Anziani, la compagnia di un pet fa bene al cervello

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Anziani, la compagnia di un pet fa bene al cervello

cani e gatti per i nonni

Non si è mai troppo anziani per occuparsi di un pet da compagnia, indipendentemente se un cane, un gatto oppure un coniglietto o criceto. Secondo una ricerca, infatti, gli animali domestici riducono il declino cognitivo negli anziani. E noi aggiungiamo: mantengono attivo anche il fisico, perché soprattutto nel caso del cane obbligano a movimento regolare ogni giorno.

Perché il pet mantiene il sistema cognitivo giovane

Dai dati preliminari di uno studio presentato al 74° Congresso annuale della American Academy of Neurology, lo scorso aprile a Seattle, sembra che ci siano diversi effetti benefici per gli anziani nel prendersi cura di un pet da compagnia. Lo studio ha analizzato le capacità cognitive di 1.369 anziani, somministrando loro test di valutazione e osservando che, a distanza di sei anni, i punteggi sono diminuiti a un ritmo più lento tra i proprietari di animali domestici. A mostrare il maggiore vantaggio erano gli anziani che avevano accanto un pet da compagnia da più di 5 anni. Studi precedenti avevano suggerito che il legame uomo-animale può avere benefici sulla salute, come la diminuzione della pressione sanguigna e dello stress. Poiché lo stress può influenzare negativamente la funzione cognitiva, è possibile che la ragione dei nostri risultati sia proprio nei potenziali effetti di assorbimento dello stress tra chi ha vicino un animale domestico

Benefici dell’avere un pet sul fisico

Un animale da compagnia può anche aumentare l’attività fisica e anche questo può giovare alla salute cognitiva. Infatti, con il maggior movimento fisico si può perdere più peso, la pressione arteriosa diminuisce, si corre un minore rischio di diabete, il sangue circola meglio e tutto questo giova alla salute cognitiva. Il discorso è valido soprattutto tra coloro che hanno un cane, questo obbliga ad almeno tre uscite al giorno, quindi passeggiate, facilitando inoltre la conoscenza con altre persone a passeggio con il proprio animale. Anche avere un gatto, un coniglietto, un criceto presuppone visite dal veterinario, acquisti di cibo, insomma fa sentire coinvolti e attivi. È bene però tenere presente alcune considerazioni importanti, anche nell’interesse dell’animale domestico che è una compagnia ma anche un essere vivente a sua volta. I nonni non sono giovanissimi, quindi possono avere problemi di salute tali da costringerli in casa o magari a una degenza in ospedale. In questo caso, è essenziale che ci sia qualcuno di assoluta fiducia al quale affidare l’animale domestico: si sentono troppi episodi di anziani che non possono più occuparsi del cane o del gatto e le povere bestiole finiscono per strada o al canile. Quindi, sì a una bestiola al nonno o alla nonna, ma solo se i parenti giovani sono disponibili ad occuparsene con affetto in caso di bisogno.

Giorgia Andretti

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