

Rallentare il processo di invecchiamento ma anche mantenersi sani più a lungo è possibile seguendo una corretta alimentazione, povera di zuccheri semplici e di grassi saturi. Queste sostanze sono infatti responsabili dell’infiammazione che è alla base dell’invecchiamento precoce oltre che di malattie come i tumori, il diabete e i problemi di cuore. È la conclusione di uno studio realizzato da una collaborazione tra I.R.C.C.S Neuromed di Pozzilli (IS), Università di Bologna, Università dell’Insubria a Varese e Università Lobachevsky di Nizhny Novgorod (Russia) e pubblicato su Aging Research Reviews.
Il lavoro, che ha esaminato i dati di una serie di studi sull’argomento, potrebbe portare a nuove idee su come rallentare il processo di invecchiamento. Accanto a quella anagrafica esiste infatti un’età biologica, quella che realmente rispecchia quanto il nostro corpo stia invecchiando. Controllando i processi infiammatori, oltre che riducendo grassi e zuccheri, si può almeno in parte frenare l’avanzare dell’età biologica. Con la loro analisi i ricercatori sono stati in grado di definire tre principali ‘strade’ comuni che sembrano influenzare l’età biologica di una persona: l’infiammazione, il metabolismo e trasporto lipidico e il metabolismo dei carboidrati. Questi risultati indicano come interventi sullo stile di vita, per esempio seguire la dieta mediterranea, oppure la restrizione calorica o il digiuno intermittente, possano influire proprio sui tre processi biologici individuati, agendo sui metabolismi, lipidico e glucidico, ma riducendo anche il livello di infiammazione e di stress ossidativo dell’organismo.
Si deve quindi seguire una dieta equilibrata nei nutrienti e ricca di vitamine e di minerali come calcio, fosforo e magnesio. Dovranno essere limitati gli alimenti ad elevato carico glicemico, come i dolci di tutti i tipi, gli zuccheri semplici e l’eccesso di frutta, soprattutto di quella molto dolce come banane mature, uva, fichi. I grassi sono ammessi, ma devono essere soprattutto grassi vegetali come quelli presenti nell’olio extravergine di oliva e in altri oli vegetali, nella frutta secca e nei semi oleosi. Altri grassi buoni che non devono mancare in menopausa sono gli omega 3, che si trovano soprattutto nel pesce azzurro: questi grassi buoni favoriscono la fluidità del sangue, quindi aiutano a prevenire le malattie cardiovascolari e il declino cognitivo. Si deve fare scorta di proteine ad alto valore biologico presenti non solo nella carne e nel pesce, ma anche nei legumi abbinati ai cereali, preparando per esempio piatti come riso e piselli, pasta e fagioli, pasta e ceci, couscous ai legumi misti e così via. Altra importante regola è cercare, se possibile, di consumare i vegetali crudi: le alte temperature alle quali questi alimenti sono sottoposti durante la bollitura rendono le vitamine solubili in acqua, quindi meno disponibili. Se non è possibile consumarli freschi e crudi, optare per la cottura al vapore, che rispetta i principi nutritivi.
Giorgia Andretti
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