Turismo campagnolo, punture piante e animali: quali rimedi

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Turismo campagnolo, punture piante e animali: quali rimedi

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Questa sarà l’estate della montagna, della collina o della campagna immersi nel verde degli agriturismi. Sarà inevitabile l’incontro con qualche foglia di ortica o della distanza ravvicinato con qualche vespa o zanzara. Vediamo allora cosa fare se dovesse capitare uno di questi incontri, ma è anche importante avere con se, sempre l’occorrente per intervenire in caso di punture.

Eruzione cutanea dovuta al contatto con alcune piante

Il contatto con il rivestimento oleoso di edera velenosa, quercia. Ortica o il sommacco, meglio conosciuta come Rhus coriaria, pianta diffusa in Sicilia, provoca un’eruzione cutanea in molte persone. Inizia con arrossamento e gonfiore nel punto di contatto, da quel momento inizia il prurito. Le vesciche di solito compaiono dalle dodici fino a settantadue ore dopo aver toccato la pianta. Un’eruzione cutanea tipica sembra una linea rossa, il risultato della pianta che si trascina sulla pelle. L’irritazione di solito dura fino a due settimane. Per lenire le eruzioni cutanee pruriginose sono utili impacchi freddi e bagni di farina d’avena. Possono essere applicate pomate antistaminiche per placare il prurito e se, il grattare con intensità provoca delle microlesioni, sarà utile associare un antibiotico su indicazione del medico. Se l’irritazione è dovuta al contatto con l’ortica è bene non toccare né tanto meno cercare di grattare la parte per i primi cinque minuti e solo dopo versare dell’acqua fresca sulla parte ma sempre senza toccare per evitare di diffondere le sostanze irritanti che si sono depositate sulla pelle. Il sistema dello scotch aiuta ad eliminare le sostanze irritanti, ovvero stendere una striscia di scotch, fare aderire bene sulla pelle e poi strappar via. In questo modo si eliminano tutti gli elementi irritanti dalla pelle e subito dopo lavare bene la parte con acqua fresca e sapone. Ovviamente, quanto più si fa attenzione ad evitare il contatto, tanto meglio è.

Punture di insetti

Zanzare e zecche, di solito, gli insetti che pungono causano prurito intenso. Ma a volte, la reazione può essere una reazione allergia e quindi più complessa. Se il malcapitato ha segni di una reazione allergica, come eritemi o difficoltà di respirazione, sarà opportuno andare al pronto soccorso. Le punture di api e ragni, possono provocare oltre il prurito irritazioni locali. In questo caso se la puntura è quella di un’ape, un calabrone o da una vespa è necessario grattare leggermente con l’unghia per togliere il pungiglione, poi lavare bene la parte interessata.  Se a pungere è una zecca, per allontanarla dal contatto è bene utilizzare delle pinzette e subito dopo lavare con acqua fresca e disinfettare la ferita.  Se la puntura è dovuta ad un piccolo insetto è utile fare un impacco freddo sulla puntura. Se invece la puntura o morso arriva da un ragno o n setto velenoso è bene recarsi subito al proto soccorso. È comunque buona norma, quando si passeggia in campagna o in montagna, indossare un abbigliamento e scarpe adeguate, ovvero, non lasciare la pelle scoperta   e indossare scarpe chiuse. Inoltre, vanno evitati capi eccessivamente colorati e profumi intensi. Gli insetti sono attratti dal color e dall’odore scambiando le persone per fiori da cui nitrirsi!

Il piede d’atleta

Questa infezione fungina della pelle provoca rossore, prurito e bruciare ai piedi. Potrebbero essere solo vesciche e piaghe. Il piede dell’atleta è contagioso e passa attraverso il contatto diretto. Per evitarlo, è sufficiente non condividere le scarpe o camminare a piedi nudi in aree come gli spogliatoi o vicino alle piscine. Per questo vanno utilizzate creme antimicotiche. Un medico può prescrivere farmaci specifici per i casi più gravi. Durante il trattamento medico i piedi dovranno essere mantenuti sempre asciutti e indossate sempre le scarpe e calzini puliti.

Rosalina Giovannini

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