

I geni giocano un ruolo dando a una persona una predeterminata preferenza di gusto, e il nostro ambiente è un fattore di apprendimento di nuovi gusti. Recentemente è stato dimostrato che i nostri geni aiutano a determinare in che modo rileviamo i sapori di base influenzando la configurazione dei recettori del gusto proprio come l’esperienza è attiva nel farci preferire alcuni tipi di alimenti. Insomma sembra proprio che il gusto risponda anche ad una specie di allenamento al gusto anche se, non potendo cambiare i nostri geni non possiamo fare delle modiche drastiche al gusto personale! Anche se una ricerca portata avanti presso il Monell Chemical Senses Center ha dimostrato che le persone che seguono una dieta a basso contenuto di sale nel tempo preferiscono cibi con un contenuto di sale inferiore alla norma. Allo stesso modo, se bisogna mangiare qualcosa che non ci piace ma dobbiamo farlo, come nelle imposizioni alimentari a sfondo religioso, anche le cose che non piacciono alla fine se ne acquisisce il gusto e si mangiano anche volentieri.
Tempo del pranzo è arrivato ed ecco qua: penne con olive e melanzane per un pH di 5,4 e cena con quiche di zucchine per un pH totale di 5,8
Zia Vittoria
Colazione: Caki, banana, uva e yogurt con fiocchi di mais – Una tazza di tè
Break: Sandwich alle carote
Pranzo: Penne con le olive e melanzane
Break: Yogurt e lamponi – una tazza di tè
Cena: Quiche alle zucchine
e… se stiamo svezzando il bambino Pappe dagli 8 mesi
Le porzioni da mettere nel piatto: a peso o a misura? Ecco cosa preferire