

La festa della donna, l’8 di marzo è una ricorrenza che si celebra da decenni, eppure anche dopo due anni di pandemia, con le notizie terribili della guerra in corso, le donne continuano a essere offese, aggredite e uccise. In contrasto stridente con le vetrine colorate di giallo splendente, con torte e mimose, ma noi vogliamo solo un regalo: il rispetto. Rispetto che significa riconoscimento della fatica quotidiana, un abbraccio protettivo e non costrittivo, apprezzamento per le capacità sul lavoro e in famiglia. Il cambiamento in meglio, in questa direzione, dipende dalle famiglie, da come i genitori dovrebbero educare all’uguaglianza dei diritti: femmine e maschi siano messi sullo stesso piano educativo.
Le pari opportunità iniziano fin dai primi anni di vita, quando ai bambini vengono proposte attività ludiche via via più impegnative, per favorire lo sviluppo cognitivo e la creatività. Noi suggeriamo di non condizionare le scelte dei bambini in questa fase della crescita. Un tempo si regalavano ai maschietti costruzioni e macchinine, alle bimbe pentole e bambolotti, quasi per anticipare il loro ruolo sociale e professionale. È meglio lasciare libera scelta degli strumenti di gioco, permettendo che i bambini si confrontino con quello che preferiscono, che siano gare di auto, costruzioni di edifici, simulazioni della famiglia e così via. Questo andrà a tutto loro vantaggio, perché oltre a permettere uno sviluppo più plastico del cervello, i piccoli si abitueranno all’idea che le professioni, gli hobby, i ruoli non hanno sesso, ma semplicemente ciascuno si ritaglia quello più adatto in un mare di possibilità.
Anche i condizionamenti esterni nei comportamenti dei bambini dovrebbero essere evitati. Eppure si sente ancora dire: non devi piangere, sei un maschietto, oppure: ti comporto come una femminuccia. I sentimenti di felicità, tristezza e frustrazione appartengono non al maschio o alla femmina ma all’essere umano. I bambini devono essere quindi lasciati liberi di esprimersi, sempre nel rispetto dell’altro. Evitiamo quindi di dire ai maschietti: fai vedere chi sei, visto che sei un maschio. E alle bambine: non fare il maschiaccio, sii una brava bambina ubbidiente. Ciascuno può e deve seguire le propensioni del proprio carattere, senza ferire i sentimenti degli altri, senza usare le mani e ricorrere alla prepotenza dell’alzare la voce.
I genitori devono dare il buon esempio all’interno della famiglia evitando di alzare la voce, cercando sempre il dialogo quando ci si deve confrontare. Il buon esempio vale molto più rispetto alle prediche per farsi rispettare dai figli e dagli altri in generale. Ci si deve abituare a trasmettere ai figli il concetto che al proprio interlocutore ci si deve rivolgere con calma, rispetto e senza giri di parole, parlando con chiarezza e senza doppi sensi. Anche all’interno della famiglia i ruoli devono poter essere intercambiabili: sia i maschi sia le femmine devono imparare fin dai primi anni di vita a rifare il proprio letto, mettere in ordine la stanza e a cucinare un semplice piatto, senza chiudere un occhio sui maschi e pretendere di più dalle ragazze. Sembreranno banalità, ma è proprio dalle piccole cose di tutti i giorni e dalla parità inculcata fin dai primi anni che si può sperare in un destino migliore per tante donne.
Sahalima Giovannini
Il Covid-19 ha colpito al cuore anche l’economia, tutto si è fermato, pubblicità compresa, l’unica forma di sostentamento per fare e diffondere l’informazione medico-scientifica, obiettivo principale di Guidagenitori.it
I nostri giornalisti, tecnici informatici e tutti gli altri operatori che sorreggono il giornale, continuano a svolgere regolarmente il lavoro per offrire gratuitamente i servizi editoriali, nonostante le difficoltà economiche. Ecco perché il vostro contributo è prezioso.