Le piccole donne crescono, alcune di loro purtroppo, un po’ troppo violente

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Le piccole donne crescono, alcune di loro purtroppo, un po’ troppo violente

La notizia è stata divulgata solo due giorni fa, anche se l’episodio è accaduto i primi giorni di settembre in un centro commerciale di Rimini. E’ una di quelle notizie che non vorremmo mai leggere, ma quattro ragazze ed un ragazzo, tutti adolescenti, si sono resi artefici di una violenza psichica e fisica ai danni di una ragazzina di 13 anni.

La “colpa” della tredicenne è stata quella di aver chiesto ai suoi vicini di tavolo se avessero voluto approfittare del suo frappé non terminato. Nella sua innocenza la ragazza voleva non disperdere il suo frappé ordinato con tanto amore ma la risposta è stata a dir poco folle. Tutti e cinque i ragazzi hanno iniziato a lanciare invettive contro la ragazza non fermandosi alle parole ma andando oltre tra schiaffi, strattonate, sputi, bibite versate addosso alla ragazza per terminare con la richiesta di perdono oltretutto inginocchiata. Al termine di tutto questo inveire, la ragazza riuscita a fuggire è stata rinvenuta chiusa in un bagno svenuta.

La prima cosa che da adulti ci chiediamo è: perché tanta violenza? Perché delle ragazze adolescenti dovrebbero esperire la loro rabbia contro una coetanea indifesa? E’ chiaro che in questo episodio il fatto di essere un gruppo di cinque elementi abbia stimolato l’appartenenza ad un branco, proprio come capita agli animali selvaggi. Purtroppo forme vessatorie nei confronti dei più deboli sono in costante crescita, una recentissima indagine sosteneva che in ben 7 scuole su 10 il bullismo è realtà quotidiana. Abbiamo un’unica certezza: bulli non si nasce ma lo si diventa. Cerchiamo quindi di capire cosa accade nella vita dei ragazzi. Il più delle volte è il desiderio di emulare i compagni fa muovere i primi passi verso il bullismo. Nei piccoli bulli quasi sempre in famiglia l’aggressività è la regola e sebbene siamo stati abituati ad associare la violenza al solo mondo dei maschietti, le sopraffazioni si stanno sempre più tingendo di rosa. Anche tra le bambine e le ragazze, hanno preso forma sottili forme di cattiveria che si evidenzia nel dominio psicologico su compagne e compagni ritenuti più fragili e vulnerabili.

Telefono Azzurro nel suo annuale report mette in guardia dal confondere il bullismo dalla semplice lite tra giovani, nel bullismo manca infatti la caratteristica di alternanza tra i ruoli: il dominante ed il dominato. A differenza della banale lite tra due adolescenti, il comportamento da bullo, ricerca deliberatamente il far del male o mortificare l’altro già per se incapace di difendersi. Gli studiosi hanno rintracciato ben due diverse forme di bullismo: quello messo in atto dai maschi, caratterizzato da comportamenti aggressivi sia fisici che verbali e quello attuato dalle ragazze. In genere le ragazze utilizzano una forma vessatoria più giocata sul piano psicologico piuttosto che sulla violenza. Nel caso accaduto a Rimini, contrariamente a quanto sostenuto dai ricercatori, le ragazze si sono distinte per aver interpretato il ruolo del maschio: utilizzando oltre alla violenza psicologia anche quella fisica.

Il ruolo della donna nella società è oggi profondamente diverso da come era ad esempio solo trenta o quaranta anni fa. Oggi noi donne abbiamo la possibilità di essere autonome, questo ci costa molta fatica perché oltre a gestire il lavoro dobbiamo gestire la casa, gli affetti, i figli. Il mondo del lavoro è ancora un mondo maschilista, siamo quindi obbligate ad identificarci nel ruolo maschile per poter ottenere la stima ed il rispetto, purtroppo però una volta indossato quell’abito, così necessario sul lavoro, diventa difficile toglierlo al rientro in casa . Ed e così che alla fine ci permettiamo comportamenti che possono essere inaccettabili e si è passati dal vorrei al voglio. E quel voglio significa che lo voglio a tutti i costi anche a costo di tirare fuori l’aggressività, in ogni campo. Non dimentichiamo che la femminilità è considerata punto di debolezza. E’ dunque inevitabile per le nostre figlie nutrirsi della nostra, seppur velata, aggressività loro non sono in grado di capire le nostre motivazioni: semplicemente vivono il nostro modo di fare assorbendolo per intero.

Questo modo di pensare e di agire è però il danno peggiore che come donne possiamo fare a noi stesse: non abbandoniamo mai la nostra femminilità e grazia per entrare nel ruolo del maschio, ruolo che può esserci utile ma che, non ci appartiene.

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6 Comments

  1. gioandi ha detto:

    Oddio che orrore!! Povera ragazzina!! E’ vero, mi sembra una cosa inconcepibile se penso a noi che eravamo ragazzine quasi trent’anni fa. Oltretutto, lei avrà offerto il suo frullato sperando di fare amicizia, visto che era da sola e gli altri in gruppo. E guarda come è stata ricambiata!! Comunque, meglio non girare mai da sole, anche nei centri commerciali che sono la tana di questi pulletti (a proposito: spero che li abbiano identificati e puniti a dovere)

  2. gioandi ha detto:

    E poi: erano in un fast food, possibile che nessuno sia intervenuto? Non c’era nessun adulto? Ovvio che chi resta impunito di sente più sicuro a rifare queste cose. Io avrei chiamato come minimo la sicurezza del centro commerciale

  3. la redazione ha detto:

    identificati tutti, 4 ragazze italiane ed un ragazzo extra. Ma che vuoi che gli facciano oltre ad una ramanzina????? Erano tutti tra i 13 e 16 anni

  4. gioandi ha detto:

    Sì… diranno che è stato uno scherzo … facile trincerarsi dietro questa scusa: a quell’età si devono avere più responsabilità.

  5. lupa9373 ha detto:

    sono sconvolta…. ma in che schifo di mondo viviamo??? ma noi a 13-16 anni eravamo così???

  6. anastasia ha detto:

    a me fa riflettere anche il fatto che nessun adulto sia intervenuto! la mancanza di ideali e valori ce l’hanno in primis i grandi….