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La paternità in un test

Cresce anche in Italia il ricorso all’esame del Dna, ma a pagare le conseguenze dei risultati sono i bambini.

Prima gli Stati Uniti, poi la Francia, quindi la Germania. Ora tocca all’Italia: è boom dei test di paternità effettuati attraverso l’esame del Dna. Stime ufficiali non esistono ancora, ma i responsabili dei laboratori di analisi che offrono prove genetiche parlano di un aumento delle richieste pari al 15 per cento annuo. Al calcolo sfuggono poi quanti, per meglio difendere l’anonimato, evitano i laboratori e risolvono i dubbi con i kit di paternità offerti via internet dai laboratori stranieri. Non devono essere poi così pochi se la tedesca Labtest, ha pensato fosse conveniente tradurre anche in italiano i testi del suo sito internet vaterschaftests.ch. Ora, anche per chi non conosce le lingue e non può affidarsi ad uno degli oltre 50 laboratori statunitensi che offrono ormai da anni lo stesso servizio, tutto è più chiaro.

Come funziona il test di paternità
Basta un versamento di poco più di 651,000 Euro (circa un milione e 300 mila lire) su un conto corrente della Deutsche Bank, per ricevere a casa il kit di paternità che consiste in una confezione di sei tubetti di plastica sigillata contenenti dei bastoncini cotonati, con i quali raccogliere due campioni di saliva del papà, due del bambino e, possibilmente, due della mamma. Fatti i prelievi si spedisce tutto a Berlino e nel giro di poche settimane si riceve la risposta. Se poi non è possibile prelevare i campioni di saliva della mamma, magari perché si sta facendo tutto all’oscuro dell’altra metà della coppia, nessun problema: la Labtest assicura di poter fornire comunque una risposta, ma con “affidabilità leggermente inferiore”. Il prezzo però, si preoccupa di precisare la società “resta invariato”.
La cosa non è comunque molto diversa se ci si rivolge ad un comune laboratorio di analisi, dove solitamente si preferisce ricorrere ad un piccolo prelievo di sangue in sostituzione del campione di saliva. L’importante è avere un campione di materiale biologico dal quale estrarre il Dna, che viene frammentato e replicato per averne una quantità sufficiente da mettere a confronto. I progressi della ricerca genetica assicurano al confronto del patrimonio genetico del figlio con quello del padre una attendibilità del 100 per cento per quanto riguarda l’esclusione di paternità e del 99,9 per cento per quanto riguarda la compatibilità.

Nessuna legge, molte conseguenze
Il test di paternità, dunque, è in grado di risolvere i dubbi. Ma il problema è davvero, solo quello del dubbio? Non sono forse altre le questioni che un test di paternità lascia aperte? E’ vero, ad esempio, che mentre il volume di un affare che specula sulle incertezze umane cresce, le conseguenze di un esame genetico di questo tipo continuano ad essere sottovalutate. Nonostante gli appelli della commissione sui test genetici istituita dal Ministero della Salute e le proposte dell’Associazione italiana di genetica umana, non esiste in Italia nessuna norma che impedisca al padre di effettuare il test senza il consenso della madre o vieti ad un laboratorio di analisi di accettare la richiesta. Certo l’esame non ha validità legale. Per averla infatti, essendo il minore sotto potestà genitoriale l’esame andrebbe fatto con il consenso di entrambi e con il coinvolgimento del Tribunale per i minorenni. L’unico che possa tutelare il bambino, nel caso in cui il padre, che scopre di non essere più il padre, decidesse di disconoscerlo.
Perché è questo il vero problema: sono soprattutto i bambini a pagare le conseguenze del risultato di un test di paternità. Nel 10, 15 per cento dei casi, rivelano le ricerche, gli uomini scoprono che il proprio patrimonio genetico non è compatibile con quello del figlio. Con inevitabili, immediate e dolorose conseguenze. Così la risposta ad un esame di laboratorio si rivela per quello che è. Per un bambino corrisponde ad una condanna senza appello, ad una perdita affettiva immediata e lacerante. Resta da chiedersi quale sia il valore di un rapporto che ha bisogno di un testa di paternità per nutrirsi di verità. Ma questa, forse, è un’altra storia.

In Rete:
Tutte le informazioni sul test di paternità

 

Matteo De Matteis

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