I nonni, pietra miliare del Natale per i più piccoli

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I nonni, pietra miliare del Natale per i più piccoli

nonni e natale
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Il Natale è per definizione la festa della famiglia, l’occasione per riunirsi attorno al calore di una tavola imbandita, davanti all’albero o al presepe. Natale è anche l’occasione di ritrovare parenti che non sempre si ha l’occasione di avere vicini: i nonni. I genitori del papà e della mamma sono una presenza preziosa per i nipoti, sia per l’affetto che hanno per loro, sia perché sono portavoce di tradizioni che oggi non esistono più, ma che i bambini devono conoscere perché fanno parte del passato.

Troppi regali non vanno bene

I nonni, solitamente, sono quelli che dimostrano la più grande generosità verso i nipoti: sono disponibili a fornire i regali di Babbo Natale più sontuosi e, quando i ragazzini sono grandicelli e non credono più alle favole, vorrebbero acconsentire a ogni desiderio dei nipoti, che si tratti di indumenti, giochi o congrue mance. Per i nonni anche questa è una gioia, ma i genitori devono anche far loro capire che i regali sono la loro stessa presenza. A mano a mano che i bambini diventano grandi, infatti, è necessario riportare il senso del Natale al suo significato più profondo: amicizia, condivisione, bontà d’animo e aiuto verso chi ha meno. A questo proposito, i nonni possono raccontare ai nipoti le favole reali dei Natali di epoche in cui il consumismo sfrenato di oggi non esisteva e anche un paio di calze nuove di lana, trovate sotto uno spelacchio albero di Natale costituiva un motivo di gioia perché equivaleva a non sentire il freddo.

Natale più vero e sentito

Quando i nonni erano bambini, negli anni Quaranta e Cinquanta, il Natale significava stare insieme anche per mettere in comune quel poco che c’era e goderne tutti insieme. Stimolare i bambini a chiedere ai nonni di quando erano loro bambini: riceveranno dei racconti meravigliosi che aiuteranno a capire quanto tutti noi oggi siamo fortunati. Allora faceva molto freddo nelle case e si stava tutti insieme anche per stare più al caldo, accanto all’unica stufa dove tutti portavano i loro ciocchi di legna da ardere. C’era chi portava il brodo di pollo, chi si offriva di preparare i biscotti, chi metteva in comune un raro e desideratissimo pezzo di cioccolato. La solidarietà era fatta di piccole cose. Non esistevano le palline colorate per l’albero e si appendevano mandarini, frutta, carte colorate e nastri riciclati… un po’ quello che si cerca di fare oggi, per preparare un albero di Natale originale, allora era una necessità. E dopo il pasto non ci si buttava sul divano con il cellulare o a giocare alla playstation, ma per scaldarsi si correva fuori, a giocare nei prati o nel cortile del condominio, anche se c’era la neve.

Regaliamo relax anche ai nonni

I nonni quindi portano affetto, doni, ricordi: sono i depositari di un tempo in cui era più difficile vivere, per questo si dava più valore alla cose. Il donare a chi non ha nulla era una cosa normale, che non si nutriva di chiacchiere ma si basava sulla semplice solidarietà e carità. Quindi, invitiamo i nostri figli ad ascoltarli, potranno così godere del loro affetto oltre che delle loro storie.  Consigliamo inoltre ai nostri ragazzi di far loro un regalo da donare insieme ad un caldo sorriso. E’ sufficiente una sciarpa per tenerli al caldo, una copertina in pile per guardare la televisione la sera, un bel libro, una simpatica tazzona per gustare tè e tisane nei freddi pomeriggi invernali. Sarà il regalo più gradito perché fatto con il cuore.

Lina Rossi

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