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Tiroide capricciosa nel puerperio

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La tiroidite post-partum spesso si risolve da sola, ma in caso contrario va curata. Da sabato 17 a lunedì 19, in occasione della “Giornata della Tiroide” controlli gratuiti in tutta Italia.

Stanchezza, sonnolenza e una perenne spossatezza; al contrario, difficoltà a prendere sonno, malessere e attacchi di ansia. Sono questi problemi apparentemente “normali” dopo la gravidanza e il parto, quando il fisico è messo alla prova dall’allattamento, dalla mancanza di riposo e dall’impegno che richiede il neonato. Ma proprio perché le difficoltà che si incontrano sembrano banali si tende a trascurarle, anche se presenti per tanti, troppi mesi dopo il parto. Una visita dal ginecologo o dall’endocrinologo sarebbe opportuna metterla in programma se non ci si sente nel pieno delle energie, per escludere o diagnosticare eventuali disturbi della tiroide che vedono il loro insorgere proprio con sintomi apparentemente banali. Secondo gli esperti infatti, una donna su dieci dopo il parto va incontro ad una tiroidite, malattia infiammatoria della ghiandola situata alla base del collo, produttrice di ormoni importanti per il benessere di tutto l’organismo.

La maternità può far emergere il disturbo
La tiroidite non è legata soltanto al parto ed al puerperio, il fattore genetico è quasi sempre presente ricorrendo spesso all’interno della stessa famiglia. In gravidanza, il corpo della mamma vive in uno stato di benessere legato alla scarsa attività del sistema immunitario ed è grazie a questa realtà che la patologia tiroidea resta silente, per proteggere lo sviluppo del feto in via di formazione. Malesseri, infiammazioni e problemi ricorrenti legati in un modo o nell’altro all’attività immunitaria oltre ad altri disturbi si presentano con minore intensità durante la gravidanza. Dopo il parto, quando il sistema immunitario riprende la sua normale attività, eventuali problematiche tiroidee latenti emergono come sintomo. Le malattie infiammatorie della tiroide, cioè le tiroiditi, ne sono un esempio. Si verificano allora periodi di tireotossicosi, con aumento degli ormoni tiroidei nel sangue e sintomi di ipertiroidismo, alternati a periodi di ipotiroidismo. Questa alternanza è tipica della tiroidite post partum. Nel periodo della tireotossicosi, l’organismo va letteralmente su di giri: le neo-mamme perdono peso, non riescono a riposare e sono soggette ad attacchi di ansia. Al contrario, quando, l’attività della tiroide rallenta, si è giù di morale, svogliate e perfino un po’ depresse. Tali sintomi spesso vengono confusi con i malesseri psicofisici tipici del dopo parto e possono indurre a non richiedere una visita specialistica, nella convinzione che siano disturbi passeggeri e che si attenuino spontaneamente.

Dal medico se i malesseri non si risolvono
In molti casi, entrambi i disturbi di iper ed ipo tiroidismo sono transitori e si risolvono pochi mesi dopo il parto, quando tutto l’organismo si assesta. Se, al contrario, il disagio continua, è bene rivolgersi ad un endocrinologo per una visita del collo e per effettuare esami specifici: ecografia della tiroide per visionare la struttura della ghiandola e gli esami ematochimici per il dosaggio degli ormoni tiroidei, tiroxina o T4 e tri-iodotironina o T3, oltre che la presenza di anticorpi diretti proprio contro la tiroide, anticorpi anti-tiroide. Se dagli esami si dovesse evidenziare la presenza di un ipotiroidismo, lo specialista consiglierà alla mamma la somministrazione di ormone tiroideo puro che va a sostituire l’attività ghiandolare. L’ormone deve essere assunto dietro controllo medico e nelle dosi adeguate ed è assolutamente innocuo per il neonato in caso di allattamento al seno. La tireotossicosi di solito causa sintomi fastidiosi ma non gravi, come la tachicardia, che devono essere affrontati con una terapia adatta. Entrambe queste forme di alterazione del funzionamento della tiroide sono transitorie ma nei soggetti predisposti geneticamente, possono permanere a lungo e trasformarsi in una malattia autoimmune della tiroide, come la Tiroidite di Hashimoto caratterizzata da ipotiroidismo o il Morbo di Basedow, la forma di ipertiroidismo.

Controlli gratuiti e informazioni non solo alle mamme
Le cure per la tiroide sono semplici, ma i malesseri legati alla ghiandola vengono troppo spesso trascurati. Sabato 17 e domenica 18 aprile, in occasione della Giornata della Tiroide, medici e volontari in tutta Italia saranno a disposizione dei cittadini per la distribuzione di materiale informativo e per uno screening gratuito, destinato in modo particolare a coloro che non hanno una patologia tiroidea già accertata e quindi non sono già in cura da un medico endocrinologo. La manifestazione è promossa e organizzata dalle associazioni dei pazienti, con il patrocinio dell’Associazione Italiana della Tiroide (AIT), dell’Associazione Medici Endocrinologi (AME) e della Società Italiana di Endocrinologia (SIE). Per sapere dove rivolgersi nella propria regione si può consultare il sito web www.giornatadellatiroide.it alla pagina “Dove ci trovi”.

 

Roberta Raviolo

 

Ha collaborato:
Prof. Paolo Vitti
Professore Ordinario

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