

I quotidiani nei giorni scorsi si sono occupati della notizia: per una giovane coppia di persone con Sindrome di Down è l’impossibile trovare un appartamento in affitto, nonostante i due giovani lavorino, siano indipendenti e perfettamente in grado di gestire la loro. Oltre ad essere un episodio spiacevole è fortemente discriminate e illegale. Purtroppo, questo dimostra quanta ignoranza esista nel nostro paese verso una malattia genetica anche se compatibile con una vita normale, comprensiva dell’affettività e della sessualità.
La Sindrome di Down, così chiamata dal medico che la studiò, è detta anche Trisomia 21 perché è causata proprio da una alterazione che coinvolge il cromosoma n.21. Questa situazione è spesso legata all’età della mamma al momento del concepimento, ma ci sono anche forme indipendenti dall’età: sono le forme genetiche e possono interessare indipendentemente donne e uomini. La sindrome può essere diagnosticata attraverso l’analisi genetica, anche se già alla nascita si possono riconoscere i caratteristici tratti somatici: occhi a mandorla, viso rotondo, statura un po’ inferiore alla media. Le persone affette da questa sindrome hanno anche una salute più cagionevole e forse anche per questo motivo sono state considerate per troppo tempo diverse. Il nuovo approccio verso questo disagio consiste nel considerare le persone Down in modo multidimensionale e quindi non riducendole alla sola malattia ma considerando lo sviluppo cognitivo, l’intelligenza, la salute fisica e mentale oltre all’influsso dato dal contesto famigliare e sociale.
Oggi le persone Down sono ben integrate nella società e nell’attività lavorativa, infatti, vivere in un contesto adeguato e, intellettualmente stimolante, è possibile valorizzare le potenzialità offrendo ottime possibilità di crescita, maturazione e integrazione. Ed è necessario continuare in questa direzione, con l’aiuto di iniziative come la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi – L’amore ha bisogno di spazio – che CoorDown lancia in occasione della Giornata Nazionale delle persone con sindrome di Down, finalizzata a promuovere il diritto di avere una relazione sentimentale e una vita sessuale. La sessualità e il desiderio di vivere rapporti affettivi sono momenti essenziali per la vita di ogni essere umano che anche i giovani adulti con sindrome di Down si trovano ad affrontare nel loro percorso di crescita, ma spesso sono circondati da paure, stereotipi e mancanza di strumenti adeguati a fornire il giusto accompagnamento e ascolto. Tra incertezze, eccesso di protezione e necessario supporto, oggi più che mai è fondamentale garantire un’educazione alle relazioni e alla sessualità per vivere la vita affettiva in modo sano e soddisfacente anche per le persone con disabilità intellettiva.
Il messaggio della campagna CoorDown sarà diffuso dal – Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down, nel prossimo weekend del 9 ottobre in oltre 200 piazze d’Italia. I volontari delle associazioni aderenti al coordinamento nazionale distribuiranno il messaggio di cioccolato, realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale per promuovere i percorsi educativi condivisi di accompagnamento alle relazioni e alla sessualità, in tutto il territorio nazionale. Grazie alle centinaia di volontari, persone con sindrome di Down di ogni età insieme a genitori, fratelli e sorelle e amici, saranno in prima linea negli eventi di piazza per dare informazioni e raccontare come verranno utilizzati i fondi raccolti. In questo link tutte le piazze dove trovare i gazebo informativi
Giorgia Andretti
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