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Un’epidemia di obesità

L’allarme dei pediatri degli Stati Uniti: nove milioni di bambini e teen-ager è gravemente sovrappeso

Se gli Stati Uniti sono, come affermano molti, il nostro futuro. Il nostro futuro sarà popolato di bambini e ragazzi grassi o in soprappeso. I pediatri americani sono tornati a lanciare l’allarme e a mettere sotto accusa le abitudini alimentari dei più giovani. Ogni giorno almeno un terzo dei bambini e degli adolescenti americani tra i quattro e i 19 anni mangiano cibi da fast food. Sono 187 calorie in più al giorno che rischiano di tradursi in media in un aumento di peso di tre chili a testa aggiuntivi ogni anno. E’ una cifra alta ma non sorprendente, secondo David Ludwig e gli altri autori di uno studio condotto dal Children’s Hospital di Boston e pubblicato sul numero di gennaio della rivista “Pediatrics”: ogni anno le catene di fast food spendono miliardi di dollari in pubblicità diretta ai ragazzi. La ricerca, condotta su oltre seimila ragazzi e ragazze in ogni regione geografica e in ogni classe sociale, ha dimostrato che sono stati soldi spesi molto bene: il consumo di hamburger e patatine e altri alimenti del genere tra bambini e adolescenti è quintuplicato rispetto agli anni Settanta.

Ma non sono solo i fast food a essere finiti sul banco degli imputati davanti a una vera e propria corsa all’ingrasso del ragazzo americano tipo: in un appello pubblicato recentemente sulla stessa rivista “Pediatrics”, l’Accademia Americana di Pediatria ha raccomandato alle scuole di mettere al bando le macchinette per la distribuzione automatica di Coca Cola, Pepsi e altre bibite gassate o ad alto contenuto zuccherino. Negli Stati Uniti ossessionati dalle diete (nei primi giorni di gennaio giornali e televisioni sono stati fervidi di consigli alimentari su come perdere i chili di troppo accumulati dopo le feste), l’iniziativa dei pediatri americani mira a contenere l’epidemia di obesità che affligge la fascia più vulnerabile: i ragazzi, tra i quali i chili di troppo provocano problemi di salute ma anche disagi mentali. Uno su tre dei nati nel Duemila sarà certamente diabetico se non si correrà presto ai ripari, ha avvertito un recente studio del centro per la prevenzione delle malattie di Atlanta mentre una ricerca della Duke University della North Carolina ha scoperto che bambini e adolescenti sovrappeso soffrono più facilmente di depressione e di un disturbo mentale che li porta a opporsi marcatamente alle regole.

Ecco dunque l’intervento dell’Accademia dei pediatri, che ha fatto appello ai suoi membri perché contattino presidi e provveditori e li invitino a sentirsi responsabili della corretta alimentazione degli studenti a loro affidati. Il 15 per cento circa dei ragazzi americani – circa nove milioni di bambini e teen-ager – tra i sei e i 19 anni è gravemente sovrappeso. Nel 1980 i ragazzi obesi erano appena il cinque per cento. Alcune scuole negli Usa hanno posti limiti ai contratti con i distributori di bibite e di fast food, ma spesso per gli amministratori scolastici il legame con l’industria delle bollicine è difficile da spezzare. I lucrosi contratti per la collocazione di macchine per la vendita automatica di bibite sono infatti quelli che consentono alle scuole di finanziare attività extrascolastiche e doposcuola. I pediatri Usa hanno esortato presidi e provveditori a rescindere questi contratti. “L’obiettivo di questo documento è di far sapere alle scuole che hanno un ruolo nella attuale crisi dell’obesità e che hanno delle misure a disposizione che possono prendere se vogliono correggere la rotta”, si legge nell’appello su “Pediatrics”. Le bibite sono una fonte comune di chili di troppo: secondo i pediatri Usa dal 56 all’85 per cento degli scolari Usa consuma almeno una bibita al giorno, di solito nella versione zuccherina e non in quella dietetica.

 

Angela Salini

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