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Musei per tutti i gusti / 1

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Pane, pasta, olio e sale: ecco la prima parte del nostro viaggio in tre puntate tra i musei italiani del cibo

Al supermercato li troviamo pesati ed imbustati con involucri attraenti e voluminosi, li riconosciamo per i colori delle confezioni delle marche più note ed una volta aperti la maggior parte degli alimenti torna ad essere anonima per la maggior parte delle persone, pur conservando una storia a volte millenaria. Anche se ancora non è comparsa tra i banchi dei nostri negozi l’inquietante bomboletta di formaggio spray che da molti anni circola nei supermercati americani, per non correre il rischio che i bambini pensino che lo yogurt cresca nei vasetti, come proponeva in passato uno spot pubblicitario, potrebbe essere divertente ed istruttivo al tempo stesso scoprire con tutta la famiglia i musei del cibo disseminati sul territorio italiano. Ecco, allora, qualche suggerimento per trascorrere una gita originale che farà venire l’acquolina in bocca anche ai meno golosi.
Questo insolito viaggio sarà diviso in tre appuntamenti: il primo dedicato ai cibi di base per l’alimentazione come il pane, la pasta l’olio ed il sale; il secondo al vino ed ai cibi della nostra tradizione come il parmigiano, la mela e la castagna, o a cibi particolari come il tè ed il peperoncino; il terzo, infine, ai dolci come il cioccolato, il gelato ed il miele.

Pane, pasta , olio e sale: sono alimenti di base in gran parte del mondo, ma hanno nel nostro paese una particolare tradizione. L’ingegno e la fantasia dell’uomo li hanno trasformati attraverso procedimenti lunghi e a volte difficili in cibi non solo nutrienti ma anche gustosi e quanto mai vari. Una visita nei musei dedicati ad essi permetterà a grandi e bambini di entrare in contatto con la tradizione contadina del nostro paese, ma anche con la tecnologia e gli strumenti di produzione più recenti. Soprattutto, in alcuni casi, sarà possibile scoprire come di una materia prima fin dall’antichità,ad esempio l’olio, siano stati fatti usi non unicamente legati all’alimentazione, ma anche a molti altri aspetti della vita quotidiana.

I musei del pane
Profumato, morbido e fragante, ma anche nero e secco, al pane, l’alimento più antico e di base, sono dedicate molte sezioni dei musei della civiltà contadina . Esistono però alcuni musei dedicati interamente a questo cibo che ne ripercorrono le fasi di lavorazione e la storia. In Lombardia, ad esempio, Il Museo del Pane a Sant’Angelo Lodigiano, in provincia di Lodi, ospitato nel Castello Bolognini fin dal 1983, presenta le materie prime da cui si ottengono le farine per le panificazioni: i cereali, come il grano tenero, il grano duro, l’orzo, il riso, il mais, il miglio, il sorgo, l’avena e la segale, e ben 100 tipi di grano coltivati nei primi anni del 1900 provenienti da una collezione privata. La più grande curiosità sarà destata però dalle oltre 500 forme di pane esposte, provenienti da tutto il mondo. Per capire come queste si possano realizzare sarà interessante osservare le impastatrici, gli attrezzi del fornaio, un banco da lavoro per impastare a mano e la ricostruzione di forni antichi del primo ‘900. Non manca, infine, una sezione dedicata ai pani artistici.
Informazioni: Tel. 0371.21.11.40
www.castellobolognini.it

Anche in Sardegna, a Borore, in provincia di Nuoro, nel Parco Delogu, il Museo del pane è dedicato alla produzione e alla lavorazione del pane, inteso “sia come cibo primordiale e universale, sia come simbolo e metafora, risorsa e bene culturale”.
Informazioni: Tel. 0785.860.23
www.comunediborore.it

I musei dell’olio
Se qualcuno ancora crede che sia sufficiente staccare un’oliva dall’albero per mangiarla, sarà opportuno che visiti uno dei musei italiani dedicati all’olio d’oliva, il condimento più sano e molto antico, commercializzato già dai Fenici. Ad Imperia il Museo dell’Olivo è un interessante esempio di museo aziendale allestito in ben 17 sale in una palazzina liberty grazie alle raccolte dei Fratelli Carli, fondatori fin dal 1911 dell’omonima industria olearia. Durante il periodo della raccolta delle olive (da dicembre a marzo) è possibile visitare un modernissimo frantoio in funzione.
Informazioni: Tel. 0183. 29.57.62

