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Giornata internazionale del bambino 20 novembre 2012

Ieri si è festeggia la “Giornata nazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza’ voluta dall’ONU. Il 20 dicembre 1989 è stata approvata la convenzione sui diritti dell’infanzia dall’Assemblea delle Nazioni Unite e dal quel giorno ogni anno si festeggia la ricorrenza.

Il testo approvato è composto da 54 articoli suddivisi in quattro grandi aree tematiche:
1. Principio di non discriminazione: sancito all’art. 2, impegna gli Stati parti ad assicurare i diritti sanciti a tutti i minori, senza distinzione di razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione del bambino e dei genitori;
2. Superiore interesse del bambino: sancito dall’art. 3, prevede che in ogni decisione, azione legislativa, provvedimento giuridico, iniziativa pubblica o privata di assistenza sociale, l’interesse superiore del bambino deve essere una considerazione preminente;
3. Diritto alla vita, sopravvivenza e sviluppo: sancito dall’art. 6, prevede il riconoscimento da parte degli Stati membri del diritto alla vita del bambino e l’impegno ad assicurarne, con tutte le misure possibili, la sopravvivenza e lo sviluppo;
4. Ascolto delle opinioni del bambino: sancito dall’art. 12, prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i procedimenti che li riguardano, soprattutto in ambito legale. L’attuazione del principio comporta il dovere, per gli adulti, di ascoltare il bambino capace di discernimento e di tenerne in adeguata considerazione le opinioni. Tuttavia, ciò non significa che i bambini possano dire ai propri genitori che cosa devono fare. La Convenzione pone in relazione l’ascolto delle opinioni del bambino al livello di maturità e alla capacità di comprensione raggiunta in base all’età.

Ed è stata scelta questa data dall’organizzazione del Forum delle Pediatrie, che si è tenuto a Salerno, proprio per commemorare e rispettare la Convenzione internazionale. Pediatri, sia di base che ospedalieri, si sono ritrovati in queste due giornate per ribadire la centralità del bambino nella nuova assistenza pediatrica, così come il ministro della Salute, ha legiferato.

Tutte le relazioni sono state interessantissime e personalmente ho vissuto un bagno totale di aggiornamenti in pediatria non indifferente. Inoltre è stata presente anche la prof.ssa Margherita Dini Ciacci Presidente dell’Unicef Campania.

Proprio ieri sono stati resi noti i risultati della ricerca – Generazione 2025 e oltre – curata da Danzhen You e David Anhony a proposito dei diritti dell’infanzia e della condizione in cui versano i bambini. Sapete cosa è emerso dai risultati della ricerca? Che nel 2025 la popolazione mondiale raggiungerà la soglia degli 8 miliardi di persone e di questi ben un miliardo saranno bambini nati nelle regioni più povere del pianeta: la Nigeria. In pratica tra 12 anni ogni tre persone nate una sarà di origine africana. Sembrerebbe proprio un ritorno al passato: 100mila anni fa, l’uomo a fatto la sua comparsa proprio in Africa, è nelle regioni della Tanzania e del Kenia che sono stati trovati i resti umani più antichi. Di fatto a fare figli sono le popolazioni più povere dell’Africa mentre nelle aree industrializzate la natalità è sempre più bassa. E chissa….andremo incontro forse all’estinzione dell’uomo dalla pelle chiara?

Non è difficile immaginare che la popolazione così composta avrà delle enormi difficoltà, ci saranno tantissime persone di età superiore ai 65 – 70 anni ed altrettanti minori, la forza lavoro sarà sempre più ridotta. Una riorganizzazione a tutti i livelli, sia sociale che economico, sarà necessaria affinché vengano garantiti i diritti di tutti i bambini di ogni etnia e cultura

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6 Comments

  1. raimondo ha detto:

    Sapevo già di una ricerca dell’UNICEF che diceva che in questi anni l’italia sarebbe diventata al pari tra italiani ed etnie diverse tutte nell’area del mediterraneo. Era una ricerca se ricordo bene del 1995

  2. rosalba ha detto:

    Si ricordo anche io, era una ricerca promossa dall’Unicef e sosteneva che nel 2000 l’Italia sarebbe stata abitata in gran parte da persone provenienti dall’area del mediterraneo e quindi..il centro del Mediterraneo

  3. jonatan ha detto:

    il problema è molto grave sopratutto per la gestione del lavoro, se pensiamo che ad oggi le opportunità in questi paesi sono zero, con le cifre indicate sarà una vera catastrofe. E di questi tempi problemi di posti di lavoro ci sono in tutto il mondo non oso immaginare cosa accadrà

  4. gioandi ha detto:

    E’ una data storica ed è vitale che ci siano i diritti riconosciuti. Il problema é: quanto vengono realmente rispettati i diritti dei bambini, spesso anche all’interno delle mura domestiche, da famiglie apparentemente “perbene”?

  5. catemotta ha detto:

    In realtà quand’è che si “ascolta” un bambino capace, o meno, di discernimento??? In sede giuridica, molto spesso, ciò che vuole il bambino risulta essere in contrasto con ciò che vuole uno dei due genitori…

  6. la redazione ha detto:

    I bisogni dei bambini andrebbero sempre ascoltati, i bisogni però e non i desideri. Diverso è il discorso in sede giuridica, in questo caso andrebbero ascoltati dalle persone competenti per capire quali siano i loro reali bisogni e come cercare di accomodare il più possibile bisogno e realtà