Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, volutamente non ne abbiamo parlato ieri

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Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, volutamente non ne abbiamo parlato ieri

Sulle testate giornalistiche di ieri si è letto di tutto e di più a proposito della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Molti hanno invocato leggi più severe nei confronti degli uomini violenti, altri hanno chiesto l’isolamento per queste persone in grado di ferire gratuitamente la psiche delle donne. Sono anche state pubblicate foto di donne uccise dai propri compagni o ex-compagni ed indicato il numero dei femminicidi, nuovo termine coniato per definire un omicidio sulla donna in una sentenza del 2009. Sono scese in campo richiedendo un’attenzione prioritaria, una sorta di Carta dei diritti delle donne,  tutte le forze politiche in modo trasversale, le associazioni di donne, persone dello spettacolo, professionisti ed ovviamente tutte le donne  per parlarne  pubblicamente.

Immediatamente mi viene da ripensare alle critiche apportate alla legge delle Quote Rosa, la legge che per diritto apre i posti nei Consigli di Amministrazione delle società quotate in borsa o partecipate dagli enti pubblici. Tantissime persone, tra cui anche molte donne, hanno contestato l’obbligatorietà sostenendo che il posto nei CdA deve essere acquisito solo se le donne sono in grado di dimostrare il loro valore. Quindi la legge sulle quote di genere non ha senso di esistere ma debbono essere le donne a sapersi conquistare il posto nei Consigli di Amministrazione indipendentemente dalla legge.

Mi chiedo e chiedo anche a voi, perché una donna subisce violenza e non denuncia il fatto? La gran parte della violenza sulle donne avviene all’interno del nucleo famigliare, perché non sottrarsi a questa violenza gratuita? Perché non abbandonare l’uomo violento che sta annientando la vita?  Il nostro ordinamento legislativo punisce gli aggressori sia nei confronti delle donne, dei bambini e degli altri uomini allo stesso modo, così come punisce un omicidio.

Il punto fondamentale  siamo noi donne, per paura di chissà cosa non reagiamo, non raccontiamo, non denunciamo e non solo, il più delle volte il comportamento dell’aggressore viene giustificato quasi a sconfinare in una Sindrome di Stoccolma. Durante i sei mesi in cui ho dovuto effettuare il mio tirocinio in Pronto Soccorso, appena laureata in Medicina e Chirurgia, troppo spesso ho visto donne malconce dichiarando le bugie più assurde pur di difendere il loro compagno e padre dei propri figli. Inoltre, nella mia pratica di psicoterapeuta  ho ascoltato racconti di violenza tra i più vari, il più frequente è  senz’altro l’abuso sessuale ad opera sia dei fratelli maggiori che dei padri. L’ultimo caso di violenza subita ascoltato è di qualche mese fa: due suore su di un ragazzino, lasciando traumi non da poco. Il punto è: tutte le volte che ho trattato il problema, nessuno ha mai voluto denunciare l’aggressore!  E non solo… l’aggressore veniva difeso creando delle giustificazioni ad hoc! L’aggressore deve essere salvato! Sembra quasi ci sia una vocazione al vittimismo e questo aspetto non dimentichiamolo è sempre esistito, anche nella Gerusalemme Liberata, Torquato Tasso scriveva della principessa Erminia, sequestrata da Tancredi, lei musulmana e lui cristiano che alla fine si innamora del suo torturatore.

Personalmente credo che il grande lavoro da fare non è richiedere una carta contro la violenza sulle donne, semmai dovrebbe essere richiesta semplicemente una carta contro la violenza  verso di chiunque, anche  sugli animali.  La violenza come crimine ha già una sua normativa, è compito dei giudici applicarla correttamente. Al contrario, iniziamo ad educare i nostri figli al rispetto di tutte le persone, educhiamoli alla non violenza, educhiamoli al rispetto per qualsiasi genere di persona donna, omosessuale o uomo che sia.  Le culture, in questo caso maschiliste,  possono cambiare solo se vengono insegnate da subito: alle bambine nel farsi rispettare ed  ai bambini al rispetto verso le donne. E’ questo cambio culturale che deve essere spinto il più possibile, soprattutto ora che nel nostro paese nascono sempre più bambini ad orientamento coranico ed i matrimoni misti stanno diventando la regola, il potere dell’uomo sulla donna viene sempre invocato. Le nuove etnie portano innovazione ma non sempre queste vanno nel verso che vorremmo, ecco perché siamo noi genitori che dobbiamo essere attenti ed insegnare ai nostri figli la non violenza, il rispetto verso tutti i generi  e ad  esporre denuncia in caso di soprusi.