Il Museo dell’olio della Sabina di Castelnuovo di Farfa, in provincia di Rieti, allestito nel cinquecentesco Palazzo Perelli illustra, in un percorso che si estende tra città e campagna, la storia dell’olio d’oliva in questa terra. Grazie ad una sala multimediale si potrà accedere ad informazioni sulla storia e sulle tradizioni dell’olio. Nella “sala della memoria” si potrà assistere a proiezioni di video mentre, successivamente, si vedranno il frantoio settecentesco e la “Sala delle macchine”, con una collezione di presse olearie dal XVI al XX secolo. La particolarità del museo è la presenza di opere d’arte contemporanea realizzate da artisti di fama internazionale invitati ad interpretare gli spazi ed il tema del luogo.
Informazioni : Tel. 0765.3. 370

A Torgiano in provincia di Perugia, Il Museo dell’Olivo e dell’Olio, realizzato all’interno di alcune abitazioni medievali, ospita sezioni tematiche che affrontano tutti gli aspetti che riguardano la pianta, la sua coltivazione e la sua evoluzione nel tempo, senza trascurare, però, l’aspetto storico e l’uso dell’olio in molti aspetti della vita quotidiana, come l’illuminazione, l’economia, il paesaggio, la religione, la medicina, l’alimentazione, lo sport, la cosmesi, il calore e l’ artigianato. Da non perdere la raccolta di lucerne ad olio dall’età arcaica al neoclassicismo.
Informazioni Tel. 075. 98.80.300

Al Museo dell’Olio di Cisano Bardolino, sul lago di Garda, in provincia di Varese, presso l’oleificio Cisano del Garda sono esposti pezzi molto rari, quasi tutti in legno, che testimoniano una cultura e una tecnologia di tipo artigianale cui appartengono anche interventi e modifiche apportati dai singoli. Oltre ad un frantoio del XIX secolo, ancora funzionante, vi si trovano l’antica pressa a leva, sistema già utilizzato dagli Egizi, le mole di pietra per la frangitura trainate dagli animali, i più recenti torchi a vite ed arnesi e suppellettili che venivano utilizzate nel frantoio.
Informazioni: tel. 045. 62.29.047

In Puglia, nei locali di un’antica masseria, tra una foresta di olivi creata dai monaci che la abitarono tra il XII secolo fino al XVII secolo, è stato allestito un Museo dell’olio. Il Museo si trova in contrada Sant’Angelo de’Graecis, nelle campagne di Fasano, in provincia di Brindisi. I visitatori, oltre a degustare profumate bruschette o friselle, potranno vedere mole, presse in legno e in metallo, catini, fiscoli, mortai, cordami, finimenti per muli, olle, bottiglie, strumenti a vapore, sentine, raccolti nelle campagne circostanti dagli attuali proprietari della Masseria.
Informazioni: Tel. 080.44.13.471.

Il museo del sale
Chi visiterà il Museo del Sale di Nubia presso Paceco in provincia di Trapani con le suggestive saline annesse, scoprirà, suo malgrado, che quello che arriva sulle nostre tavole è in gran parte sale di miniera estratto dal sottosuolo e non dal mare. La raccolta e la lavorazione del sale, fortemente legate un tempo all’economia locale, ed oggi in forte declino, sono documentate nel museo attraverso oggetti tipici del mestiere del salinaro: pale, mazze, ceste, corde, carriole, antiche attrezzature e fotografie sulla produzione del sale. E’ possibile, inoltre, visitare tre mulini a vento restaurati. Il Museo è aperto tutto l’anno e per osservare anche le fasi di raccolta del sale i periodi più adatti sono giugno, agosto e settembre.
Informazioni: Tel. 092.38.67.442

Il museo della pasta
Anche la pasta merita un museo ed è proprio a Roma la città in cui ha sede Il Museo Nazionale delle Paste Alimentari, gestito dalla Fondazione “Vincenzo Agnesi”. Il museo offre ai suoi visitatori la possibilità di scoprire come dal grano nasce la pasta, illustrando attraverso undici sale espositive i procedimenti usati nell’impastatura e nell’essiccamento, sia nell’antico processo artigianale che nella moderna tecnologia industriale. Si scoprirà con piacere, inoltre, che proprio grazie all’esperienza italiana è stata realizzata la pasta secca esportata in tutto il mondo. Non mancano, infine, accanto alle informazioni nutrizionali, documenti che illustrano l’iconografia della pasta nell’arte antica e contemporanea.
Informazioni: Tel. 06. 69.91.119

 

Elena Paloscia

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