche le ore di attività motoria a scuola sono troppo poche. Tutto coopera, insomma, per far aumentare di peso i nostri bambini. Per aiutare a promuovere il concetto di porzione tra adulti e bambini sta per essere pubblicato il primo ”Atlante fotografico tridimensionale”, edito dall’Istituto Scotti Bassani, corredato di fotografie con i piatti nelle porzioni esatte, in rapporto 1:1: quello che si vede in foto è la quantità che la mamma deve mettere nel piatto. Il volume sarà distribuito inizialmente su CD ai dietisti e ai pediatri per educare le mamme a preparare le pappe in modo corretto e nella giusta dose.

Sahalima Giovannini

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