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Nuvolanera

Storia di una nuvoletta triste che non vedeva mai il sole, ma che un giorno il vento fece volare

Un giorno, non troppo lontano, c’era una nuvola in cielo grande grande grande… tanto grande che riusciva a coprire tutta una città. Le sue compagne la chiamavano “nuvolanera” e la prendevano sempre in giro perché era così grossa, mentre loro erano piccole piccole e riuscivano a muoversi velocemente nel cielo cullate dal vento. Quando incontravano Nuvolanera si vantavano sempre di aver attraversato così paesi vastissimi, fiumi che sembravano nastri colorati, montagne innevate e città grandissime. I loro racconti facevano venire in mente a Nuvolanera immagini di mondi fantastici, che lei non avrebbe potuto vedere perché pesante come era il vento non voleva mai spingerla. Questi racconti mettevano tanta tristezza nel cuore di Nuvolanera e lei allora incominciava a singhiozzare.. “sigh, sigh, povera me. Sono disperata… nessuno mi vuole, mi lasciano sempre tutti sola, le mie compagne, le nuvole, per prime, e poi il vento e anche il sole che non viene mai a riscaldarmi e ad avvolgermi con i suoi raggi perché sono così grande e grassa e brutta…” . Povera Nuvolanera!

Era sempre triste e quando piangeva cadevano dai suoi occhi lacrime grandissime, che scendevano giù, giù, sempre più giù trasformandosi in goccioloni di pioggia. I suoi singhiozzi diventavano tuoni che spaventavano le persone laggiù nella città. I bimbi cominciavano a piangere, gli uomini correvano al riparo delle case, i cani e i gatti si rifugiavano nelle loro cucce…E ogni volta Nuvolanera, vedendo tutto quel correre e scappare e piangere, diventava ancora più triste, piangeva ancora di più…. E non si accorgeva che piangendo diventava ogni volta sempre un pochino più piccola, un pochino meno nera e un pochino meno brutta. Era talmente presa dalla sua tristezza che non si accorgeva nemmeno di diventare più leggera e di viaggiare un pochino più veloce.

Un giorno il Vento, che non le rivolgeva mai la parola, le disse: “Cara Nuvolanera che ne diresti di fare un bel viaggetto con me e di andare a vedere paesi e posti nuovi?””Accetto volentieri” disse Nuvolanera, che non credeva di essere stata finalmente invitata da qualcuno. Ora poteva vedere anche lei tutti quei posti fantastici che le avevano sempre raccontato le sue compagne.
“Bene” disse allora il Vento “prepara le tue valigie e domani alle 5 in punto verrò a prenderti”
Nuvolanera era tutta contenta, passeggiava nel cielo tutta impettita, orgogliosa di essere stata scelta lei, questa volta, e faceva finta di non vedere gli sguardi invidiosi delle compagne, le altre nuvole.
Indossò un vestito di un colore bianco come il latte, acquistò dal Sole alcuni suoi raggi e si cucì un cappotto color rosa, che brillava tutto e cambiava colore, ora sembrava arancione, ora giallo, ora di nuovo rosa. Quando arrivò il momento tanto atteso della partenza, indossò il suo cappotto tutto nuovo e si specchiò nelle acque del lago. Non si riconosceva…non era lei quella nuvola laggiù, così bella ed elegante, non era possibile… allora tutto quel piangere e disperarsi era finalmente servito a qualcosa!

Arrivò il Vento, la prese a braccetto e… iniziarono il viaggio. Finalmente!
Nuvolanera si sentiva leggera leggera. Incominciò a muoversi prima lentamente, poi sempre più forte, più forte, più forte fino a che la testa non incominciò a girarle tutta. Vedeva le compagne accanto a lei rimanere indietro, le sorpassava tutte, vedeva le città, i fiumi, le montagne correre velocemente sotto di lei, diventare puntini, macchie di colore…miscuglio, macedonia…..dove erano le persone? Dove erano i fiori? Dove erano i profumi? Era tutto mischiato, non si distingueva niente, non sapeva dove fosse, e quella linea laggiù che cosa era? E quel punto? Dove erano le città fantastiche che le avevano descritto le compagne invidiose, dove erano le cose meravigliose tanto attese? Adesso sotto di lei era tutto confuso…era diventato tutto proprio un bel ….niente.
Allora Nuvolanera capì che era arrivata la sua fine, che quello sarebbe stato per lei l’ultimo viaggio, capì che aveva passato la sua vita a piangere e a disperarsi per qualcosa che non aveva, senza capire che invece era una nuvola ricca, aveva gli odori e i profumi della terra a farle compagnia, i bambini che giocavano a rincorrersi con lei, gli uomini che giocavano a nascondino sotto gli ombrelli, le città che dopo i suoi singhiozzi profumavano di buono e di pulito e sapevano di casa. Capì di avere rincorso per tutta la vita qualcosa di fantastico che non esisteva, di aver creduto ai racconti di compagne invidiose della sua ricchezza, capì che era ricca perché vedeva le cose con gli occhi del cuore e sapeva amare e allora pianse, pianse, pianse… fino a che di lei non rimase null’altro che un’ultima unica sola lacrima, che scese giù, giù fino al grande lago nel quale si era specchiata prima di partire. Si unì alle altre gocce che formavano l’acqua del lago e fu finalmente… felice.
Ciao Nuvolanera!
Se volete conoscerla dovete andare a vedere quel lago, non è difficile capire chi di quelle goccioline d’acqua è Nuvolanera: è la più felice, quella che gioca con i bimbi che fanno il bagno nel lago, che si schizzano con l’acqua, che fanno nuotare le barchette… salutatela con un sorriso e lei sarà per sempre vostra amica.

 

Luisella De Vitis

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