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7 Comments

  1. jonatan ha detto:

    Non so entrare in merito alla questione ma credo che la violenza in generale dovrebbe cessare, questo continuo imporsi con la forza nel corso dei tempi ha reso l’uomo sempre più vicino ad un mostro

  2. gioandi ha detto:

    Perché le donne non denunciano il loro aguzzino? Difficile dirlo. Un po’ per scarsa autostima: si pensa di non meritare di meglio. Un po’ per problemi economici: eh sì, c’è anche questo problema che per molte è tutt’altro che banale, soprattutto oggi quando troppe donne sono a casa. Un po’ perché nella donna è sempre vivo un misto di speranza (che lui torni a essere quello di cui ci si è innamorata) un misto di spirito missionario ( del tipo: io ti salverò), un misto di educazione sbagliata a tacere, a sopportare, a farlo per il bene dei figli… Ma fino a che punto è un bene per dei bambini assistere a certe scene? Porto l’esempio di mia sorella: una 37enne bella, simpatica, laureata in chimica, lavora per una multinazionale con soddisfazione, ha due bambini bellissimi … e un marito che non la picchia, questo no, ma la sottopone a una vera e propria violenza quotidiana… non perde l’occasione per dirle che è stupida, che è trasandata, che è idiota, che diseduca i bambini… La goccia che ha fatto traboccare il vaso è che il bimbo più grande (6 anni) una volta si è messo in mezzo, dicendo “non trattare male la mia mamma”. Capite? Come può crescere bene un bambino così? A volte mia sorella mi chiama in lacrime, dicendo “stavolta lo lascio”, poi dopo due giorni mi dice “forse va un pochino meglio” e tutto ricomincia daccapo… eppure non siano in qualche angolo sperduto in un paese arabo, ma a Milano, tra gente che si spaccia per persone perbene e lui, il carogna, esce di casa tutto perfettino, con abiti firmati, in giacca e cravatta, facendo il bravo papà…..

  3. gioandi ha detto:

    Credo che tutto sommato le donne non si sentano ancora abbastanza tutelate e che in fondo si sentano disapprovate se lasciano il padre dei propri figli. Invece è importante combattere la violenza nelle piccole manifestazioni, perché è giusto quello che dice Rosalba: chi fa del male a un animale, per esempio, quasi sicuramente farà del male anche a una donna o a un bambino. Sono quei GRANDISSIMI VIGLIACCHI che hanno il coraggio di prendersela solo con chi è più debole. Siamo noi mamme – e parlo soprattutto delle mamme dei maschi, come me – a dover essere anche severe con i nostri figli e combattere sul nascere quelle piccole discriminazioni che poi si possono trasformare in forme di violenza sulle donne o sui più deboli

  4. catemotta ha detto:

    Davvero difficile capire i motivi…la violenza in genere, come qualunque altro reato, sono convinta vada e combattuta ! E deve partire proprio da noi! Concordo pienamente sul fatto che dobbiamo insegnare ai nostri figli, come dite anche voi, di avere rispetto verso un’altra vita umana…qualunque essa sia…e l’esempio deve partire da noi! Ormai troppi genitori non hanno il tempo di ascoltare e di parlare ai propri figli…e tutto questo sta portando solo conseguenze negative!!!!

  5. catemotta ha detto:

    Davvero difficile capire i motivi…la violenza in genere, come qualunque altro reato, sono convinta vada denunciata e combattuta ! E deve partire proprio da noi! Concordo pienamente sul fatto che dobbiamo insegnare ai nostri figli, come dite anche voi, di avere rispetto verso un’altra vita umana…qualunque essa sia…e l’esempio deve partire da noi! Ormai troppi genitori non hanno il tempo di ascoltare e di parlare ai propri figli…e tutto questo sta portando solo conseguenze negative!!!!

  6. la redazione ha detto:

    E’ proprio così Caterina, non può esserci nessun cambiamento culturale se non si comincia dall’inizio. E’ retorica ma quando piantiamo un piccolo alberello se non mettiamo un tutore per farlo crescere bene lui va come il vento o qualsiasi altra cosa intervenga lo guida nella sua crescita.

  7. Simona ha detto:

    Io credo che si debba essere contrari in egual misura a qualunque tipo di violenza, proprio come dice la dottoressa!
    Ritengo che sia opportuno un salatissimo inasprimento della pena per la violenza sui bambini: penso che abusare dei bambini, sia sessualmente che picchiandoli, ma anche mentalmente, sia il reato più atroce che un essere umano possa commettere.
    Per quanto riguarda la violenza sulle donne, forse l’ideale sarebbe una campagna di sensibilizzazione che aiuti coloro che sono vittime di violenza a trovare il coraggio per denunciare. Forse ci sono già associazioni che si stanno muovendo in questa direzione…