Sul sito del Ministero della Salute: celiachia, impariamo a conviverci

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Sul sito del Ministero della Salute: celiachia, impariamo a conviverci

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“Celiachia, impariamo a conviverci”
È il titolo della nuovissima guida online messa a punto dal Ministero della Salute, per informare i malati di celiachia sulla gestione della malattia e anche sui diritti in fatto di esenzioni: il tutto per imparare a gestire al meglio la malattia e vivere una vita normalissima, come è giusto che sia, soprattutto se si tratta di bambini. Perché i piccoli con diagnosi di celiachia sono sempre di più, in Italia e un po’ in tutto il mondo. Inoltre nella guida sono disponibili anche due simpatici test interattivi per capire se si sanno leggere le etichette e preparare correttamente gli alimenti in casa: due aspetti che sono spesso sottovalutati rispetto alla diagnosi e alla dieta gluten free, ma che sono essenziali per imparare a gestire la malattia nel quotidiano.

Cibi preparati separatamente
Quando si preparano in casa i cibi per le persone con celiachia, è necessario prendere l’abitudine di farlo in un luogo dedicato. Una persona affetta da celiachia può risentire anche semplicemente delle minuscole particelle di glutine che restano su cucchiai e coltelli utilizzati in comune e perfino sul piano di lavorazione. Molta attenzione deve essere riservata anche alla conservazione dei cibi in frigo: devono essere tenuti ben separati. Tutte queste precauzioni non sono facili da adottare, soprattutto nelle cucine delle abitazioni che spesso non permettono, per dimensioni ed organizzazione, la separazione fisica dei piani di conservazione, preparazione e cottura dei cibi senza glutine rispetto a quelli contenenti glutine. Ecco allora una serie di accorgimenti facili da seguire, che consentono di preparare i piatti senza glutine in tutta sicurezza, riducendo al minimo le possibilità di contaminazione. Ma anche l’etichetta dei prodotti alimentari è uno strumento che bisogna imparare a leggere per fare scelte sicure e corrette. L’Unione Europea ha stabilito le regole per dichiarare l’assenza di glutine in etichetta. Queste regole devono essere rispettate dagli operatori del settore alimentare e sono un’utile guida per i consumatori che possono così scegliere gli alimenti in modo da rispettare la dieta senza glutine.

Un nuovo test per fare la diagnosi
Un’altra novità a favore dei celiaci, soprattutto dei più giovani, è in tema di diagnosi: eseguita fino adesso eseguendo una biopsia intestinale, è in arrivo un test del sangue, rapido, meno invasivo e in grado di dare risultati senza obbligare i celiaci ad esporsi al glutine per diverso tempo. Il test è stato ideato e testato per la prima volta su 48 persone dagli esperti del Walter and Eliza Hall Institute, in Australia. I risultati sono stati pubblicati in un articolo sulla rivista Clinical and Experimental Immunology. Il test si basa sul rilascio di citochine, cellule che vengono rilasciate dall’organismo quando si verifica una risposta infiammatoria ed è altamente indicativo della celiachia. È stato infatti osservato che l’esame dava risultati positivi in chi era celiaco conclamato mentre risulta negativo in chi non soffriva di intolleranza al glutine. Il test ha dimostrato di essere accurato e veloce. Fornisce risposte entro le 24 ore e soprattutto limita l’assunzione del glutine da parte del malato a soli tre giorni, a differenza della biopsia intestinale che la richiede invece per settimane o mesi, con tutti i disagi collegati. Ora, per poter essere definitivamente validata, questa nuova metodica dovrà essere prima testata su più larga scala.

Sahalima Giovannini

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