Il grande disagio degli adolescenti da Covid-19

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Il grande disagio degli adolescenti da Covid-19

disagio post pandemia
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Sfiduciati e provati dalla pandemia, ma anche desiderosi di riprendersi il futuro, quindi pieni di speranze e progetti rivolti alle istituzioni. Sono le voci dei 5.713 giovani che hanno partecipato, tra aprile e maggio di questo anno, all’indagine online  – Ora parliamo noi promossa da Cittadinanzattiva, con il sostegno non condizionato di Assosalute – Associazione Nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica – e rivolta direttamente a ragazzi dai quattordici ai diciannove anni o attraverso le scuole con cui Cittadinanzattiva collabora.

I disagi psico-fisici degli adolescenti

Più di un ragazzo su tre ha avuto l’esperienza diretta di persone care contagiate e quasi uno su quattro ha subito una perdita. La paura del virus è stata un sentimento diffuso. Più della metà dei ragazzi riconosce che sono aumentate tra i loro pari le forme di disagio psico-fisico. Tra i principali motivi di sofferenza in ordine di importanza vengono indicati: la lontananza dalle persone più care, il divieto di potersi muovere liberamente e di incontrare amici e compagni di scuola e la noia nello stare chiusi in casa e nel non poter praticare attività sportive. Anche l’assenza della scuola in presenza ha rappresentato motivo di sofferenza per più di un intervistato su tre. Davanti a un malessere fisico il 68% dei ragazzi si rivolge ai propri genitori o prende tempo per vedere se si tratta di un disturbo passeggero. Uno su venti ha fatto uso di ansiolitici e anti depressivi e circa il 5% di prodotti dietetici o per perdere peso. Per procurarsi questi farmaci e prodotti si ricorre innanzitutto ai propri genitori, ma anche al proprio medico o si chiede consiglio al farmacista. I ragazzi dunque ricorrono responsabilmente a figure di riferimento familiari o professionali quando devono affrontare un problema di salute. Solo per ricordarlo ai nostri lettori, portiamo avanti il rispetto dell’alimentazione per contenere ansia e depressione attraverso la psichiatria nutrizionale.

Cambiamenti nei comportamenti quotidiani

Nell’ultimo anno la stragrande maggioranza dei giovani intervistati ha sperimentato sbalzi di umore, disturbi del sonno, disturbi dell’alimentazione, seguiti dal desiderio di stare soli e dalla consapevolezza di essere iper connessi. In aumento anche l’accesso e la visione di materiale pornografico, il consumo di tabacco e di alcolici, così come quello di droghe e del gioco d’azzardo. Desta preoccupazione anche l’aumento degli episodi di cyberbullismo:  un ragazzo su sette dichiara di avervi assistito e uno su dieci di esserne stato vittima. Il clima in famiglia in questo periodo viene definito sereno, piacevole e divertente ma anche altalenante, agitato e perfino invivibile. Poco meno della metà degli intervistati segnala come i rapporti con i propri compagni e docenti non abbiano subito modifiche, mentre per la parte restante i rapporti sono mutati in meglio rispetto ai propri compagni ma in peggio nei confronti dei propri docenti.

I giovani e norme anti-Covid

Più della metà degli intervistati non ha problemi nell’utilizzo della mascherina nei luoghi chiusi e sui mezzi pubblici. L’abitudine di lavarsi frequentemente le mani con il sapone è ormai acquisita per il 66%. Le difficoltà aumentano quando entrano in gioco i rapporti con gli amici con i quali ben il 58% dichiara di avere difficoltà a mantenere la mascherina per tutto il tempo dell’interazione; un terzo dichiara di non aver rinunciato all’abitudine di passarsi bicchiere o bottiglia; più della metà inoltre non rinuncia facilmente a scambiarsi baci e abbracci con gli amici.

I desideri dei ragazzi dopo il Covid-19

Di fronte a queste difficoltà, gli adolescenti chiedono in primo luogo di essere ascoltati, ad esempio attraverso audizioni degli studenti in Parlamento e prevedendo rappresentanti delle istituzioni più competenti e vicine al mondo giovanile. Gli esperti di Cittadinanzattiva che hanno condotto la ricerca affermano che i ragazzi esprimono sofferenze e disagi profondi anche perché per sedici mesi si sono sentiti non considerati, silenziati, invisibili. Non sono convinti della utilità dei corsi estivi e chiedono fondi per il rinnovo e l’ammodernamento degli istituti scolastici, sia dal punto strutturale sia didattico, al fine di migliorare le strutture o creare di nuove, migliorare i laboratori e le esperienze extrascolastiche, cambiare le scuole e renderle più vivibili, rendere più sicuri i mezzi di trasporto, aumentandoli e sanificandoli di più.

Sulla didattica a distanza, molto mal sopportata ma della quale molti altri hanno intravisto gli aspetti positivi, chiedono corsi di formazione per i docenti, possibilità di alternare i gruppi a distanza e in presenza in modo da non perdere i contatti con l’intera classe, dispositivi adeguati per tutti, in comodato d’uso o attraverso bonus per il loro acquisto.

Giorgia Andretti

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