

È triste pensare di anteporre il guadagno economico al benessere dei bambini passando di fatto sopra l’etica. Se poi a farlo è il padre di una bambina, che dovrebbe avere a cuore la tutela dei più piccoli, è ancora più triste. Stiamo parlando di Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook e di Instagram, di recente avrebbe, infatti, lanciato l’idea di fondare una sezione di un Instagram dedicata proprio ai bambini.
Considerato che le leggi vietano la frequentazione dei social ai ragazzini sotto i tredici anni, Zuckerberg avrebbe immaginato un social completamente dedicato a loro. Le associazioni americane di genitori si sono ribellate, pregando Zuckerberg di ritirare il progetto. A parere delle associazioni il progetto porrebbe gli under tredici a forte rischio marketing. La Campagna per un’infanzia senza pubblicità – Ccfc – una organizzazione no profit composta da trentacinque associazioni di consumatori, è convinta che il marketing mirato ai bambini, insieme all’eccessivo tempo che questi trascorrono sul display, danneggi il loro sano sviluppo. I responsabili di Facebook dichiarano che il progetto è un modo per tenere i minori di tredici anni fuori dalla piattaforma principale. Sebbene Instagram e Facebook richiedano agli utenti di avere l’età idonea all’utilizzo, molti ragazzini mentono sull’età.
Anche la nostra associazione Guida pe Genitori è contraria alla possibilità che i più piccoli possano accedere a un social network. In primo luogo c’è il fatto che fino ai tredici anni un ragazzo, nel tempo libero, ha bisogno soprattutto di attività fisica quindi di tanto sport all’aperto e gioco libero insieme ai coetanei, persone vere con le quali instaurare rapporti veri, senza filtri e finzioni che purtroppo conosceranno molto presto. Quando poi necessariamente devono stare a casa, è essenziale che vengano influenzati in modo positivo verso la lettura, il gioco creativo, il disegno ed anche la televisione, per un tempo limitato e con programmi di qualità come i documentari sulla natura. Lo smartphone deve essere concesso il più tardi possibile, soprattutto per evitare la sedentarietà, il sovrappeso e il mal di schiena che si rischia restando chini sullo schermo e la . Da ultimo, un Instagram riservato ai minori di tredici anni, potrebbe essere fruito anche da bambini di cinque – sei anni, un’età in cui il telefonino è assolutamente sconsigliato e poi… i preadolescenti si accontenterebbero davvero del social per piccoli? Insomma, non è abbassando sempre di più l’età dei social che si risolvono i problemi di sicurezza per i giovanissimi.
Lina Rossi
Il Covid-19 ha colpito al cuore anche l’economia, tutto si è fermato, pubblicità compresa, l’unica forma di sostentamento per fare e diffondere l’informazione medico-scientifica, obiettivo principale di Guidagenitori.it
I nostri giornalisti, tecnici informatici e tutti gli altri operatori che sorreggono il giornale, continuano a svolgere regolarmente il lavoro per offrire gratuitamente i servizi editoriali, nonostante le difficoltà economiche. Ecco perché il vostro contributo è prezioso.