In gestazione le mammelle cambiano forma, appaiono turgide e gonfie. Piccoli accorgimenti aiutano a prepararle all’allattamento e, dopo, a riaverle belle come prima.
I primi cambiamenti avvertibili all’inizio della gravidanza, praticamente dal momento stesso del concepimento, sono quasi sempre quelli del seno. Questo appare gonfio, caldo, dolente e sensibile al tatto, tanto che alla futura mamma può dare fastidio anche il semplice contatto con i vestiti. I capezzoli si ingrandiscono e diventano più sensibili, mentre l’areola che li circonda diventa più scura. Intorno all’areola spesso compaiono delle piccole ghiandole secernenti oli naturali che mantengono i capezzoli morbidi ed elastici in preparazione all’allattamento. Il seno insomma cambia e cambia tanto. Iniziare a prendersene cura fin dai primi mesi significa prepararlo all’avventura dell’allattamento e aiutarlo a riacquistare, dopo, un aspetto giovane e compatto.
Un seno che si prepara ad allattare
Nella zona aumenta l’afflusso del sangue, che rende più evidenti le vene, che però, al termine dell’allattamento, torneranno come prima. Entro la ventesima settimana di gravidanza i seni sono aumentati di volume. L’aumento, che in certi casi può essere veramente notevole, è dovuto all’incremento delle cellule produttrici di latte e dei dotti galattofori. Verso la fine della gravidanza i seni cominceranno a produrre un fluido ambrato o giallino, il colostro, che sarà il primo nutrimento del bambino. In alcune donne, il colostro non viene prodotto fino a dopo il parto, quindi non c’è da preoccuparsi se non si vedono goccioline fuoriuscire dai capezzoli. Sempre in questo periodo, il seno tende a diventare ancora più sensibile, poiché si prepara alla stimolazione che il bambino produrrà succhiando dopo la nascita. In questo periodo è importante prevenire la formazione delle ragadi, inconveniente abbastanza frequente nelle prime settimane di allattamento. Questo è possibile preparando il capezzolo e rendendo più elastica la sua pelle. Per farlo basta massaggiare tutto il seno, almeno una volta al giorno, con un po’ di olio di mandorle dolci anche se la prevenzione delle ragadi trova la sua efficacia massima con il corretto attacco del bambino al seno.
Semplici trucchi per rassodarlo
Dato che dal secondo trimestre di gestazione l’aumento di volume del seno diventa molto evidente, è sicuramente consigliato l’acquisto di un buon reggiseno di cotone. Questo deve sostenere ma non comprimere, deve essere costituito di fibre naturali che lasciano traspirare la pelle ed essere privo di cucitur che potrebbero dare luogo a infiammazioni. Inoltre dovrebbe essere dotato di spalline larghe e di una fascia dorsale alta per sorreggere meglio il peso. Chi allatta può acquistare un reggiseno con coppe rinforzate e apribili, strutturate per sostenere anche durante la poppata e sicuramente più pratici. Per aiutare il seno a rimanere tonico è importante anche avere la costanza di applicare tutti i giorni un prodotto rassodante ed elasticizzate specifico per questa parte del corpo. In gravidanza e durante l’allattamento occorre scegliere i cosmetici che utilizzano sostanze naturali e testate, evitando la zona del capezzolo, a meno che il prodotto non sia studiato anche per questa parte così sensibile. Per essere tranquille si può chiedere un consiglio al vostro ginecologo o all’ostetrica, che sapranno consigliare il cosmetico migliore. I prodotti vanno applicati con un leggero massaggio circolare in senso orario e antiorario, sui seni e nella zona fino al collo, così da rafforzare tutto il decolleté. I trattamenti devono essere iniziati dai primi mesi di gestazione e proseguiti almeno fino al termine dell’allattamento, per prevenire la formazione delle smagliature.
Postura
corretta e qualche esercizio Non c’è nessun muscolo che possa impedire ai seni di dilatarsi quando aumentano di volume o che li sostenga quando si fanno troppo pesanti. Le strutture deputate a sostenere i seni sono solo i muscoli pettorali. Quindi, se si vuole conservare un seno giovane, non cascante, bisogna far lavorare i muscoli pettorali con esercizi specifici per renderli saldi e tonici, perché da essi dipende un decolleté a prova di gravità! Più quei muscoli saranno sodi, meno il seno sarà cadente. Inoltre è importante controllare il portamento: la forma del seno infatti dipende anche dalle posizioni del corpo che la futura mamma assume normalmente. Durante la fine della gravidanza e l’allattamento, quando il seno è più voluminoso, è facile assumere un portamento sbagliato: è consigliabile quindi controllare spesso la propria postura, stando con la schiena dritta, tenendo le spalle aperte, spinte leggermente all’indietro e guardando in avanti e non in basso. La notte è bene evitare di dormire a pancia in giù, in quanto si schiaccia il seno e si indebolisce la pelle, favorendo la perdita di tono. Se alla fine dell’allattamento il seno appare un po’ svuotato e rilassato, ci si può aiutare con il massaggio dell’acqua: ogni giorno si può passare sulla pelle del seno il getto di acqua fredda della doccia per qualche minuto, oppure si possono alternare spugnature di acqua fredda e calda. Entrambi sono ottimi esercizi per la ginnastica capillare, la contrazione e dilatazione dei capillari che richiamano al seno maggiori quantità di sangue così da nutrire e ossigenare la parte. Tutto questo ha un notevole effetto tensore sulla pelle e sui muscoli che costituiscono il cosiddetto “reggiseno naturale”.
Angela Salini