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Il maialino vanitoso

Non lo amavano molto nella fattoria in cui viveva ed era triste finché un giorno non incontrò un cinghiale

In una grande fattoria viveva insieme a tanti altri animali un maialino molto vanitoso.
Ogni mattina appena si svegliava andava a farsi il bagno nell’abbeveratoio della scuderia, dove trovava acqua fresca e pulita. I cavalli però, ai quali non piaceva bere acqua sporca a causa sua, lo cacciavano via a colpi di zoccolo e protestavano. Poi il maialino andava nel pollaio a rubare qualche piuma da mettere fra le orecchie, ma anche lì veniva cacciato a beccate. Allora si dirigeva in giardino e andava a passeggiare tra i fiori, ma la contadina appena lo vedeva lo cacciava via in malo modo. Quando poi il fattore lo sorprendeva in giro a pavoneggiarsi, lo spingeva a forza nel recinto dei maiali. Il povero maialino si trovava così fra i suoi compagni che, secondo lui, erano dei veri maleducati, visto che si rotolavano nel fango, grugnivano e mangiavano tutto il giorno qualunque cosa gli venisse offerto. Lui invece, che ci teneva a mantenere la linea, seguiva una dieta e sbocconcellava solo una mela al giorno. La sera poi scappava dal recinto dei maiali e andava a dormire nella cuccia del cane, più pulita del porcile, ma siccome russava, veniva ben presto cacciato anche da lì.

Il povero maialino era stanco di essere così maltrattato ed era triste perché non riusciva a sentirsi bello nella fattoria. Un giorno, insieme agli altri maiali, il contadino lo fece salire in un camion, e dopo un breve tragitto si ritrovò sulla piazza del mercato. Dopo un po’ che erano al mercato un uomo si avvicinò al contadino e gli disse: “Compro tutti i maiali, tranne quello là, che è troppo magro”. Il contadino concluso l’affare si incamminò verso casa, e spingendo in malo modo il maialino, gli diceva: “Che impiccio! E adesso che me ne farò di te? Nessuno ti vuole e alla fattoria continuerai solo a infastidire tutti.” Strada facendo il contadino decise di sbarazzarsene e lo abbandonò sul bordo della strada. Il maialino solo e spaventato si inoltrò nella foresta e improvvisamente incontrò un enorme cinghiale che con un gran vocione disse: “ Ti sei perso?” “No”, rispose tremando il maialino, “Ritorno dal mercato dove nessuno mi ha voluto comprare e così il mio contadino mi ha abbandonato” e scoppiò in lacrime. “Beh” gli rispose il cinghiale “ritieniti fortunato perché a quest’ora saresti già trasformato in salsiccia! Starai più tranquillo qui, ma dovrai farti ben volere. Noi infatti non amiamo quelli della fattoria.”

Improvvisamente si sentirono delle grida, latrati di cani e zoccoli di cavalli al galoppo. “I cacciatori!” gridò il cinghiale “Per chiacchierare con te ho perso tempo e non posso più mettermi in salvo…proverò a nascondermi dietro quei cespugli.” Il maialino invece, non abituato alla vita della foresta e un po’ frastornato, non si mosse di un passo. “Ancora lui!” gridarono in coro i cani, i cavalli e i cacciatori quando lo videro “Non ti è bastato quanto ci hai scocciato alla fattoria? Ora vieni a rovinarci la festa anche nella foresta!” E se ne andarono di corsa nella direzione opposta.
Il cinghiale allora uscì dal cespuglio e disse al maialino: “Grazie! Mi hai salvato la vita. Ora sei dei nostri.” E lo portò nel suo gruppo. Il maialino finalmente libero e felice, visse con i cinghiali nella foresta, facendo ogni giorno il bagno nel ruscello, adornandosi con i fiori di campo profumati e dormendo in un prato verde.

 

Domizia Luzzi

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