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Bambini prematuri, tutti i rischi a cui vanno incontro

bambini prematuri
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Al giorno d’oggi, portare a termine senza alcun problema la gravidanza è un fatto sempre più comune. Tuttavia, ancora alcuni bambini vengono al mondo prima che giungano a compimento dei canonici nove mesi: sono i bambini prematuri. Fortunatamente, ogni ospedale è attrezzato per accogliere i piccoli con la fretta di nascere. Ostetriche e neonatologi sono assiduamente presenti con la loro esperienza e le loro competenze per aiutare il più possibile il bimbo non ancora del tutto pronto e per fornirgli le cure di cui ha bisogno.

Perché un bimbo si dice prematuro

Un bambino è detto prematuro quando viene al mondo prima della 37a settimana, ovvero all’incirca al nono mese di gravidanza, momento in cui ha raggiunto un certo peso e tutti i suoi organi sono ben sviluppati. Tuttavia, dalla 34a settimana in poi l’unica differenza che separa un bimbo nato a questa età gestazionale, cioè periodo di tempo in cui è cresciuto dentro il grembo materno da uno nato di nove mesi è il peso: infatti, alla 34a settimana gli organi del bambino sono già sviluppati, il bambino è solo più piccolo e un po’ sottopeso. Diverso è il caso dei bambini nati prima della 32a settimana o addirittura prima della 28a: a questa età gestazionale, infatti, gli organi: polmoni, cuore, apparato digerente, non sono ancora ben formati. È quindi necessario intervenire con cure particolari e con l’assistenza assidua, che oggi è garantita da tutte le strutture ospedaliere.

Le cause della nascita pretermine o prematuro

Le cause di un parto prima del tempo possono essere molte e sono legate allo stato di salute della mamma: infatti, se quest’ultima non è in perfette condizioni fisiche, il bimbo può risentirne. È come se la natura si prendesse cura del piccolo, spingendolo a nascere perché le condizioni al di fuori dell’utero materno potrebbero essere migliori di quelle interne.

Le non buone condizioni dell’utero della madre possono essere legate a diverse cause:

  • Un’infezione, come l’appendicite o la polmonite, che rischia di trasmettersi al piccolo;
  • Un regime alimentare scarso o non sano;
  • L’età avanzata della mamma;
  • Problemi della placenta: la placenta è una membrana attraverso la quale il feto attinge nel sangue materno gli alimenti e l’ossigeno di cui ha bisogno per vivere e in cui riversa i prodotti di rifiuto. Assolve così alle funzioni del sistema digerente, dei polmoni e dei reni: di conseguenza, se la placenta ha dei problemi, il feto ne risente.
  • Anemie: è l’insufficienza del numero o della qualità dei globuli rossi nel sangue.

A volte, tuttavia, non c’è un vero e proprio motivo per cui i bambini nascono prematuri: semplicemente sono pronti per venire al mondo.

Vediamo i vari gradi di prematurità

Un bambino nato prima delle 34a settimane deve essere seguito con particolare attenzione: infatti il suo organismo è molto delicato e non è ancora in grado di affrontare le condizioni ambientali esterne. Nelle strutture ospedaliere, tuttavia, esistono gli strumenti e il personale competente per seguirlo dal momento della nascita fino a quando potrà essere dimesso.

Prima della 34a settimana, gli organi interni non si sono ancora formati perfettamente: i polmoni, il cuore e l’intestino non sono ancora giunti a completa maturazione. Anche il cervello e la pelle sono molto delicati e devono essere protetti. È quindi necessario lasciarlo per qualche tempo nella culla termica, il lettino di rianimazione neonatale presente in sala parto. Questo lettino permette al personale medico di visitare il neonato e prestargli le prime cure. Subito dopo, viene trasferito nell’incubatrice, una struttura di vetro nella quale rimarrà fino a quando non avrà raggiunto un sufficiente grado di maturazione fisica e potrà essere dimesso.

Il nato prematura avrà, una volta dimesso, una vita normale

I trattamenti in incubatrice hanno lo scopo di stressare il meno possibile l’organismo del bambino, per permettere un risparmio di energie da essere impiegate per la completa maturazione di tutto il fisico. Al bimbo vengono somministrate, per bocca o per endovena, le sostanze nutritive, il ferro e le vitamine di cui ha bisogno, fino a quando raggiunge un peso e una maturazione fisica tali da poter vivere al di fuori dell’incubatrice una volta raggiunto un peso di 2,2-2,5 kg. Non sono vere le credenze di una volta, che i bambini prematuri sono più delicati: devono essere trattati come tutti gli altri bambini e non tenuti nella bambagia!

Lina Rossi

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