Per nutrire bene un bambino bisogna seguire una dieta varia ed equilibrata, tenendo conto che solo pochi cibi sono da evitare e che alcuni possono incidere sul sapore del latte.
Una delle prime cose di cui si deve occupare la madre dopo la nascita di suo figlio, è naturalmente l’allattamento. Il più ricco e il più sano dei cibi che si possano immaginare per il neonato è senza dubbio il latte materno: niente è più adatto di questo latte ai bisogni dei prossimi mesi per il bebè. Ma la mamma che intende allattare come deve alimentarsi per dare il giusto nutrimento a suo figlio? Non esistono delle diete specifiche per le madri nutrici. Generalmente le raccomandazioni dietetiche per la donna che allatta al seno richiedono solo minimi aggiustamenti alle sue precedenti abitudini alimentari e di stile di vita.
L’equilibrio fra gli alimenti
In linea generale, durante l’allattamento, è sempre necessaria un’alimentazione variata con cibi ricchi di proteine come uova, carne, pesce, latte, formaggi. Le proteine, sostanze che possono essere definite i “mattoni” delle ossa, della pelle, dei muscoli e degli organi interni, aiutano l’organismo del bambino a crescere bene e contribuiscono a mantenere forte quello della mamma. In particolare, la carne, contiene ferro, che serve per produrre l’emoglobina, la sostanza che garantisce la distribuzione dell’ossigeno agli organi del corpo. Il pesce, ha molti grassi omega 3, importanti per lo sviluppo del cervello del bebè. Formaggi, latte, yogurt sono la principale fonte di calcio, il minerale che dà robustezza e consistenza alle ossa. Questa sostanza è utile quindi sia per la mamma che per il bambino. Naturalmente non devono mancare pane, pasta e riso, la principale fonte di carboidrati complessi, che danno al corpo e al cervello energia a lento rilascio, garantiscono cioè per molte ore lo sprint necessario per muoversi e lavorare. Frutta e verdura contengono vitamina C, una sostanza che contribuisce allo sviluppo del sistema immunitario del bambino e a mantenere efficiente quello della mamma, e vitamina A, che aiuta molto a sviluppare la funzione della vista del bambino. Acqua o succhi, spremute, tisane, vanno bevuti a sufficienza, secondo la sete, per via dei molti liquidi che escono dal seno (il latte contiene acqua per l’87% del peso). Da sfatare la credenza popolare che “bere latte fa latte”. Questo alimento può essere assunto tranquillamente, fatta eccezione per quelle madri con forte familiarità allergica: in questi casi minute quantità di proteine del latte vaccino possono passare attraverso il latte materno e dare sintomi al bebè predisposto geneticamente. Lo stesso discorso vale per altri potenziali alimenti allergizzanti, quali noccioline americane, pesci e crostacei. E’ inutile ricordare che il piccolo non ha bisogno di fumare (la nicotina agisce sia diminuendo la offerta di latte sia passando nel latte e arrivando direttamente al bambino, che può diventare irritabile e insonne) né di bere alcolici…attraverso il seno materno! Quindi è da limitare anche il consumo di birra (che secondo la tradizione popolare ha poteri miracolosi, ma non reali, sulla produzione del latte) e di tutte le bevande alcoliche.
Il costo energetico dell’allattamento
Una donna che allatta ha bisogno di circa 500 calorie in più al giorno, margine ritenuto ampio da molti esperti. Questo vuol dire che rispetto all’ultimo mese di gravidanza, si tratta solo di fare una piccola aggiunta: l’energia in più richiesta durante l’allattamento deriverà in parte dalle riserve di grassi accumulati durante la gravidanza. E’ evidente quindi che l’allattamento non fa ingrassare, ma anzi utilizzare queste riserve di grasso, permettendo alla madre di riacquistare il proprio peso corporeo nel giro di qualche mese. Se fosse necessario dimagrire ulteriormente, è bene rimandare l’inizio della dieta a 6 settimane dal parto circa, quando cioè l’allattamento ha preso un buon avvio. E’ poi consigliabile non perdere, anche con l’aiuto di esercizio fisico, più di 500 g a settimana e di integrare l’alimentazione con vitamine e sali minerali . La lattazione è un processo che richiede che la mamma stia bene, quindi è consigliabile introdurre le calorie necessarie distribuendole nell’arco della giornata (come in gravidanza vale la regola mangiare poco e spesso). Un’altra cosa importante durante l’allattamento, è il riposo: la mamma deve imparare ad approfittare di ogni momento per fare pisolini, tenuto conto del fatto che di notte ha frequenti risvegli.
Cibi sì e cibi no
L’alimentazione materna condiziona il sapore del latte, per questo la tradizione ha accumulato col tempo una lista di cibi da escludere dalla dieta delle nutrici e altri da consumare limitatamente. In realtà da un punto di vista nutrizionale, non vi sono motivi per essere così drastici, anche perché molti di questi cibi hanno già lasciato traccia nel liquido amniotico che il piccolo ha tranquillamente “assaporato” durante la sua permanenza in utero. Inoltre, non tutti i bambini reagiscono al cambiamento di sapore del latte con un rifiuto. Il consiglio quindi è quello di mangiare tutto con moderazione per verificare le eventuali reazioni del bambino. Ma vediamo insieme quali sono questi alimenti nello specifico:
Alimenti da evitare – Carni conservate e insaccati, per evitare di assumere conservanti. Mitili, molluschi: se provenienti da allevamenti poco controllati possono veicolare i germi di infezioni gastro-intestinali. Pesce spada, alcuni sgombri, tonno fresco e in scatola sono potenzialmente inquinati dal mercurio. Superalcolici, perché l’alcool diffonde rapidamente al cervello dei lattanti. L’assunzione di cavoli, broccoli e cipolle, alimenti ricchi di zolfo, comporta la produzione di gas eccessivi nell’intestino dei lattanti: lungi dall’essere un problema per la maggior parte, alcuni però potrebbero risentirne in modo marcato. Per l’aglio assunto dalla mamma invece, è stato dimostrato che aumenta la frequenza delle suzioni del piccolo al seno!
Alimenti da consumare con moderazione Vino (un bicchiere a pasto), birra, caffè (massimo 2-3 tazzine al giorno), coca-cola, the, cioccolato. Quest’ultimo è un potente modulatore dell’umore, che può contribuire positivamente alla riuscita di un allattamento. Ma va consumato con moderazione.
Angela Salini
Ha collaborato:
Dott.ssa M. Ersilia Armeni
Pediatra, neonatologo, Consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC