Ogni anno circa 50 mila bambini muoiono soffocati, evitarlo è possibile

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Ogni anno circa 50 mila bambini muoiono soffocati, evitarlo è possibile

Oggi i bambini sono protetti e tutelati più di quanto succedeva un tempo, eppure gli incidenti domestici che li riguardano sono ancora troppi. Tra i più frequenti, si colloca il soffocamento da corpo estraneo: può essere un pezzetto di cibo troppo grosso e non ben masticato, un oggetto ingerito per sbaglio, un pezzetto staccatosi da un giocattolo non a norma. È sicuramente importante evitare che questo evento si verifichi, sorvegliando i bambini nel gioco, proponendo loro oggetti a norma e insegnando da subito a masticare bene il cibo. L’attenzione degli adulti, però, non può arrivare ovunque. Per questo motivo è essenziale sapere come agire nel caso in cui si verifichi una situazione di rischio di soffocamento, senza se e senza ma.
È di questo avviso anche il Ministero della Salute che, in collaborazione con una nota onlus italiana, organizza per il 23 aprile la prima Giornata Nazionale sulle manovre di disostruzione in età pediatrica, che si svilupperà in un evento gratuito dalle ore 19 alle 21 presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Obiettivo dell’iniziativa è divulgare la cultura della prevenzione e del primo soccorso pediatrico, promuovendo la sicurezza che la conoscenza di poche e semplici manovre anti-soffocamento possono fare la differenza in caso di emergenza. Per questo è essenziale che tali manovre siano conosciute e messe in pratica da tutti: genitori e nonni, ma anche baby sitter e insegnanti. Interverranno il ministro della Salute on. Lorenzin, personaggi dello spettacolo e il medico Marco Squicciarini, esperto in manovre di disostruzione pediatrica. In Italia più di 50 bambini all’anno, uno a settimana, perdono la vita per l’ostruzione delle vie aeree. La fascia più esposta è quella dei bambini dai 12 ai 36 mesi, ma anche nei primi mesi di vita i rischi non mancano. Nell’86% gli incidenti dei bambini causati dall’inalazione di un alimento come corpo estraneo avviene in presenza di un adulto, un dato che dimostra come la supervisione degli adulti sui bambini non sia sempre attiva, ossia la maggior parte di loro, genitori, educatori, babysitter non conosce i rischi presentati da determinati alimenti.

Imparare la manovre giuste
Nel corso della serata, alla quale sarebbe opportuno intervenire, verranno mostrate anche le principali manovre. In occasione della Giornata, anche Guidagenitori.it desidera ribadire il suo impegno per la sicurezza dei bambini. Presso la sede infatti si organizzano periodicamente corsi per apprendere le manovre di disostruzione

Ecco comunque un breve promemoria per aumentare la sicurezza dei più piccoli.

-Non lasciare a portata di mano dei bambini oggetti di piccole dimensioni come monete, perline, nocciole, tappi;
-Scegliere solo giocattoli a norma, le cui parti piccole non si riescano a staccare;
-Insegnare ai piccoli, fin dai primi anni, a masticare bene e a lungo i bocconi e a non parlare, ridere o cantare mentre ci si alimenta;
-Nel caso di ingestione di un corpo estraneo o di cibo di una certa dimensione, chiamare subito il 118;
-Mentre si attendono i soccorsi, praticare le prime manovre di emergenza. Un bambino con più di tre anni va sistemato prono in avanti con la testa verso il basso; quindi si danno 5 colpi decisi con il palmo della mano sulla schiena, in zona centro-laterale. Se così non espelle il corpo estraneo, si pratica la manovra di Heimlich: sistemare un pugno sopra l’ombelico, circondarlo con l’altra mano e spingere verso l’interno e in alto contemporaneamente per aumentare la pressione interna al torace e facilitare l’espulsione. La sequenza di colpi alla schiena e manovre va ripetuta fino all’arrivo dei soccorsi.
-Se il bambino è piccolo, ci si deve sedere sistemando il bimbo a faccia in giù sulle gambe, dando colpi sulla schiena dal centro verso
l’esterno. Poi deve essere posto su un piano rigido praticando compressioni toraciche simili al massaggio cardiaco. Non serve mettere il bambino a testa in giù.

Lina Rossi

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