Facciamo rispettare le regole ai bambini, sono importanti

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Facciamo rispettare le regole ai bambini, sono importanti

rispettare le regole

Negli ultimi anni le regole erano viste quasi come un retaggio vecchio e costrittivo, impedendo ai bambini di dare sfogo alla propria creatività. Poi ci si è resi conto che senza di loro i piccoli crescevano senza alcun punto di riferimento, quindi non semplicemente ineducati, ma anche insicuri, nella più totale anarchia. Sono le regole del vivere quotidiano: quelle poche regole, ma essenziali indicazioni che un bambino deve assorbire fin dai primi mesi di vita.

Regole: un essenziale punto di riferimento

Le regole non sono qualcosa che deve essere considerato una costrizione, al contrario, rappresentano una importante tutela per la crescita serena. Sono come un faro, un punto di riferimento nei momenti di incertezza che accompagnano la crescita fin dalla scuola per l’infanzia, passando poi alla primaria dove si troverà ad affrontare da solo alcune situazioni. Le regole sono come le accoglienti mura di casa, proteggono senza costringere, nelle quali ci si può rifugiare per poi partire con sicurezza alla scoperta del mondo. Le regole sono anche il punto di partenza per la propria libertà personale, come è stato detto: è fare quello che si vuole senza nuocere agli altri. Oggi in troppi si dimenticano di questo concetto semplice e bellissimo: è più facile ignorare, lasciar correre, dare la liberta, senza capire che i bambini hanno la necessità delle regole e che metterle in pratica è qualcosa di molto impegnativo.

Più esempi che parole, così si insegnano le regole

Le regole che accompagnano la crescita dei bambini non devono essere tante. Ne sono sufficienti quattro o cinque, quelle necessarie per permettere di vivere bene con gli altri, di rispettare le persone e anche l’ambiente. Un classico è il salutare gli altri, facile verso i coetanei, più complesso verso gli adulti o gli anziani. Per insegnare il corretto comportamento, più che le parole in questo caso vale l’esempio. Se il bambino è abituato a sentire i genitori rivolgere un sorriso a una conoscente, accompagnato da un caldo – Buongiorno – saranno molto più propensi a fare altrettanto che sentendosi ripetere un monotono – Saluta la signora – che quasi sempre scatena un ostinato mutismo. Se a tavola ci si abitua a riunirsi alla stessa ora, con lo smartphone spento e senza giornali tra i piatti, nostro figlio crescerà facendo lo stesso. Se uno dei genitori invece si siede a tavola a pranzo iniziato, o continua a controllare il telefono o a lanciare occhiate alla tv, sarà inutile cercare di indurre il bambino a un comportamento corretto. Infatti appena sarà in grado di parlare dirà: ma il papà ha il telefono acceso…

Il rispetto degli altri

Gli esempi sono infiniti: si va dal non lasciare le cartacce per terra in casa, ma anche per strada o nei giardini e in generale nei luoghi pubblici, anzi soprattutto in questi posti. Si deve più che spiegare, mostrare, che lo spazio comune è di tutti e va rispettato ancora di più di quello che è nostro. Il rispetto della cosa pubblica è altissimo negli altri paesi, soprattutto in Europa del Nord, mentre da noi in Italia è scarso e sono proprio i genitori a dare il cattivo esempio buttando in strada cicche e spazzatura varia, non raccogliendo le feci canine e difendendo a spada tratta i bambini quando, per esempio, imbrattano i muri o danneggiando una proprietà o, peggio ancora, commettono atti di prepotenza che potrebbero tradursi in bullismo.  È infine essenziale porre dei limiti ai desideri e ai capricci dei bambini, riuscendo a dire un sereno, ma fermo no all’ennesima richiesta di un giocattolo. Il no è uno strumento essenziale di crescita, perché aiuta ad elaborare e ad accettare la frustrazione di una sconfitta che prima o poi accadrà, nella scuola e poi nella vita.

Lina Rossi

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