E l’Epifania … tutte le feste si porta via

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E l’Epifania … tutte le feste si porta via

befana

La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, con le toppe alla sottana, viva viva la Befana”. Il mattino del 6 gennaio è l’Epifania, ovvero: la rivelazione e secondo la tradizione cristiana è la commemorazione della data in cui Gesù Bambino si manifestò nella sua divinità ai Magi e al mondo interno. L’Epifania è l’ultima delle festività invernali, dopo il Natale, Santo Stefano e Capodanno. Si chiude una lunga serie di occasioni di regalo, relax, giochi anche se quest’anno con pochi incontri per le ragioni di sicurezza legate al Covid-19.

Dai Magi alla vecchina sulla scopa

Il 6 gennaio è il giorno in cui i bambini si svegliano e trovano, nelle calze appese vicino alla cappa del camino, oggi più frequentemente vicino ai fornelli, piccoli doni come dolciumi, un bel libro, magari una sciarpa nuova o matite colorate. Doni utili ma poveri, come povera è la vecchietta che li lascia. In alcune delle nostre regioni sono i Magi a lasciare i doni nella calza. Ma qual è il legame tra la vecchina e i re-sacerdoti orientali? Ai ragazzini più grandicelli, quelli che già studiano la storia, si può raccontare il complesso legame tra storia, religioni e folclore  che ha portato alla tradizione della vecchina a cavallo della scopa. La befana somiglia molto ad alcune divinità femminili del paganesimo italico tardo che, secondo le tradizioni contadine, nelle notti invernali volavano sui campi per favorire la fertilità del terreno e l’abbondanza dei raccolti. Erano divinità minori dell’abbondanza e della sazietà e venivano a volte identificate con la dea Diana, protettrice della natura e dei campi. Queste credenze furono poi rigettate all’epoca del Cristianesimo, ma si sa che le convinzioni e le leggende popolari durano a lungo anche se non sono più ammesse. E fu così che le divinità divennero donne brutte e spaventose, ma non cattive perché spargevano abbondanza donando frutti e fiori alla natura che sarebbe rinata di lì a pochi mesi.

La storia da raccontare ai piccoli

Ai bambini più piccoli si può raccontare una leggenda simpatica e dolce, naturalmente inventata, che può avere anche un intento educativo. Si narra che i Magi, prima di arrivare a Betlemme da Gesù, si fermarono per riposare in un villaggio, invitando la gente ad unirsi a loro, per andare a rendere omaggio al Bambino. Tutti li seguirono, a parte una donna anziana che non credette alle parole dei Magi e, dicendosi troppo occupata nelle faccende domestiche, restò a casa. Ma si pentì presto, cercò di raggiungere i Magi e i compaesani che però si erano già allontanati. Allora mise in un sacco alcune povere cose che aveva in casa: frutta, qualche dolce, semplici giochi per bambini e iniziò a girare di casa in casa, ancora tenendo in mano la scopa con la quale stava facendo pulizia, nella speranza di trovare il Bambino. Da allora continua a girare di casa in casa nella speranza di trovare Gesù e continua ancora oggi. Ai piccoli buoni come Gesù lascia piccoli doni e dolciumi, mentre a chi si è comportato male lascia pezzi di carbone del suo caminetto. Si chiama Befana perché prese il nome dal giorno in cui incontrò i Magi: Epifania, poi Beffanìa, quindi semplicemente Befana. Godiamoci dunque questo ultimo giorno di feste, facendo riflettere i bambini sull’importanza di essere buoni e di godere anche solo delle piccole gioie dello stare insieme.

Lina Rossi

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