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La libertà di essere donne e mamme

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E’ stato pubblicato dalla Regione Lazio il rapporto sulle nascite nella regione nell’anno 2014. Balzano immediatamente agli occhi due dati:

  • Nel 2014 si sono registrate circa 800 nascite in meno rispetto al 2013, con una riduzione percentuale pari all’1,6%. Una tendenza alla diminuzione delle nascite si osserva anche a livello nazionale come evidenziato anche dai dati ISTAT. Le donne straniere residenti nel nostro paese contribuiscono alla fecondità generale, anche se, per la prima volta, il loro apporto alla natalità è sceso sotto la soglia dei 2 figli per donna, attestandosi a 1,97;
  • L’età delle donne che hanno partorito nel 2014 è così rilevata:
  1. l’1,4% donne di età inferiore a 20 anni,
  2. il 28,3% tra 20 e i 29 anni,
  3. il 60,1% tra 30 e 39 anni,
  4. il 10,1% oltre 39 anni.

Il taglio cesareo è stato praticato nel 41,3% dei parti singoli ma è naturalmente più elevato tra i parti gemellari, il 94,3%, per il ricorso naturale al cesareo dovuto all’età della madre, il 62,9% delle donne cui è praticato il cesareo ha più di 39 anni.

Maternità, un lusso per pochi
Ad una attenta analisi dei dati rilevati dall’indagine della Regione Lazio sembrerebbe proprio così, la maternità, un tempo naturale conseguenza di un atto d’amore, oggi è diventata una scelta calendarizzata e come tale rimandata a tempi migliori con il risultato di veder decrescere la natalità. E quell’unico figlio, al quale si decide di affidare il patrimonio genetico per la continuazione della nostra discendenza, finisce con l’essere cercato quando naturalmente è tutto più difficile. Il ricorso alla Fecondazione Medicalmente Assistita conferma il trend con le inevitabili conseguenze, in altre parole, gestazioni multiple con il ricorso necessariamente, tra età avanzata e primipara, al parto con cesareo. E’ questa la strada obbligata con il quale le donne di oggi e le nostre figlie domani dovranno vedersela. Di chi le responsabilità? Delle politiche sociali che non accompagnano la maternità? Della scelta della carriera sul lavoro? O degli uomini che non sono ancora pronti a condividere gli impegni che una maternità richiede? Sta di fatto che oggi non si è libere di essere madri al tempo giusto geneticamente a questo predisposte: fisiologicamente il tempo migliore per concepire e partorire è tra i 20 e 30 anni.

Riprendiamoci la maternità
Le donne di – Se non ora quando. Libere – che ben hanno compreso quanto oggi sia difficile e complicata la maternità, non solo per la donna ma per la coppia genitoriale, tornano con una nuova proposta: – Riprendiamoci la maternità! Il movimento che il 13 febbraio del 2011 ha portato in piazza del Popolo a Roma oltre 400.000 persone, torna alla ribalta per far prendere coscienza al mondo intero l’importanza della maternità e non solo alle donne ma alla coppia genitoriale, alle istituzioni, alla società tutta affinché sia privilegiato il momento più importante dell’umanità: la procreazione. Cristina Comencini, una delle donne leader del movimento, già nel suo discorso in piazza dichiarò: – La maternità rende tutte le donne uguali, senza più differenze tra razze e religioni ma per essere veramente libere di essere madri è necessario mettere in condizioni i genitori di avere gli strumenti per garantire una buona qualità della vita, citando la cancelliera Angela Merkel ed il suo impegno a triplicare il numero degli asili nido del Paese. In una chiacchierata avuta alcuni giorni fa con la Comencini, ha affermato il concetto: una società senza donne e senza figli non può svilupparsi, ecco perché bisogna chiedere alle istituzioni di fare la loro parte, con pochi asili nido, come è la realtà italiana, la maternità è una chimera, non si può allo stesso tempo lavorare e fare figli. E’ vero, dal 2011 c’è stato un grande cambiamento nel nostro Paese: le donne sono al governo, negli organismi dirigenti e prendono decisioni ma la stragrande maggioranza di loro è amputata di una parte fondamentale della libertà, quella di lavorare e procreare. Non è solo un problema femminile: lo sarebbe se la società fosse rimasta ferma e la procreazione fosse un compito affidato alle donne nelle case, com’è stato per millenni. La procreazione è la base, il fondamento del nuovo Paese costruito da donne e uomini liberi e differenti.
Ed è per onorare questo impegno del movimento che GuidaGenitori.it parteciperà e sarà parte attiva nella comunicazione, il prossimo sabato, 19 settembre alle ore 18, a Palazzo Astaldi di Roma, alla presentazione del sito www.cheliberta.it – Il coraggio di essere donne.

Rosalba Trabalzini

 

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