

Un tempo, l’insegnante era rispettato sempre, anche se autoritario, ovviamente stiamo parlando del tempo dei nostri nonni, consuetudine per fortuna, scomparsa. D’altra parte è anche sbagliata la tendenza opposta, oggi purtroppo sempre più frequente, che vede i genitori schierati in difesa del figlio anche quando i comportamenti sono inaccettabili, rendendosi colpevole di atti di bullismo, di maleducazione e di turpiloquio. Tra questi due estremi, come è bene augurarsi, l’ideale è il giusto equilibro: il figlio dai genitori va amato ed educato, mentre l’insegnate ha il ruolo di facilitare l’apprendimento con entusiasmo e indirizzarlo alla vita. Per questo è importante che tra famiglia e insegnanti ci sia accordo.
Oggi succede spesso che le famiglie non condividano le decisioni prese dai docenti, sia che riguardino il metodo, sia i compiti ed eventuali note punitive. Il problema è manifestare apertamente il proprio dissenso, all’insegnante stesso e ai figli. Durante il colloquio si arriva spesso a vere e proprie discussioni, in cui il genitore si rifiuta di comprendere il punto di vista dell’insegnante. L’unico a rimetterci, purtroppo, è il bambino, si trova ad essere terreno di scontro. Al contrario, è opportuno un confronto sincero e aperto al dialogo senza il coinvolgimento dei ragazzi. Le vicende scolastiche devono essere chiarite in modo obiettivo, senza ascoltare sempre e solo la campana dei bambini, spesso riportano la versione alterata dei fatti a loro favore. Solo se il comportamento dell’insegnante non è condiviso in alcun modo, si possono prendere altre decisioni, per esempio cambiare scuola al bambino. Una decisione di questo tipo è controproducente perché priva il piccolo degli amici e dell’ambiente famigliare, qui di deve essere presa solo se davvero esiste una valida motivazione, non per uno screzio con l’insegnante, che sicuramente è aperto alla comprensione e all’ascolto.
Un altro errore da evitare è criticare l’insegnante davanti al bambino: porta a una perdita di fiducia nella figura dell’insegnante, che sarà rispettata meno. Comunque la si pensi, davanti ai bambini deve trasparire sempre un atteggiamento di totale condivisione. Così i bambini capiranno l’importanza di rispettare i superiori per il loro ruolo, prima come maestre della scuola elementare, quindi i docenti della secondaria di primo e secondo grado e, successivamente, le figure dei superiori all’università, sul lavoro e nella società in generale. Impareranno a rispettare ruoli e regole, e questo li aiuterà a porsi con maturità e calma nel caso si trovino in disaccordo, a esporre le idee in modo assertivo e sereno.
Sahalima Giovannini
Il Covid-19 ha colpito al cuore anche l’economia, tutto si è fermato, pubblicità compresa, l’unica forma di sostentamento per fare e diffondere l’informazione medico-scientifica, obiettivo principale di Guidagenitori.it
I nostri giornalisti, tecnici informatici e tutti gli altri operatori che sorreggono il giornale, continuano a svolgere regolarmente il lavoro per offrire gratuitamente i servizi editoriali, nonostante le difficoltà economiche. Ecco perché il vostro contributo è prezioso.