EFSA: stabilito il fabbisogno energetico per la donna in gravidanza

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EFSA: stabilito il fabbisogno energetico per la donna in gravidanza

Il fabbisogno energetico in numeri: se fino a oggi una stima c’era, ma era considerata un po’ approssimativa, d’ora in poi non avremmo più scuse per sgarrare e concedere a noi stessi o ai nostri figli un pezzetto di cioccolato in più o una doppia porzione di pastasciutta. Sono stati infatti definiti con chiarezza i fabbisogni energetici medi necessari a bambini, ragazzi, uomini e donne, adulti ed anziani: si tratta, in parole semplici, della quantità di calorie che possono essere assunte nelle varie età della vita, in relazione alla propria attività quotidiana, per stare bene e non accumulare chili in più. Ci ha pensato l’EFSA, ossia l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare.

La quantità di calorie per la futura mamma
Si tratta di un parere scientifico importante, pubblicato sul sito web della società, molto specifico ed illustra quale sia il fabbisogno medio di Apporto Energetico – AR, per adulti, neonati e bambini, ma anche per donne in gravidanza e allattamento. L’Authority ha precisato che si tratta di una stima il più precisa e accurata possibile dei fabbisogni calorici delle popolazioni europee. La stima aiuterà le istituzioni a elaborare e monitorare programmi nutrizionali, a promuovere la salute pubblica ed a definire le linee guida dietetiche basate sugli alimenti. I fabbisogni energetici sono stati calcolati basandosi su un indice di massa corporea normale presunto di 22 kg/m2. Per le donne in gravidanza è stato stabilito l’aumento di peso ideale partendo da una donna normopeso: 12 Kg al termine della gravidanza, tale aumento garantisce il benessere della madre e del bambino. Il fabbisogno energetico supplementare a sostegno della gravidanza e’ stato calcolato a 70 kcal al giorno in più nel primo trimestre, di 260 kcal al giorno in più per il secondo trimestre e 500 kcal al giorno in più per il terzo trimestre. Il fabbisogno energetico medio supplementare per le donne che allattano esclusivamente al seno per i primi sei mesi dopo il parto è invece stimato a 500 kcal al giorno in più, rispetto a una coetanea che non allatta. Una donna in gravidanza dovrebbe assumere circa 2300-2600 calorie al giorno.

Come deve alimentarsi una donna in attesa?
È quindi importante curare con particolare attenzione il modo di alimentarsi durante l’attesa. Nel primo trimestre, come ha precisato l’EFSA, l’alimentazione non deve essere troppo differente, in termini di apporto calorico quotidiano, rispetto a quando non si è in gravidanza. Le 70 calorie in più consigliate equivalgono, per esempio, a un paio di biscotti a colazione rispetto alla dose che normalmente ci si concede, oppure a un frutto: una mela o una pera, oppure una piccola porzione di pane, o a una porzione appena più abbondante di carne o di pesce, o ancora, 20 grammi in più di pasta o riso nel piatto. È meglio mantenersi entro questo range nel primo trimestre, quando l’appetito non è eccessivo. Molte donne, anzi, nel primo trimestre perdono addirittura un po’ di peso, a causa delle nausee che sono frequenti proprio all’inizio della gestazione. Nel secondo trimestre, le nausee solitamente si risolvono e l’appetito inizia a farsi sentire: il corpo della donna sta formando un piccolo essere vivente e quindi consuma più energia per l’aumentato metabolismo. Ma la neo-mamma ha anche bisogno di accumulare un po’ di tessuto adiposo di scorta: un geniale trucco della natura, caratteristico di tutti i mammiferi, per garantire all’organismo materno e alla creatura in arrivo il sostentamento energetico anche in caso di carestia anche se del tutto improbabile al giorno d’oggi. Le 270 calorie in più suggerite dall’EFSA possono essere così ripartite, sulla base di una normale giornata: un biscotto o una fettina di torta o un frutto a colazione, una porzione di 50 grammi in più di carne o pesce a pranzo, 40 grammi di pasta o riso o cereali a cena. È concesso qualche strappo, insomma: un pezzetto di cioccolato fondente, una tisana rilassante con un cucchiaio di miele, un pacchetto di crackers, qualche scaglia di formaggio stagionato. È bene non esagerare: la donna incinta non deve mangiare per due, ma doppiamente meglio.

Attenzione soprattutto nell’ultimo trimestre
Dal settimo mese in poi, la richiesta calorica sale: fino a 500 calorie in più al giorno, parlando sempre di una donna normopeso ed aumentata in modo graduale, dietro l’approvazione del ginecologo. L’ultimo trimestre è il periodo in cui la gestante accumula in assoluto più peso. Questo succede anche se la futura mamma non mangia molto: tutte le calorie si trasformano in energia di riserva, indispensabile per il completamento della crescita del bambino. In questo periodo, alcune donne hanno un forte appetito, altre mangiano meno: il feto, ormai ingombrante, preme sullo stomaco causando difficoltà digestive. È comunque bene trattenersi, soprattutto dagli alimenti dolci, possono causare picchi insulinici e predisporre al diabete gravidico ed i cibi salati, responsabili di ritenzione idrica e di ipertensione, con tutti i disturbi correlati. È bene mangiare sano, privilegiando carne ben cotta ricca di ferro e pesce per aiutare lo sviluppo nervoso del feto. I cereali, in moderate quantità, scelti in versione integrale favoriscono il transito intestinale. Sì a frutta e verdura, ben lavata e disinfettata con acqua e bicarbonato fin da quando si scopre di essere in attesa: tiene lontana la toxoplasmosi.

Giorgia Andretti

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