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L’importanza dell’alimentazione in adolescenza

L’epigenetica rappresenta lo studio delle implicazioni ambientali capaci di modulare l’espressione del DNA, l’alimentazione è uno di questi fattori.  Gli effetti dei nutrienti possono essere visibili nell’immediato, ovvero nell’arco di mesi, ma anche negli anni. Nel 2019 è stato pubblicato su The Lancet uno studio – Global Burden of Disease – che ha ricercato la correlazione tra alimentazione e patologie dal 1990 al 2017 in 195 Paesi del mondo. Ebbene, ciò che è emerso chiaramente è che una dieta non sana favorisce lo sviluppo di malattie cardio-vascolari, ipertensione arteriosa, diabete mellito di tipo 2, aumento di colesterolo nel sangue e forme tumorali. I principali responsabili delle patologie collegate all’alimentazione sono: gli zuccheri semplici, i grassi saturi, l’eccesso di sale e il cibo lavorato. Inoltre, è ormai accertato che il cibo ipercalorico può creare dipendenza, esattamente come quella da alcol, droghe e fumo, perché attiva i circuiti del piacere mediati dalla dopamina a livello cerebrale.


Ruolo dell’alimentazione nell’adolescente

L’adolescenza è il periodo della vita in cui vi è il maggior aumento, in proporzione, a parte il primo anno di vita, della massa fisica, della velocità di accrescimento staturale e della massa scheletrica. L’interezza dei cambiamenti deve essere supportata da una dieta sana ed equilibrata così da soddisfare il fabbisogno di calorie, proteine, vitamine e minerali, in particolare calcio, fosforo e ferro. Psicologicamente il corpo assume il ruolo di principale strumento di comunicazione e pertanto diventa sede di ansie e conflitti. In questo senso l’alimentazione riveste un significato collegato al peso, alla forma, e all’autodeterminazione, creando le premesse per lo sviluppo di disturbi del comportamento alimentare: anoressia, bulimia, abbuffate compulsive, vigoressia e ortoressia. Ne derivano spesso diete totalmente sbilanciate e carenti negli elementi basilari necessari in questa fase della vita.


Adolescenza: non è più la famiglia ma il gruppo a dettare le regole

I giovani tendono a sperimentare comportamenti e schemi alternativi o addirittura in netta opposizione alle regole familiari, a dettare legge è il gruppo e anche l’alimentazione ne è coinvolta, esattamente come altri aspetti della vita.  Sul piano alimentare, tutto questo si tramuta in scelte che inevitabilmente comportano rischi di squilibri nutrizionali. Sono frequenti irregolarità degli orari, numerosi pasti consumati fuori casa, apporto calorico eccedente o inadeguato, diete fai da te, diete incongruamente restrittive, diete sconsiderate “alla moda”, digiuni finalizzati al controllo del peso e consumo di cibo spazzatura. A tutto questo deve essere aggiunto il consumo di alcol che, per essere omologati al gruppo, i ragazzi intraprendono come abitudine, purtroppo, senza rendersi conto dei pericoli, non solo di dipendenza, ma anche di carenze vitaminiche, squilibri calorici, tossicità d’organo.


L’alimentazione in adolescenza deve essere appropriata ai bisogni

La dieta in adolescenza deve rispettare le differenze individuali, ovvero, va personalizzata in base al sesso, all’età, al peso, al ritmo di accrescimento, all’attività fisica svolta, agli stili di vita, ai gusti personali e comunque deve essere:

  • sana ed equilibrata, con attenzione alla buona qualità nutrizionale degli alimenti;
  • varia, ispirandosi ai criteri della Piramide Alimentare;
  • adeguata in quantità e apporto calorico;
  • rispettosa delle tradizioni e delle stagioni e il più possibile a kilometro zero;
  • con giuste proporzioni tra tutti i nutrienti essenziali: carboidrati, proteine, grassi, vitamine e minerali, secondo le indicazioni dei Livelli di Assunzione di Riferimento ed Energia per la popolazione – LARN;
  • ripartita nell’arco di cinque pasti al giorno esattamente come indicato nei menù proposti quotidianamente dalla nostra Zia Vittoria 

Oltre a rispettare le regole della corretta alimentazione, dovrebbero essere evitati gli errori che purtroppo gli adolescenti continuano a commettere. Infatti, sappiamo che troppo spesso i nostri ragazzi, dagli undici ai quindici anni, non consumano la prima colazione, non mangiano adeguate porzioni di frutta e verdura e bevono troppe bibite gasate e zuccherate. I dati sono frutto di una rilevazione del Sistema di Sorveglianza Europeo – Hbsc, Health Behaviour in School-aged Children –che periodicamente raccoglie informazioni dettagliate su tutti gli aspetti collegati alla salute di adolescenti.  


Dott. Carlo Alfaro

pediatra-adolescentologo

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