I comportamenti malati sono segno di disagio psichiatrico nei ragazzi

Diabete ipertensione disturbi cardiaci rischi dei figli delle mamme sovrappeso
Diabete, ipertensione e disturbi cardiaci: tutti i rischi dei figli delle mamme sovrappeso
28 Maggio 2012
Sono tanti i bambini italiani obesi, le porzioni di cibo ai pasti vanno ridotte
30 Maggio 2012

I comportamenti malati sono segno di disagio psichiatrico nei ragazzi

bambino solo mare

bambino solo mare

Età difficile. Così è sempre stata definita l’adolescenza. Ultimamente, però, sembra che la situazione stia peggiorando. Se un tempo i segni della pubertà erano irritabilità, atteggiamento polemico e conflitti perenni verso i genitori, i ragazzi di oggi stanno andando incontro a comportamenti patologici e autodistruttivi. Certo, fortunatamente non è così per tutti. Purtroppo, però, sono sempre più numerosi i giovani con comportamenti asociali fino alla violenza e che incorrono facilmente in incidenti stradali. Corresponsabile è anche l’abuso di alcol e sostanze stupefacenti. L’età del primo drink si abbassa sempre di più, alcuni iniziano a bere già ad 11 anni ed i comportamenti sessuali promiscui sono considerati normali. Insomma, è una situazione tutt’altro che facile quella in cui i genitori sono chiamati a fronteggiare un teen-ager.

Malesseri spia di problemi psichiatrici
I segnali di un comportamento sopra le righe non vanno sottovalutati, non solo per i danni che possono procurare negli anni adolescenziali. Nei casi più seri, dove il ragazzo utilizza La violenza come prassi normale e da questo atteggiamento conseguono incidenti vari, è bene prestare la massima attenzione. Questi comportamenti alterati potrebbero infatti essere la spia di disturbi psichiatrici già in essere e che l’adolescenza sta facendo emergere con prepotenza. È l’importante conclusione alla quale sono giunti gli esperti della Società Italiana di Pediatria, nel corso del 68° congresso appena concluso. Se riconosciuti per tempo e non sottostimati come “inevitabili” per l’età, i segnali potrebbero permettere di intervenire in tempo e nel modo adeguato. Insomma, con i ragazzi di oggi più che mai è necessario puntare sulla prevenzione. Come fare? È importante osservare i propri ragazzi e imparare a distinguere i normali atteggiamenti adolescenziali da quelli che possono nascondere una patologia.

Come capire i segnali di pericolo
Secondo il professor Paolo Curatolo, direttore dell’Unità di Neuropsichiatria infantile all’Università Tor Vergata di Roma, il disagio degli adolescenti è quasi una tappa fisiologica dello sviluppo dei nostri figli. In altre parole, è normale che lo attraversino: è utile per crescere psicologicamente, formare la propria personalità alcune volte anche in opposizione a quella dei genitori. Essere perennemente in contrasto con mamma e papà è quasi normale, così come contestare le regole sociali. E anche i modi di manifestare questo disagio sono differenti: alcuni ragazzi da chiacchieroni diventano più silenziosi, altri iniziano ad assumere atteggiamenti provocatori. Ci sono alcuni segnali, però, che è bene imparare a riconoscere per limitare i danni. Cambiamenti improvvisi di umore, irritabilità immotivata, perdita di interessi anche verso quello che un tempo era fortemente desiderato: il complesso di questi atteggiamenti non deve passare inosservato.

L’importanza dell’intervento
È quindi necessario che i genitori sorveglino maggiormente i ragazzi durante la giornata, ovviamente con discrezione e senza mostrarsi preoccupati perché questo potrebbe causare una perdita di fiducia e spingerli a chiudersi ancora di più in loro stessi. Sempre con molta discrezione, è bene creare attorno ai ragazzi un ambiente protettivo, fatto di abitudini sane e controllabili, di persone fidate ed, eventualmente, ricorrere anche all’intervento di uno psicoterapeuta. Il tutto, ovviamente, senza far sentire in gabbia il ragazzino, inducendolo alla ribellione. A parere degli esperti, un fattore di rischio particolarmente rilevante è la presenza del disturbo da deficit di attenzione e iperattività – ADHD. Questa sindrome riguarda circa il 3% di tutti i bambini. In un terzo dei soggetti diagnosticati peggiora con l’adolescenza e coloro che ne soffrono hanno un rischio tre volte maggiore di soffrire di problemi psichiatrici in età giovanile e adulta.

Giorgia Andretti
Consulenza della dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia medica

Registrati o Accedi

Lascia un commento